{"id":348,"date":"2024-07-17T11:27:09","date_gmt":"2024-07-17T09:27:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/?p=348"},"modified":"2024-07-17T11:27:09","modified_gmt":"2024-07-17T09:27:09","slug":"archivio-di-stato-di-campobasso-processi-politici-b-125-1-2-e-126-1-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/?p=348","title":{"rendered":"Archivio di Stato di Campobasso &#8211; Processi Politici &#8211; b.125\/1-2 e 126\/1-7"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><strong><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0L\u2019orribile notte\u00a0 di Castelpetroso \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0tra il 17 e 18 Ottobre 1860<\/em><\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Storia raccontata attraverso gli atti giudiziari<\/em><\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong><em>PROCESSI POLITICI<\/em><\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Archivio di Stato di Campobasso \u2013 buste 125\/1-2 e 126\/1-7<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Trascrizioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosmo Armenti, Fiore Arcaro e altri sono accusati di cospirazione, furti, arresti arbitrari e uccisione di garibaldini \u2013 Castelpetroso 1860<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Vol 1 \u2013 Elenco di tutti gli atti contenuti in questo procedimento<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">rif. pag.141 Busta 125\/1\/a<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno venticinque Novembre in Castelpetroso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a Noi Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone, assistiti dal cancelliere Sostituto Sig. Morelli, previa citazione, \u00e8 comparso-<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giuseppe Cielli\u00a0 fu Costanzo (Ciello<\/strong>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di anni 66, contadino qui domiciliato, l\u2019indifferente dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato, analogamente a \u2018 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mattino del 18 ottobre 1860, spinto da curiosit\u00e0 andiedi\u00a0 sulla strada nuova, per vedere il massacro de\u2019 garibaldini che diceasi fatti il d\u00ec precedente, e difatti osservai che circa 33 cadaveri giacevano nudi-\u00a0 Non potendo resistere a tale vista mi restitu\u00ec in paese, ma giunto innanzi la cappella\u00a0 di S. Giuseppe, osservai un\u2019altro che giaceva ferito in testa, circondato da gran calca di popolo-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tal mentre sopraggiunse Domenico di Francesco S. Antuono, il quale dando spietatamente due colpi col\u00a0 codarcio del fucile a quell\u2019infelice lo fece alzare da terra- Questo per\u00ec esinanito di forze cadendo si rovesci\u00f2 dalla strada nel sottoposto fondo, ed\u00a0 allora il di Francesco, tirandogli un colpo di fucile in petto lo fece mancare ai vivi. c\u2019era in mezzo a quella calca, anche Beniamino Astore, armato di fucile, ma non so se anch\u2019egli avesse preso parte in tale uccisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosce-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. pag.3 Busta 125\/1\/a<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno 1861, il giorno sedici Febbraio, in Campobasso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a Noi Giovannantonio De Gennaro giudice del circondario di Cantalupo, assistiti dal Cancelliere Signor Morelli, previa cedola \u00e8 comparso-<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Michelangelo Notte fu Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di anni 19 (15), contadino, nato e\u00a0 Dom to in S. Angelo in Grotte-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvertito a norma del rito, e analogamente richiesto, ha risposto;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giorno in cui successe l\u2019attacco fra la colonna comandata da Nullo, ed i soldati borbonici unitamente ai contadini armati di molti comuni, ho veduto da sopra una vetta denominata Colle di Cifelli in tenimento di Castelpetroso uscire dalle falde della medesima, vicino alla strada nuova Domenico Bertone di Tobia con un fucile in mano a circa le ore ventidue\u00a0 e mezzo mentre i soldati della detta colonna Nullo fuggivano fucilati dovunque scappavano dagl\u2019\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 d&#8230;&#8230;&#8230;\u00a0 appollaiati dietro le macerie, ed i sassi. Dal luogo donde usci Domenico Bertone si sentivano de\u2019 colpi do fucile, che producevano la morte di parecchi garibaldini, e siccome &#8230;&#8230;.altro era nel punto dove si trovava il Bertone in aguato, cosi egli e non altri era l\u2019uccisore de\u2019 detti Garibaldini. Ho veduto pure il Bertone in mezzo alla strada\u00a0 nuova vicino ad una carrozza i cui cavalli erano stati uccisi nella mischia e vicino ad essa vidi molti cadaveri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Busta 125-2-b<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">125\/2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Nicolamaria\u00a0 de Sanctis es Guardia di Onore di Campobasso \u2013 400 ducati \u2013 Quartier mastro pagatore suocero Giuseppe d\u2019Onofrio Ufficiale pagatore della colonna comandata da Campofreda<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 26<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Signor Procuratore Generale presso la Gran Corte Criminale in Molise<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe d\u2019Onofrio legale a Campobasso rispettosamente espone,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che nella infelice spedizione del 17 ottobre ultimo per reprimere i ribelli d\u2019Isernia sotto il comando del Colonnello Garibaldino F. Nulli, e del Capitano Campofreda di Portocannoni, vi era D. Nicolamaria de Sanctis ex guardia di Onore, suocero del supplicante il quale non ha fatto pi\u00f9 ritorno, e dicesi pubblicamente dagli stessi compagni d\u2019arme, di essere stato ucciso e sepolto nel tenimento di Castelpetrosso lungo la strada rotabile, e propriamente nel luogo denominato limiprete; il di cui\u00a0 cavallo sellato preso da un tal Giovanni Vecchiarelli di Castelpetroso, \u00e8 stato non ha guari\u00a0 (alquanto, molto, assai) restituito alla famiglia per mezzo del Sotto Governatore\u00a0 d\u2019Isernia-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Espone\u00a0 che fra i dieci contadini di Castelpetroso , i quali trovansi arrestati in questa Carcere Centrale,\u00a0 evvi Alessio Cicchino di Nicola , il quale nel verbale di cattura redatto dalla Guardia Nazionale di qui , ha deposto che un tale Celidonio Giancola di quel comune abbia ucciso un galantuomo a cavallo, del qual cavallo s\u2019impadron\u00ec il sopradetto Vecchiarelli obbligato di poi\u00a0 a presentarlo al Sottogovernatore. Soggiunse esso Cicchino che ai diversi cadaveri col\u00e0 rinvenuti fu data sepoltura nel luogo dicasi Limiprete dal Sacerdote D. Giovanni Armenti di quel comune aiutato dal nipote Luca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il supplicante nel denunziare questo fatto alla giustizia implora le pi\u00f9 energiche misure per lo scoprimento e punizione dei rei prendendo di mira\u00a0 non meno il Cicchino arrestato\u00a0 coi\u00a0 nove altri suoi compagni , che il Giancola, e specialmente il Vecchiarelli il quale se ha restituito il cavallo ha dovuto appropriarsi il valiciotto che conteneva molto contante destinato per la Colonna, di cui il de Sanctis era ufficiale pagatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 qualche altro che imputa la uccisione anche ad un tal Pietro Cifelli del detto Comune. Tutti costoro saranno probabilmente autori principali,\u00a0 o complici di quell\u2019eccidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli elementi sulla identit\u00e0 dell\u2019ucciso S. de Sanctis sono i seguenti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Statura giusta,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Et\u00e0 di anni 50,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">aveva soli mustacci senza barbette<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vestiva al di sotto della giacca di velluto il piccolo uniforme di guardia di Onore con coppola coverta da incerata-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era armato di sciabole (sciabla), e due pistole da arcione-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si riserba il supplicante dare altri lumi a misura che li avr\u00e0 raccolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Campobasso 14 Novembre 1860<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Giuseppe d\u2019Onofrio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Busta 125\/2 \u2013 rif. Pag. 29<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foglio di lumi che presenta Giuseppe d\u2019Onofrio legale a Campobasso\u00a0 al S. Regio Procuratore Generale\u00a0 della Gran Corte Criminale\u00a0 di Molise sull\u2019assassinio commesso d\u00e0 reazionari di Castelpetroso in persona del di lui suocero D. Nicolamaria de Sanctis ex Guardia di Onore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\u00b0 Il\u00a0 de Sanctis part\u00ec da Campobasso\u00a0 nel d\u00ec 16 ottobre 1860 in qualit\u00e0 di ufficiale pagatore della \u00a0Colonna capitanata da Campofreda portando seco ligato alla sella del suo cavallo un valiciotto ad\u00a0 uso di Guardia di Onore , dentro cui\u00a0 eravi la somma di D 400.00 da servire per la\u00a0 detta Colonna, oltre altri D 100.00 di sua particolar moneta-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciato lo attacco nel 17 ottobre, il de Sanctis verso sera mentre a cavallo si agirava\u00a0 nella contrada Lintiprete di Castelpetroso per far ritorno in Campobasso cadde vittima in uno di quelli aguati. <strong>Possono essere intesi come testimoni gli individui al margine notati<\/strong>&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\u00b0\u00a0 Pochi giorni dopo lo avvenimento D Gaetano Fazio da Carpinone avendo interrogato Pasquale Vecchiarelli\u00a0 di Castelpetroso sul destino della Guardia di Onore D. Nicola de Sanctis, il Vecchiarelli gli rispose che questo Guardia di Onore verso sera del 17 Ottobre era caduto dal cavallo in seguito di un colpo di fucile , e fu finito di uccidere mentre implorava soccorso i che il cavallo rattrovavasi presso di lui pronto a restituirlo a chi si conveniva , ma senza volersi compromettere , nel qual caso avrebbe fatto in modo di far restituire anche la sciabla, conoscendo l\u2019individuo che se n\u2019era impadronito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La medesima cosa il Vecchiarelli ripeteva al S. D. Ruggiero Fazio avvocato di Campobasso\u00a0 il quale reduce da Isernia\u00a0 transitava per la di costui taverna in Castelpetroso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00b0 Nel 5 Novembre seguente la Guardia Nazionale di Campobasso procedeva allo arresto di dieci individui di Castelpetroso\u00a0 i quali transitavano sospettosi per Campobasso , nonch\u00e8 ad un reparto di armi , rimettendo gli atti al Regio Giudice di Campobasso \u2013 Tra questi individui un tal\u00a0 Alessio Cicchino depose che il suo compaesano Celidonio Giancola uccise un galantuomo a cavallo, del qual cavallo si era impadronito Pasquale Vecchiarelli anche di Castelpetroso, e che il cadavere era stato in quella contrada Limiprete sepolto dal Sacerdote D Giovanni Armenti aiutato da suo nipote\u00a0 Luca<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4\u00b0 Dopo lo arrivo del vittorioso Generale Cialdini e del nostro Re Vittorio Emmanuele in Isernia\u00a0 Pasquale Vecchiarelli a consiglio di D Domenico d\u2019Uva\u00a0 present\u00f2 al sottogovernatore in Isernia un cavallo sellato, che poscia riconosciuto si esser precisamente quello del S. de Sanctis veniva a me inviato in Campobasso per mano del S. D. Pasquale Cerio \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5\u00b0\u00a0 Per mezzo di un tal Cesarino Scarsella agente del Duca di Castelpizzuto , che pu\u00f2 essere interrogato, ho saputo che uno degli autori o complici dell\u2019assassinio fosse Pietro Cifelli\u00a0 anche di Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto al Vecchiarelli se present\u00f2 al sottogovernatore il cavallo sellato, o \u00e8 egli l\u2019autor principale dell\u2019assassinio, o complice non potendosi supporre che fosse stato freddo spettatore di sanguinosa scena, o infine uno d\u00e8 testimoni sotto i cui occhi fu consumato il reato-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le quali cose s\u2019interessa vivamente la giustizia del S. Procuratore Generale disporre che nell\u2019istruirsi una regolare processura al riguardo il Regio Giudice Istruttore d\u2019Isernia tenga presente gli elementi raccolti fin dal 5 Novembre dal Regio Giudice di Campobasso circa lo arresto di dieci individui di Castelpetroso, onde scoprire i veri autori dell\u2019assassinio-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Campobasso 5 Dicembre 1860<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Giuseppe d\u2019Onofrio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1\u00b0 D. Nicola Campofreda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2\u00b0 D. Achille Campofreda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3\u00b0 D. Antonio Campofreda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 di Portocannone<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4\u00b0 D. Gioacchino Occhionero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0di Ururi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5\u00b0 D. Giacomino Zarrelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6\u00b0 D. Giuseppe Zarrelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0di Monacilioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Busta 125\/2\/b \u2013 Rif. Pag. 32<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al signore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il signor Procuratore Generale presso la Gran Corte Criminale di Molise<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dal Novembre scorso anno 1860 il Giudice Istruttore d\u2019Isernia compilava una processura intorno all\u2019assassinio commesso in persona del mio S. suocero D. Nicolamaria de Sanctis dai reazionari di Castelpetroso nel 17 Ottobre detto anno-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Or siccome son decorsi circa cinque mesi senza che il processo fosse stato a Lei rimesso ,\u00a0 e molto mena o meno si \u00e8 proceduto allo arresto di Pasquale Vecchiarelli taverniere di Castelpetroso, che pred\u00f2 il cavallo del disgraziato con la valigia contenente cinquecento docati; interesso, Signor Procuratore Generale, la di lei giustizia prender conto da quel\u00a0 S. Giudice Istruttore del ritardo dello invio del processo non mieno che della persona del Vecchiarelli \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Campobasso 22 Marzo del 1861<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Giuseppe d\u2019Onofrio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Busta 125\/2\/b \u2013 Rif. Pag. 34<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Signore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor\u00a0 Procuratore Generale presso la G. Corte Criminale in Molise<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe d\u2019Onofrio di Campobasso l\u2019espone che avendo fin da Novembre scorso presentato alla di lei giustizia un foglio di lumi intorno all\u2019assassinio commesso in persona di D. Nicolamaria de Sanctis dai reazionari di Castelpetroso, e vedendo ora ritardata la processura,\u00a0 prega la di lei giustizia\u00a0 prenderne esatto conto, ordinando ancora che il Giudice Istruttore tenghi presente gli atti compilati\u00a0 in Campobasso intorno allo arresto di dieci contadini di Castelpetroso, uno dei quali e propriamente Alessio Cicchino depose fatti circostanziati, che risguardano l\u2019assassinio sopraindicato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Campobasso 2 del 1860<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Giuseppe d\u2019Onofrio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Nota: D. Nicola de Sanctis Guardia Nazionale di Monacilioni- 400+100 ducati di sua propriet\u00e0-part\u00ec da Campobasso il 16 ottobre-<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nota istruttoria \u2013 Rif. Pag. 71<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel d\u00ec 16 ottobre ultimo una colonna di Guardia Nazionali, comandata da Colonnello Nulli giungeva da Campobasso in Pettorato per quindi recarsi a reprimere la reazione che ferveva\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0in Isernia, Per\u00f2 aggredita da una massa di rivoltosi venne battuta e dispersa, e molti della stessa rimasero uccisi. Fra coloro che incontrarono la morte vi fu la Guardia d\u2019Onore D. Nicola de Sanctis del detto Comune di Campobasso . Il di costui genero D. Giuseppe d\u2019Onofrio con diversi esposti ha dedotto alla giustizia-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il Sig. de Sanctis part\u00ec da Campobasso nel di 16 ottobre 1860 in qualit\u00e0 di Ufficiale pagatore della colonna Capitanata da Campofredi portando seco ligato alla sella del suo cavallo un valiciotto ad uso di Guardia d\u2019Onore , dentro cui eravi la somma di Ducati 400 da servire per la detta colonna oltre altri Ducati 100 di sua particolar moneta-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indicava per testimoni di tal fatto il d\u2019Onofrio i nomati D. Nicola, D. Achille. E D. Antonio Campofreda, di Portocannone, D. Gioacchino Occhionero di Ururi, D. Giacomino Zarrelli e Giuseppe Zarrelli di Monacilione. E perci\u00f2 e pregato il Giudice Istruttore del Distretto di Larino\u00a0\u00a0 raccogliere le deposizioni degli individui sopra nomati\u00a0 = Isernia 10 Gennaio 1861 = Il Giudice Istruttore = Manfredi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 84<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testimonianza di <strong>D. Gioacchino Occhionero<\/strong> nato a Ururi domiciliato nel Comune di San Giuliano di Puglia (circondario di Bonefro) come da dichiarazione del sindaco di Ururi C o G Musacchio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno 1800sessantuno il giorno cinque Aprile in Bonefro-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a Noi Salvatore Evangelista Giudice del Mandamento di Bonefro, assistiti dal Cancelliere Sostituto D. Ippolito de Laurentis-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Previa citazione \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D = Gioacchino Occhionero fu D. Emmanuele di anni 65\u00a0 proprietario domiciliato in San Giuliano\u00a0 di Puglia-<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">l&#8217;indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ha giurato di dire tutta la verit\u00e0, null\u2019altro che la verit\u00e0-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente interrogato, a\u2019 dichiarato quanto appresso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signore \u2013 Ricordo che nel 15 e 16 Ottobre ultimo D. Nicola de Sanctis quale ufficiale pagatore della Colonna Mobile destinata per Isernia, ebbe dal Ricevitore di Campobasso ducati quattro, o cinquecento tutti in moneta d\u2019argento _ Il denaro fu posto dentro una valigia rossa da Guardia d\u2019Onore, la quale venne collocata nella carozza dove trovavami io in compagnia di lui, e di Nicola Campofreno \u2013 Pervenuti sotto Cantalupo smontammo per ordine del Colonnello Nulli, ed il de Sanctis prese la valigia contenente il denaro, e la lig\u00f2 sulle sella del suo cavallo- Nella sera susseguente lo stesso venne ucciso nelle gole di Castelpetroso, ed \u00e8 naturale che gli assassini i quali lo massacrarono, depredarono anche tutti gli effetti, che asportava-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ignoro perfettamente se il detto de Sanctis portava in quella circostanza altro denaro di sua esclusiva spettanza-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lettagli l\u2019\u00e0 confermata, e si \u00e8 sottoscritto<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gioacchino Occhionero<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Il Giudice<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">S. Evangelista<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">I de Laurentis Sost<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Onesta Cifelli<\/strong> fu Giuseppe, d\u2019anni 44, contadina domicilata in Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogata sul motivo del suo arresto, ha detto ignorarlo-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fattale noto di essere stata arrestata\u00a0 perch\u00e8 si sono rinvenuti in sua casa un fucile militare e due baionette intrise di sangue, e dimandata opportunamente sul modo come dette trovansi sporcate di sangue,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha dichiarato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signore = Nei principii del mese di Ottobre ultimo molti mie paesani, e fra questi mio figlio Domenico Cicchino , vennero qui in Isernia provvedersi di fucili, che si dispensavano da queste Autorit\u00e0- In tale occasione detto mio figlio ricevette un fucile militare con la corrispondente baionetta, e che \u00e8 appunto quella che io stessa consegnai a\u2019 Carabinieri Reali \u2013 Detto fucile non \u00e8 stato affatto adebito da quell\u2019epoca, e si conoscxe dalla rugine, la quale per essere \u00e8 stata giudicata essere sngue \u2013 (Dopo tre o quattro giorni &#8230;..) cancellato \u2013 La baionetta alla paesana, anche rinvenuta in casa mia\u00a0 non \u00e8 de\u2019 miei figli, ma si appartiene a Luca Armenti\u00a0 nipote di D. Giovanni Armenti, che da molto tempo diede a tenere al mio figlio Domenico per l\u2019amicizia che tra essi vi passava \u2013 A conoscere che la mia famiglia abborre dal sangue, le manifesto, che in quella sera in cui rest\u00f2 disfatta la colonna Garibaldina, venne in mia casa a rifuggiarsi un giovanotto di circa anni 18 per nome Carmine, ed io lo tenni nascosto per tutto il corso della notte, anche col consenso de\u2019 miei figli, anche a pericolo di vita<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatto giorno passo una catena de\u2019 Garibaldini arrestati, ed io fui obbligata consegnare detto giovinotto per scampare dal pericolo- Detto individuo \u00e8 vivo e non ha guari s\u2019incontro con mio figlio verso Lucera di Puglia e mi mand\u00f2 a ringraziare per averlo scampato dalla morte- Un\u2019altro Garibaldino che fuggiva unitamente a quello da me ricoverato,\u00a0 dubit\u00f2 di ricoverarsi anch\u2019esso in mia casa\u00a0 temendo qualch\u00e8 tradimento-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra domanda ha dichiarato- In quel giorno in cui avvenne lo attacco mio figlio stava a lavorare sulla strada consolare\u00a0 e non faceva parte de\u2019 contadini armati, perch\u00e8 il fucile gli venne consegnato dopo quello attacco-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra domanda, ha dichiarato, che essa non conosce chi erano coloro, che conducevano arrestati i prigionieri per non conoscerli-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tale lettura di questa dichiarazione, ha detto contenere il vero, e di non saper scrivere per cui l\u2019abbiamo segnata noi e di nostro segue firma + altr due firme illegibili<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5.4 Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0 Municipio, sentite le autorit\u00e0 distrettuali e provinciali, accetta di fatto il governo dittatoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Processo verbale dell\u2019interrogatorio del sindaco di Castelpetroso Tommaso Forte davanti al giudice istruttore del distretto di Isernia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castelpetroso, 19 aprile 1861<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riproduzione a stampa della cc. 100 r.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A.S. Campobasso, Atti sul brigantaggio e processi politici<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">n.95\/2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 100<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno diciannove Aprile in Castelpetroso Innanzi a noi Michele Carbone Giudice Istruttore del Distretto d\u2019Isernia \u00e8 comparso previa citazione D. Tommaso Forte di Domenico, d\u2019anni 52, Sindaco del Comune di Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopole debite avvertenze di rito, e fatte assicurazioni di non avere rapporti colle parti, interrogato convenevolmente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha dichiarato = Nel giorno nove\u00a0 Settembre (forma abbreviata) 1860 ci fu partecipato il telegramma della istallazione del Regno Dittatoriale\u00a0 nel Regno delle Due Sicilie .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Il Municipio di cui era Sindaco accett\u00f2 di fatto il Governo Dittatoriale <\/u>essendosi posto in relazione colle Autorit\u00e0 Distrettuali Provinciali che erano emanazione di quel potere- Nel giorno prima 8 \u00a0(abbr. mese) Isernia fece la sua reazione che si propag\u00f2 presso tutti i comuni del distretto- Il mio Municipio per\u00f2 si mantenne saldo sino alle 6 del d\u00ec mese di S. bre, quando &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Giovanni Armenti armato di fucile coll\u2019assistenza di Michelangelo Cifelli, gi\u00e0 arrestato nelle distrettuali, Fiore Armenti, Giovanni\u00a0 di Stellante Valentino, Felice Cifelli fu Addolorato, Angelo\u00a0 D\u2019Uva fu Giovanni, ed Angelo Martella armati del pari di fucile, e tutti senza far parte della Guardia Nazionale, e senza il debito permesso della polizia, proclam\u00f2 reazione adducendo di aver ricevuto carta bianca. Gli atti di reazione furono i seguenti. Disarm\u00f2 in compagnia dei predetti il Supplente D. Domenico D\u2019Uva,\u00a0 D n Serafino Cifelli, D n Giuseppe Ferrara,\u00a0 Domenico Fabrizio Nicola Palumbo, Geremia Paolelli, D Ferdinando Cifelli, Giovanni Pugliese, ed altri e me ancora-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e\u00a0 p io\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ad\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 sc nare\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il grido di viva Francesco 2, che per\u00f2 non venne acclamato da questa popolazione. S\u2019impossess\u00f2 del quartiere della Guardia Nazionale e tenendovi i quadri borbonici che erano stati abbandonati nella Cancelleria Comunale- Istall\u00f2 una guardia a suo talento, e nomin\u00f2 Sindaco a vita Nicola Palumbo, il quale pigli\u00f2 possesso principiando a fare una perquisizione in casa del locandiere Giovanni Martella nel d\u00ec 7 del&#8230;\u00a0 &#8230;., e dopo tale operazione diede un pranzo in casa D\u2019Innocenzio Ferrara a Giacomo Armenti, e compagni- Per evitare che la canaglia diretta dal detto Armenti non eccedesse in strage e saccheggi prendendo esempio da\u00a0 &#8230;&#8230;., il supplente Sig. ?\u00a0 D\u2019Uva, il Ca.. D. Serafino Cifelli ed il Parroco Dn Giuseppe Giancola fecero direttamente una dimostranza personale presso il maggiore Landi, il quale dispose che il Supp (abbr di supplente) ex\u00a0 Ca\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a comandare La Guardia di pubblica sicurezza, e dispose che l\u2019Armenti fosse arrestato-\u00a0 Il di costui arresto fu eseguito la sera de\u2019 sette, egli si trov\u00f2 in dosso un uff. ? che Landi aveva diretto al Sindaco pel disarmo, ed un pezzetto di carta, che egli spacciava per carta bianca, il quale non conteneva altro che\u00a0 un foglio di via<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">segue fino a pag. 104<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">pag. 151 stralcio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">giunti vicino al camposanto\u00a0 col\u00e0 viena un\u2019altro Garibaldino ferito che si disse essere un medico di Sparanise. Domenico di Francesco Santantuono<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 200<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ill.mo Signore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ill.mo Signor Regio Procuratore presso Il Tribunale Circondariale di Isernia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Signori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le vittime di quel tremendo disastro piombato sulla Colonna del Nullo tra Pettorano e Castelpetroso il 17 Ottobre 1860, lo assassinio del mio Sig Suocero Nicolamaria de Sanctis ex Guardia di Onore\u00a0 di Campobasso richiami la giustizia di diversi Giudici Istruttori, i quali accapparono come il disgraziato fu barbaramente ucciso a colpi di scure, derubato di oltre quattrocento ducati che aveva nella valigia in qualit\u00e0 di Quartier mastro pagatore; Del cavallo; delle armi; spogliato dell\u2019uniforme, e per una terribile ironia gittato il pesto suo cadavere su dal ponte che resta nella strada di Castelpetroso , la ove furono commessi e consumati altri inauditi crimini..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La processura istruita dal primo Giudice di Carpinone verso il Maggio 1861 Dietro replicati fogli di lumi da me presentati, liquidava i fautori del reato, e l\u2019ex\u00a0 Procuratore Generale dell\u2019abolita Gran Corte Criminale di Campobasso confirmava i mandati\u00a0 di deposito contro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Amodeo Zappitelli,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosimo Giancola,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Addolorato Folliero di Antonio,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diamente Giancola,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fiore d\u2019Uva,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Addolorato Vecchiarelli,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Martino Forte,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Isidoro Notte,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vincenzo Vecchiarelli,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domenico Zappitelli,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marino Zappitelli,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tutti di Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posteriormente poich\u00e8 non si vedeva arrestato alcuno d\u00e8 sopradetti imputati per futili motivi addotti dal Capitano della Guardia Nazionale di Castelpetroso, lo stesso Procuratore Generale trasmetteva direttamente all\u2019arma de\u2019 r. Carabinieri di Isernia nuovi mandati di cattura per gli enunciati imputati i quali a scherno quasi della stessa giustizia si vedevano nel proprio paese attendere alle domestiche faccende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siccome volge il terzo anno, il processo tutto \u00e8 che compiuto, non vedesi rimesso alla Sezione di accusa, dovendo io costituirmi parte civile in giudizio, ne interesso vivamente la giustizia della Signoria Vostra per sollecito invio, e per le pratiche dell\u2019arresto degli altri imputati che finora non sonosi costituiti nella Carcere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da campobasso add\u00ec 3 maggio 1863<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Giuseppe d\u2019Onofrio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riferimenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 201\u00a0\u00a0 26\/6\/1863 &#8211; Richiesta di scarcerazione di Domenico di Francesco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 202\u00a0\u00a0 20\/6\/1863 &#8211; Richiesta di scarcerazione di Domenico di Francesco da parte della giunta\u00a0comunale di Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vari appelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 210 &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-Riscontro pendenze penali su 110 indagati sia sul circondario di Campobasso\u00a0ed\u00a0 Isernia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 260 &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- Istruttoria per 108 imputati di :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cospirazione ed attentato per cambiare la forma del Governo, di eccitamento alla guerra civile, di arresti arbitrari a 6 ottobre 1860-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di grassazione con omicidi nelle persone di molti Garibaldini, di arresti arbitrari su di altri Garibaldini , avvenuti la sera e\u2019 17 ottobre dello stesso anno 1860 in Castelpetroso \/ Molise\/<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fatto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giorno 6 ottobre 1860 Giacomo Armenti fu Pasquale, reduce da Isernia nella sua patria di Castelpetroso afferm\u00f2 di aver col\u00e0 ricevuto dal Potere Militare Borbonico <u>Carta Bianca<\/u> per la quale proclamando il ristabilimento del Governo de\u2019 Borboni alle grida di Viva Francesco II\u00b0 si accinse al disarmo della Guardia Nazionale armandovi i suoi complici, rimossa dalle cariche municipali coloro che le occupavano.sostituendovi altri, e segnatamente all\u2019ufficio di Sindaco un tal Nicola Palumbo\u00a0 &#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In unione di altri complici lo Armenti arrest\u00f2 i germani D. Ernesto ed Ettore Forte, e D. Giuseppe Ferrara, che dopo un giorno libera. In uno, immutando lo stato precedente,\u00a0 assunse a se il potere e la somma dell case-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era il paese in tale stato di disordine ed incertezza di avvenire, quando in sulle ventitre ore italiane del giorno 17 ottobre 1860, alla nuova dello sbandamento e della rotta presso al vicino paese Pettorano della colonna de\u2019 Garibaldini\u00a0 capitanata dal Colonnello Nulli, che una voce si sollev\u00f2 in Castelpetroso, <u>All\u2019armi all\u2019armi<\/u> a riunir gente, furono sonate a stormo. Presti si trovarono all\u2019invito molti contadini,\u00a0 armandosi chi di fucile, chi di scure, e chi di picca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">De\u2019 Garibaldini che per quella volta aveano cercato un scampo\u00a0 fu il primo a subire gli orrendi eccessi dell\u2019immane ferocia di quella gente il Sig. Nicola De Sanctis di Campobasso che barbaramente venne sacrificato, e poi derubato, e denudato fin della camicia e delle scarpi-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u00a0 proseguendo quella turba\u00a0 le tragiche scene di sangue fino a circa tre ore della notte si fece a percuotere chi con la scure, e chi esplodendo il fucile su i Garibaldini che transitavano l\u2019adiacente strada che mena a Campobasso; si che spense quarantaquattro Garibaldino, quanti il di seguente ne numerava Giuseppe Procaccini -\/ vol. 2 del processo pag. 20\/-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come le vittime cadevano estinte, cosi tosto erano dagli assalitori\u00a0 denudate-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sopravvegnenza della notte non isminui la furente ferocia di quei popolani; e novelle vittime venivano al di seguente riserbate-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Garibaldino Sig. (abbr) Salvatore Caropreso di Visciano di Calvi era condotto arrestato per la via d\u2019Isernia il mattino de\u2019 18 Ott e quando presso il cimitero di S. Giuseppe in Castelpetroso raggiunto da Domenico Di Francesco fu Antonio fu da costui con un colpo di fucile ucciso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella notte precedente e nel mattino de\u2019 18 Ott. molti Garibaldini per pi\u00f9 favorevole fortuna, campata la vita, erano stati arrestati e condotti al Posto di Guardia \u2013 Di essi al numero di 18 spediti in Isernia per la via di Carpinone sventuratamente pervenuti in questo paese furono con irresistibile violenza strappati a\u2019 condottieri, e fucilati-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attesocch\u00e8 il fatto savvaci pasto per quel che concerne la uccisione de\u2019 Garibaldini travasi genericamente comprovata essendosi merc\u00e8 la\u00a0 disumazione verifato il fatto permanente delle ossa?\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 spolpate di varie di quelle vittime sepolte qua e la ne\u2019 campi prossimi a Castelpetroso; e d\u2019altronte in via suppletoria con lo esame di molti testimoni si \u00e8 costatata la uccisione e lo spogliamento di quarantaquattro Garibaldini -\/ Vol. I pag 118, 190,191 \u2013 Vol. 2 ? 173, 174, 20-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attesocch\u00e8 dall\u2019istruzione risultano sufficienti indizi per ritenere Giacomo Armenti autore, e gli altri imputati segnati sotto il numero secondo fino al nono inclusivamente complici nel reato de\u2019 6 ottobre 1860 costitutivo dell\u2019attentato per cangiare la forma di governo, nell\u2019arresto dei fratelli Ernesto, ed Ettore Forte-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del porvi sufficienti prove ed indizi gravano a peso degl\u2019imputati segnati ne\u2019 numeri dieci e seguenti a tutto il numero cinquanta inclusivamente che li designano autori delle uccisioni e grassazioni de\u2019 Garibaldini= e di essi imputati i tre notati sotto a\u2019 numeri 10,11, e 12 Cifelli Arsenio cio\u00e8, Cifelli Nicolangelo di Salvatore, e D\u2019Uva Giovanni; oltre a fatti di uccisioni e grassazioni avvenute a 17 Ott.e di cui ora si \u00e8 cennato, presero eziandio parte nella reazione del 6 dello stesso ottobre-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Salzilli Teodoro e da osservare che comunque il processo non somministri indizi pur ritenendolo \u00a0autore o complice nelle uccisioni avvenute a Castelpetroso il 17 ottobre, pure \u00e8 provato che egli era un celebre reazionario, che durante la reazione d\u2019Isernia e Castelpetroso e\u2019 seguiva le bande Borboniche,e fu in Isernia; di che da col\u00e0 dispose l\u2019arresto di D. Gregorio Rizzi di Roccamandolfi che trovasi per esser liberale nascosto in Castelpetroso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ad Armenti Innocenzio, per cui da Pubblico Ministero domandassi un proseguo d\u2019istruzione rilevasi che quantunque giovi disporre ed eseguire il proseguo pure gl\u2019indizi raccolti sono bastevoli ad autorizzare la cattura per essere interrogato- Oltre alla voce quasi pubblica che correva nel paese, e che lo designava autore dell\u2019uccisione d\u2019un garibaldino, fu precisamente veduto dal testimone Giuseppe D\u2019Uva quando esplose il suo fucile ed uccise il Garibaldino-\/ V. 2 fas. 93, Vol.1 fas. 138.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche sul conto di Giancola Agostino fu Pasquale pesano sufficienti indizi di reit\u00e0 per disporre la cattura- Gi\u00e0 egli stesso chiamato come testimone \/Vol.1 fas. 151 confess\u00f2 di aver arrestato de\u2019 Garibaldini; ma oltre a questo fatto vi \u00e8 l\u2019altro che in unione del fratello Ginesio, e di Domenico Di Francesco Santantuono depredava i Garibaldini e distribuiva il prodotto- \/Vol.7\u00a0 fas. 49\/-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attesocch\u00e8 a carico degl\u2019imputati notati a\u2019 numeri cinquantuno e seguenti a tutto il numero sessantuno l\u2019istruzione preparatoria non somministra prove che abbiano i medesimi contribuito alle uccisioni e grassazioni de\u2019 Garibaldini ne\u2019 di 17 e 18 Ott.e 1860- Il fatto che \u00e8 loro imputabile \u00e8 di avere partecipato all\u2019arresto de\u2019 medesimi Garibaldini. Per tale reato gl\u2019indizi sono sufficienti per tutti gli undici imputati nominati sotto a\u2019 numeri sudetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma oltre a questo\u00a0 nessun fatto preciso \u00e8 certo desumersi che accennasse a reato maggiore- Ed in vero nello stato attuale dell\u2019istruzione non potrebbesi aver tale elemento da ritenere che Domenico D\u2019Uva fosse stato complice di Giacomo Armenti nella reazione de\u2019 6 ottobre- La sola nomina a Capo Urbano non basta a convincerlo; poich\u00e8 quella nomina trova spiegazione nella diversa condizione dell\u2019Armenti, ed in quella del D\u2019Uva- Giacomo Armenti era un contadino, e D\u2019Uva proprietario principale ed influente del paese; benissimo l\u2019Armenti potea ritenersi e di far cosa grata al primo proprietario del paese, al quale forse era soggetto per altre cause, nominandolo Capo Urbano; e bene anche, e forse con certezza D\u2019Uva accett\u00f2 il carico per l\u2019 utile del paese- Di fatto dopo pochi giorni il D\u2019Uva intollerante degli eccessi dell\u2019Armenti si cooper\u00f2 ed arrest\u00f2 costui- Non pu\u00f2 con fondamento considerarsi complice di Giacomo Armenti colui che non solo vi fu unito in alcun fatto (stop a trascrizione, continia ancora per 13 facciate)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SECONDO FASCICOLO Busta 125\/2\/a<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 26 testimonianza di D. Nicola Santoro fu Salvatore d\u2019anni 60 proprietario di Pettorano \u2013 l\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato e comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 58 testimoniannza di <strong>D. Giuseppe Giancola<\/strong> fu Biase d\u2019anni 60 Arciprete qui domiciliato- l\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente ha risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per evitare che Giacomo Armenti, il quale si era messo alla testa\u00a0 de\u2019 rivoltosi, non avesse commesso eccessi, io D. Serafino Cifelli, e questo supplente D. Domenico d\u2019Uva, peniammo di bene andare in Isernia dai Superiori Militari- Di fatti giunti col\u00e0: il Maggiore Sardi, dispose che il detto d\u2019Uva avesse preso il comando\u00a0 della Guardia di Pubblica sicurezza,\u00a0 e si fosse proceduto all\u2019arresto dell\u2019Armenti, come fu eseguito_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra dimanda, risponde<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al mattino del 18 ottobre 1860 pei o prei, vidi molta gente assembrata innanzi la Cappella di S. Giuseppe, ed in qual che distanza? fui chiamato correre in quel luogo- Vi andiedi, e rinvenni un\u2019individuo esananito o esanunito di forze, e quasi prossimo a rendere l\u2019anima a Dio per le ferite riportate_ Lo stesso, a richiesta venne da me confessato, e gli somministrai delle uova, che feci portargli da una donna, che non ricordo, che stava col\u00e0 vicina_ Confessato che si ebbe, venni fatto chiamare, dopo che avevo dato pochi passi, e l\u2019infelice mi scongiurava, mi fossi impegnato farlo qui rimanere, che non si fidava pi\u00f9 camminare, e di non farlo fucilare_ Siccome vi era un gendarme , da cui credevo dipendesse il destino del misero, che mi si disse\u00a0 essere andato da Martino Forte a rilevare un cavallo, pensai parlare collo stesso, al ritorrno che abrebbe fatto; ma poi chiamato dalla moglie di Domenico Zappitelli per far dare la benedizione ad un suo ragazzo, lasciai quel luogo, e non potei mettere in esecuzione il mio disiramento _ Altro non vidi in quel giorno_ Il mattino seguente poi venni dalla vice pubblica accertato, che quell\u2019individuo era stato finito di uccidere_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra dimanda,\u00a0 risponde<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uno che comprai da Amideo Zappitelli un binocolo, che mi disse aver ritrovato,\u00a0 ed \u00e8 pur vero che lo stesso venne rimesso al Sotto Governatore Venditti_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura e conferma a\u2019 sottoscritto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Arciprete Giancola<\/p>\n<p>di Giuseppe\u00a0 (Giuseppe di Giuseppe)<\/p>\n<p>Morelli (Cancelliere sostituto)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Nota : molti dei paesani interrogati sostenevano di aver\u00a0 ricevuto dai comandanti borbonici\u00a0 in Isernia carta bianca procedendo al disarmo di tutti i nazionali nemici dell\u2019ex Re Francesco II\u00b0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">21\/11\/1860 Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone, assistito dal Cancelliere Sostituto Sig. Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag.89<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso-<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Germano Armenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Berardino, di anni 26, contadino qui domiciliato_ L\u2019indifferente-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente interrogato, a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il d\u00ec seguente al deplorevole fatto di Pettorano \/ 17 Ottobre 1860 \/ , io, mio fratello Antonio, e Martino Forte di Innocenzio, noi due armati di fucile, commiliti della Guardia Nazionale, ed esso mio fratello inerme, ci recammo sul luogo di orrore, ed osservammo, che molti giacevano nudi cadaveri stesi al suolo- In tal rincontro ci fu dato imbatterci con un individuo, che disse chiamarsi Giuseppe di Martino di Vitulano, ferito in testa, spoglio nelle vesti, e con una sola pezza di lana che copriva la ferita_ Il misero in vedendomi armato di fucile, cerc\u00f2 soccorso- Non potendo praticare verso lo stesso altra opera di piet\u00e0, m\u2019 indussi chiedere dal Sacerdote D. Agostino Cifelli, che col\u00e0 si trovava, affinch\u00e8 avesse somministrato al detto di Martino, che diceva essere pure musicante, una camicia, onde covrire le carni_ Il Cifelli tosto si prest\u00f2 alla mia richiesta, e mand\u00f2 a prendere nella sua masseria degli abiti, e rivestito fu da un gendarme, con altri garibaldini provenienti da Cantalupo avviato per Isernia_ Ignoro quale sorte fosse spettata all\u2019infelice_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendente lettura e conferma a\u2019 sottoscritto_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Germano Armenti<\/p>\n<p>di Giuseppe<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">? Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 90<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testimonianza di <strong>Antonio Armenti<\/strong> sulla stessa riga del fratello<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 91<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso giorno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Innocenzio Forte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Giuseppe, di anni\u00a0 64 contadino qui domiciliato \u2013 l\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato convenevolmente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera del 17 Ottobre 1860 a circa le ore 24 si ritir\u00f2 in casa mio figlio a nome Martino, portando un cavallo sellato, che disse aver rinvenuto sulla strada nuova, che conduce a Campobasso ligato vicino ad una pietra- In sulle prime esitai tenere l\u2019animale, ma poscia, meglio pensando, lo feci mettere sull\u2019aia, che si resta vicino la mia casa al Villaggio Le Camere, e la sella la conservai in detta casa, per quindi mettere l\u2019uno, e l\u2019altro a disposizione della Giustizia_ Il mattino seguente poi nel mentre mi tratteneva a governare sulla detta aia il ridetto cavallo che stava ferito nelle natiche, vennero circa dieci villici armati con un gendarme_\u00a0 Fra costoro eravi Andrea Cicchino, il quale dicendo chel ( apostrofo prima della l) cavallo a lui si apparteneva, per averlo guadagnato nel combattimento, dietro un colpo di fucile tirato allo stesso, rimanendone ferito, e lo prese, e cogli altri in un colla ulla che gli restitu\u00ec, lo portarono via _ Ignoro a\u2019 chi si apparteneva l\u2019animale, non avendo manifestato in quel rincontro il Cicchino, e che i suoi compagni, come pure cosa\u00a0 siccure fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra domanda risponde_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tommaso Armenti, e Raffaele Cifelli di Agostino possono somministrare lumi alla giustizia in tale avvenimento, essendo venuti in compagnia del Cicchino, e collo stesso ripartiti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco,_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a detto essere illetterato-<\/p>\n<p>di Giuseppe<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">? Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 92<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Alessio Ricci<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Giovanni, di anni 40, contadino qui domiciliato \u2013 L\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro le avvertenze di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 vero, che \u2018l mattino del 18 ottobre 1860 sendomi (o essendomi) recato nel mio fondo detto la Chiusa in poca distanza dalla mia casa sita nel Villaggio Limprete, vidi un cadavere ignudo, ed ignoro chi si era e che chi ucciso_ Solo mi costa che lo stesso venne il\u00a0 d\u00ec seguente rilevato da quel luogo, e seppellito nel fondo del Cancelliere Comunale D. Serafino Cifelli de\u2019 germani Ginasio wd Agostino Giancola_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura conferma a detto essere illetterato-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">idem<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 93<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso-<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giuseppe d\u2019Uva<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Cosmo, di anni 27\u00a0 contadino qui domiciliato \u2013 l\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera del 17 Ottobre 1860 stando sulla finestra della mia casa di abitazione, posta nel Villaggio Limprete, vide un galantuomo che fuggiva per la consolare inseguito da gran calca di popolo, il quale nel ponte Casarini raggiunto da un mio paesano Innocenzio Armenti, venne ucciso con un colpo di fucile che gli scaric\u00f2 d\u2019appresso, mentro l\u2019infelice cercava difendersi con la sciabola che armiva o armava_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra dimanda, risponde<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mattino seguente poi Fiore d\u2019Uva mi manifest\u00f2 che in quella medesima sera, dopo aver disarmato un galantuomo di cognome de Sanctis innanzi la casa di Giacomo de Francesco, lo avea col suo compagno Amodio Zappitelli privato di vita con colpi di scure_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto essere illetterato-<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">? Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 94<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel d\u00ec stesso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato, \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Vincenzo Giancola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Antonio, di anni 23, proprietario qui domiciliato- l\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera del 17 Ottobre 1860 dopo le ore 24 nel rientrare nel Villaggio Limprete, ove abito, vidi il mio paesano Addolorato Vecchiarelli, che seco conduceva un cavallo con sella, e de\u2019 panni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sopra- Ignoro a chi si apparteneva il detto cavallo, e come fosse capitato nelle mani del Vecchiarelli-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni altra dimanda \u00e8 stato negativo-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto essere analfabeta<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">?\u00a0 Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 95<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso-<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Matteo di Francesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Cosmo, di anni 50, proprietario qui domiciliato l\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato convenevolmente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 affatto vero, che mi trovai presente alla uccisione del nomato de Sanctis, e nettampoco che nella divisione del danaro rinvenuto allo stesso mi toccarono due piastre; mentre il colpo di fucile ricevuto in quel giorno, lo fu, purch\u00e8 stavi a travagliare nel mio fondo vicino la consolare, ove successe l\u2019avvenimento-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto essere illetterato-<\/p>\n<p>di Giuseppe<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">?\u00a0\u00a0 Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi Giudice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Atteso che vi \u00e8 fondato motivo a ritenere, che il testimone mentisce il vero alla giustizia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ordiniamo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che sia sperimentato facendolo stare in questo posto di guardia-<\/p>\n<p>di Giuseppe<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">?\u00a0\u00a0\u00a0 Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Diamante di Francesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Benedetto, di anni 21, contadino qui domiciliato \u2013 l\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso le ore del mezzogiorno del 18 Ottobre 1860 stando a travagliare nel mio territorio alla contrada Bottone in quest\u2019agro, intesi in poca distanza un colpo di fucile- Mi avvicinai, e vidi col\u00e0 i due miei paesani Domenico di Francesco, e Genasio Giancola armati di fucili, e di scure, e sulla strada\u00a0 semivivo un garibaldino,- Avendo detto ai ripetuti individui, perch\u00e8 lo aveano sparato, mi minacciarono di vita, e quindi dando de\u2019 colpi di scure all\u2019infelice lo privarono di vita, e gli venne in poca distanza data sepoltura dall\u2019altro mio paesano Cosmo Giancola, il quale altri colpi di scure non manc\u00f2 dare al ridetto garibaldino-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ignoro ogni altro fatto consumato in quel giorno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto essere illetterato-<\/p>\n<p>di Giuseppe<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">? Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno ventidue Novembre in Castelpetroso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone, assistiti dal Cancelliere Sostituto Sig. Morelli;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volendo risentire il testimone in\u00a0 esperimenta Matteo di Francesco, lo abbiamo fatto tradurre alla nostra presenza in questa Casa Comunale, scortato da \u2018questa Guardia Nazionale-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente , a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando mi trovo aver dichiarato precedentemente \u00e8 il vero, non avendo altro ad aggiungere, o variare alla prima diposizione-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto essere illetterato-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">?\u00a0\u00a0 Morelli<\/p>\n<p>di Giuseppe<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi predetto Giudice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e8 il testimone seguita a mentire alla Giustizia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dispone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che sia ulteriolmente esperimentato in questo posto di guardia-<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">? Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N.B. Morelli \u00e8 Cancelliere sostituto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciarimenti su divergenze di testimonianza tra D. Serafino Cifelli e Michele Messere sul luogo da essi di notato sotto il nome di Camposanto, e di Cappella di S. Giuseppe, e lo stesso ed identico, appellandosi con doppia denominazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso giorno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cittato, \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovannantonio d\u2019Uva<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Giuseppe di anni 12 contadino qui domiciliato. L\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giorno 17 Ottobre 1860, il Sindaco D. Tommaso Forte, con bastone in mano mi obbblig\u00f2 andare a suonare le campane af arme, co\u2019 miei paesani Lonardo Ferrara fratello di D. Giuseppe Ferrara, e coll\u2019ultimo figlio di Geremia Paolella, di cui ignoro il nome- Mi \u00e8 altres\u00ec ignoto il motivo pel quale Forte fece suonare le dette campane; ma certo si \u00e8 che tutto il popolo era in rivolta pel passaggio de\u2019 garibaldini-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura,\u00a0 e conferma a detto essere illetterato-<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">?\u00a0\u00a0\u00a0 Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 117<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Test . di <strong>D. Domenico D\u2019Uva<\/strong> sulla questione del cavalo e del valigiotto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 122 <strong>Tommaso Armenti<\/strong> sulla questione cavallo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 123 <strong>Raffaele Cifelli<\/strong> Idem<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 128<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato, \u00e8 comparso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Salvatore Palumbo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu\u00a0 Bonifacio, di anni 65, proprietario qui domiciliato- Padre dell\u2019imputato Nicola Palumbo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mattino del 18 Ottobre scorso anno andai con Geremia Paolella a curiosare sulla strada nuova pel deplorevole avvenimento del giorno innanzi-\u00a0 Li osservammo, che lungo la strada giacevano un circa 33 garibaldini stesi al suolo, nudi cadaveri, uno ferito in testa, ed un\u2019altro immune da ferite- Intando la plebaglia inveiva contro i due che avea a\u2019 campata la vita, ed un gendarme si sforz\u00f2 salvarli, e quindi con altri tredici che erano nelle masserie de\u2019 Cifelli mandati in Isernia per la volta di Pettorano- Un\u2019altro poi, che avea cercato salvarsi salendo su di una quercia, venne dalla canaglia scoverto, e fatto calare, con i predetti ligato e spedito pure in Isernia- In mezzo a coloro che circondavano la quercia in parola, mi ricordo, avea distinto il solo Beniamino orfaro- Vi era anche in quel luogo, forsi pure per curiosare, il Sacerdote Agostino Cifelli, il quale alla mia presenza, non commise atti di violenza contro i ripetati garibaldini-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimanda risponde-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non fidando pi\u00f9 vedere quella scena, ci ritirammo in paese, e giunti vicino la Cappella di S. Giuseppe, osservammo, che giaceva a terra ferito un\u2019individuo, circondato da molta gente \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tal mentre, dalla parte della Madonna della Libera venne Domenico di Francesco S. Antonio ? con altri compagni armati, portando prigioniero il Sacerdote D. Gregorio Rizzi di Roccamandolfi, e due altri garibaldini- Il Santantuono consegnando ai suoi compagni i tre ridett\u2019individui si avvicin\u00f2, ov\u2019era questa gente, ed avendo visto l\u2019infelice che giacea a terra, gli disse\u201d chi viva\u201d Il misero, rispose \u201c Vittorio\u201d- i allora il detto Domenico di Francesco, gli diede un calcio. Sendosi per\u00f2 alzato, alla chiamata de\u2019 ridetti due altri garibaldini, onde si fosse seco loro associato, il di Francesco, col codurcio del fucile, dandogli altre colpi lo fe cadere da sopra un muro a secco, che guarda la strada, nel sottoposto terreno, e quindi scaricandogli contro un colpo di fucile, lo tolse ai vivi-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra dimanda, risponde-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non avvertii, in Beniamino Orfano (Astore), avesse preso parte in quell\u2019avvenimento e se avesse maltrattato con parole l\u2019estinto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni altra dimanda, \u00e8 stato\u00a0 ripetitivo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a detto essere illetterato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Idem<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 129<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello Stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citata \u00e8 comparsa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Concetta Vacca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Giacomo, di anni 49, contadina qui domiciliata \u2013 l\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mattino del 18 Ottobre 1860, gran calca di popolo si vedea dal paese innanzi la Cappella di S. Giuseppe fuori l\u2019abitato- Mossa da curiosit\u00e0 vi andiedi colle mie paesane Maria d\u2019Uva moglie di Pasquale Forte e Giacinta Cifelli- Giunta sul luogo osservai che un individuo stava seduto a terra, grondante sangue per effetto di ferita ricevuta in testa- In tal mentre, dalla volta di Cantalupo vennere altri due individui col Sacerdote Rizzi di Roccamandolfi, questo fu dato in consegna a D. Domenico d\u2019Uva, ed i primi venivano spediti in Isernia- Domenico di Francesco Santantuono, che con altri portava costoro, ordin\u00f2 che il primo si fosse ligato cogli altri due, e mandato in Isernia; ma poi nell\u2019atto l\u2019infelice si avvicinava pel suo destino, cadde dalla strada nel sottoposto fondo, e quici dal di Francesco venne privato di vita con un colpo di fucile scaricatogli in petto, dopo averlo lorch\u00e8 si alzava da terra per obbedire ai suoi ordini dato due colpi col codurcio del detto fucile- Intimorita dall\u2019esplosione del colpo ne andiedi via ed altro non vidi-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precente lettuta, e conferma a\u2019 detto essere illetterata-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Idem<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 130<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giacinta Cifelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Giacomo di anni 50 contadina qui domiciliata \u2013 L\u2019indifferente-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogata analogamente , a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gran calca di popolo si vedea la mattina del 18 Ottobre 1860 innanzi la Cappella\u00a0 di S. Giuseppe, che si resta in poca distanza dall\u2019abitato- A vedere di che trattavasi, mi spinsi andarci, e\u00a0 mi accertai che un individuo ferito in testa, e con colpo di fucile alla coscia, era guardato da quella\u00a0 calca, in mezzo alla quale, conobbi il solo Gioacchino Cifelli, non ricordo se armato di fucile, o di scure-\u00a0 In tal mentre dalla parte della Madonna della Libera giunsero altri due individui e \u2018l Sacerdote Rizzi di Roccamandolfi, accompagnati da Domenico di Francesco Santantuono, ed altri che non conobbi- Allora il di Francesco, dopo aver mandato sul paese il solo Sacerdote Rizzi, dandolo in consegna a D. Domenico d\u2019Uva, ordin\u00f2, che quello che giaceva col\u00e0 seduto, dovea cogli altri due essere scortato in Isernia, e quindi consegnato all\u2019infelice due colpi col codurcio del fucile che armava, lo fece alzare da terra \u2013 Il misero carpone cerc\u00f2 obbedire agli ordini del malvaggio, ma sfinito di forze o forza cadde e si precipit\u00f2 da un muro a secco, che guarda la strada\u00a0 nel sottoposto terreno- Lungi il di Francesco dall\u2019essere commosso dallo stato dell\u2019infelice gli scaricava una fucilata\u00a0 in petto e cos\u00ec lo priv\u00f2 di vita, dopo avergli detto \u201c apici bassi\u00a0 Fatti la Croce \u201c- Presa da spavento mi ritirai in paese, ed altro non vidi-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posteriormente appresi che al detto individuo fu in quel medesimo luogo data sepoltura da Pietro Forte, dopo averlo spogliato della camicia e giacca, che sole avea, mentre cos\u00ec fu\u00a0 da me visto, non avendo calzone, ne scarpe ai piedi-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma, a\u2019 detto essere Illetterata-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 132<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citata e comparsa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria d\u2019Uva<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Giovanni di anni 60, contadina qui domiciliata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogata analogamente a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avendo il mattino del 18 Ottobre 1860,\u00a0 visto, di innanzi la Cappella di S. Giuseppe, o Camposanto, erasi riunita molta gente, spinta da curiosit\u00e0, vi andiedi in unione delle mie paesane Concetta Vacca e Giacinta Cifelli- Giunta col\u00e0, osservai che un galantuomo, come si sembr\u00f2 dal volto, giacea seduto sopra d\u2019un sasso, ferito in testa, intriso di sangue- In quel momento sendoci avvicinate all\u2019infelice, cerco da mangiare, dicendo che stava da tre giorni digiuno, allora Annantonia Ferrara, che col\u00e0 si trovava, andiede in casa, e gli port\u00f2 delle uova e delle salsicce- Dopo che il misero ebbesi rifocillato,\u00a0 sopragiunse il nomato Domenico di Francesco Santantuono, portando con altri il Sacerdote Rizzi di Roccamandolfi e due individui arrestati dalla volta di Cantalupo, in vedendo quell\u2019infelice, dandogli due colpi col codurcio del fucile, lo fece andare a terra, ed ordin\u00f2 si fosse agli altri due ligato per esser menato in Isernia, mentre il Rizzi fu dato in consegna al Sig. Domenico d\u2019Uva- Nell\u2019alzarsi quell\u2019individuo, gli mancaron le forze, e cadendo si precipit\u00f2 nel fondo sottoposto alla strada- Lo snaturato di Francesco, lungi dall\u2019esser commosso dalla posizione dell\u2019infelice, pi\u00f9 fiero delle belve stesse, gli scaric\u00f2 contro il suo fucile, e lo fece cessare ai vivi-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma, a\u2019 detto essere illetterata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Idem<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rif. Pag. 133<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citata \u00e8 comparsa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Annantonia Ferrara<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Feliciano, di anni 26, contadina qui domiciliata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogata analogamente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allorch\u00e8 il mattino del 18 ottobre 1860 venne da Domenico di Francesco Santantuono, con colpo di fucile ucciso un galantuomo vicino la Cappella di S. Giuseppe, o Camposanto, io corsi a curiosare, e quell\u2019infelice, dicendo che stava da tre giorni digiuno, chiedeva di mangiare- Mossa da piet\u00e0 gli somministrai delle uova non solo, ma anche della salsiccia,\u00a0 dell\u2019acqua- Cio fatto se o ne andiedi via e d\u2019altro non conosco dell\u2019avvenimento-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto essere illetterata-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato, \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Salvadore Vacca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Biase, di anni 43, prpprietario qui domiciliato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopi i deplorevoli fatti del 17 e 18 Ottobre 1860, Domenico Giancola e Domenico Notte, il di seguente, dopo che i garibaldini prigionieri erano stati spediti per la volta di Carpinone in Isernia, mi dissero, che D. Tommaso Forte avea loro somministrato della munizione la sera dell\u2019avvenimento incoraggiandoli andare sulla strada nuova di dove passavano fugenti i garibaldini-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a firmato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salvatore Vacca<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Idem<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dionisio Paolella<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Geremia, di anni 29, sarto domiciliato in questo comune- L\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla sola voce pubblica venni informato, che Nicola Cifelli fu Generoso co\u2019 figli Arsenio, e Felice, non che Giovanni Cifelli fu Giuseppe presero una parte attiva nel massacro de\u2019 garibaldini, avvenuto la sera del 17 Ottobre 1860 lungo la Consolare che da Pettorano mena al Villaggio Limprete, mentre io non mi ci trovai presente- Giuseppe Procaccino ed Angelo Ranallo di Pettorano nel volgere di questo anno mi manifestarono Chel (apostrofo tra la e e la l ) detto Giovanni Cifelli si era vantato seco loro di aver ucciso sei o sette garibaldini, mentre il Ranallo affermava pure lo stesso pel detto Nicola Cifelli- La stessa voce pubblica mi fece venire a conoscenza chel (idem) Sacerdote D. Agostino Cifelli il mattino del 18 stesso mese sendosi recato sulla cennata consolare s\u2019intratteneva a ligare i garibaldini ch\u2019erano stati fatti prigionieri, altri a spogliare, altri a vestirne-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra dimanda, risponde-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso i principi del detto mese di Ottobre, Giacomo Armenti, accompagnato dai nipoti Luca Armenti, nonche da Felice Cifelli fu Eduardo, Giovanni Orfano, Arsenio Cifelli di Nicola , Nicola d\u2019Uva fu Francesco, venne in mia casa per disarmarmi, come infatti l\u2019ultimo, vidi il d\u2019Uva si fece consegnare il mio fucile-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimandato, risponde-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera del 17 stesso mese di Ottobre, sendomi recato nel posto di guardia, osservai che Michele\u00a0 Ciello condusse arrestato un garibaldino, che lo sitrov\u00f2\u00a0 (siltr\u00f2) (sitr\u00f2) cogli altri che si erano trattenuti, fra quali un Inglese, ed un\u2019altro di Bonefro- Dalla calca fui espulso, dal Posto di Guardia, e d\u2019altro ( o daltro) non vidi- Il mattino seguente furon gl\u2019infelici con altri spediti in Isernia per la volta di Carpinone, ove posteriormente appresi, essere stati sagrificati (con la g) \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni altra dimanda \u00e8 stato negativo-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 sottoscritto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dionisio Paolella<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Idem<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aano milleottocentosessantuno, il giorno venticinque Novembre in Castelpetroso_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a Noi Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone, assistiti dal Cancelliere Sostituto Sig: Morelli, previa citazione, \u00e8 comparso_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe Ciello fu Costanzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di anni 66, contadino qui domiciliato_ L\u2019indifferente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mattino del 18 Ottobre 1860, spinto da curiosit\u00e0, andiedi sulla strada nuova, per vedere il massacro de\u2019 garibaldini, che diceasi fatto il d\u00ec precedente, e di fatti o d\u2019fatti osservai che circa 33 cadaveri giacevano nudi _ Non potendo resistere a tale vista mi restitu\u00ec in paese, ma giunto innanzi la Cappella di S. Giuseppe, osservai un\u2019altro che giaceva ferito in testa, circondato da gran calca di popolo- In tal mentre sopragiunse Domenico di Francesco\u00a0 S. Antuono, il quale dando spietatamente due colpi col codurcio del fucile a quell\u2019infelice lo fece alzare da terra- Questo per\u00f2 esinanito di forze, cadendo si rovesci\u00f2 dalla strada nel sottoposto fondo, ed allora il di Francesco, tirandogli un colpo di fucile in petto lo fece mancare ai vivi- Vi era in mezzo a quella calca, anche Beniamino Orfano, armato di fucile, ma non vidi se anch\u2019egli avesse preso parte in tale uccisione-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma, a\u2019 detto essere illetterato-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Idem<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u2019\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citata \u00e8 comparsa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.a\u00a0 Diamante Perna<\/strong>\u00a0\u00a0 pag. 142<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Michele di anni 40, gentildonna qui domiciliata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogata analogamente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso la sera del 17 Ottobre 1860, andiedi in Chiesa, perch\u00e8 si dicea essersi esposta la Vergine per gli avvenimenti di quella fatale giornata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eravi molta gente intenta alla preghiera e di un tempo entr\u00f2 il Sacerdote D. Agostino Cifelli, il quale sentendo le grida frammiste a d\u2019rotto di pianto disse\u201d Statevi quieti, che ci siamo quietati\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non ricordo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura e conferma a\u2019 detto essere illetterata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Idem<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantuno il giorno venticinque Novembre in Castelpetroso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone, assistiti dal Cancelliere Sostituto Sig. Morelli-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volendo conciliare la contradizione che emerge delle dichiarazioni di <strong>Angelo Giancola<\/strong>, e <strong>Matteo di Francesco<\/strong> sirtenti ai fogli 142 V.l\u2019e 95 Vol 2\u00b0 abbiamo fatto novellamente venire alla nostra presenza i ripetuti Giancola, e di Francesco-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogati analogamente-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo a\u2019 risposto, che non per scienza propria\u00a0 conosce il fatto delle due piastre, che disse innanzi al Sig. Giudice Istruttore aversi guadagnato il di Francesco nel parteggio (purtuggio-pentuggio) del denaro, che si vuole preso all\u2019ucciso D. Nicola de Sanctis, ma sibbene pur detto dall zio di esso di Francesco a nome Domenico di Francesco fu Antonino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo si \u00e8 tenuto fermo nella sua primitiva dichiarazione, sostenendo non aver affatto ricevuto le due piastre cui accennava il Giancola, mentre non si trov\u00f2 presente all\u2019avvenimento, c\u2019l colpo di fucile lo riceve nel mentre stava a travagliare nel suo fondo in confine colla strada nuova, ove successe il deplorevole fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di tutto ci\u00f2 si \u00e8 formato questo verbale che letto ai dichiaranti, an\u2019 confirmato ciascun per la parte che gli riguarda, e quindi \u00e8 stato sottoscritto dal solo Giancola, essendosi l\u2019altro asserito illetterato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Angelo Giancola<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">?. Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Signore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Signor Giudice Regio di Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Giudice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i non pochi misfatti consumati in Castelpetroso la sera del 17 Ottobre 1860 il pi\u00f9 atroce senza dubbio si fu quello perpetrato in persona del mio Signor Suocero D. Nicolamaria de Sanctis ex Guardia do Onore, il quale seguendo la Spedizione del Colonnello Nulli, con lo incarico di Quartier Mastro Pagatore, cadde vittima delle scuri fraticide di quei naturali barbara genia sitibonda di sangue, e di spoglie umane-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il di lui cavallo sellato con vali\u2019\u2019\u2019 di color amaranto contenente quattrocento ducati che rimaneva in potere di un tal Pasquale Vecchiarelli di Castelpetroso istesso,\u00a0 che dopo lo arrivo di Cialdini in Isernia si vide obbligato a consegnarlo al Sottogovernatore d\u2019allora\u00a0 S. Venditti, dal quale io l\u2019ebbi, forniva alla giustizia indagatrice sicuro mezzo allo scoprimento de\u2019 carnefici-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure, non si s\u00e0 per qual fiero destino dopo i diversi lumi da me sommessi al Procuratoire Generale presso la Gran Corte Criminale fin da Novembre del passato anno, dopo alcuni elementi somministrati dal Regio Giudice di Campobasso di seguito allo arresto di 10 contadini di Castelpetroso, volge ormai un anno senza che fossero stati assicurati alla giustizia gli autori indicati nel rapporto fatto dal di lei predecessore, e tra questi pi\u00f9 di ogni altro il soprannominato Pasquale Vecchiarelli col suo ben tristo figlio Addolorato, i quali attendono pacificamente alle loro cure-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A lei per\u00f2 cui fu commessa specialmente dal Regio Giudice Istruttore la istruzione di questo processo io presento la mia istanza, a Lei il cui zelo al disimpegno della carica, ed accuratezza nello accapar le pruove mi sono pur troppo noti, onde voglia nella Sua giustizia procedere in seguito alle raccolte pruove ad assodare un ingenere col reperto del cadavere che mi si fa credere asseverantemente essere stato sepolto, separatamente dagli altri, nella contrada\u00a0 Intiprete di Castelpetroso presso un Ponte della Stada Nuova-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potr\u00e0, quanto al rinvenimento e per procedere con tutta accuratezza sentire e servirsi di guida di\u00a0 Berardino Tammaro di Bojano, il quale mi si dice, che transitando pochi giorni dopo lo avvenimento per quella Strada Nuova presso al ponte riconobbe il cadavere del disgraziato a lui troppo noto, e si fece la carit\u00e0 cristiana di meglio covrirlo di terra onde non fosse rimasto preda di cani come quei tristi l\u2019aveano lasciato dopo avergli derubato e cavallo, ed armi, ed orologio d\u2019oro con catena ed abiti, ed un 500.00 ducati circa-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo che la di lei giustizia si sar\u00e0 servita del cadavere per stabilire lo ingenere, nel caso fosse possibile il rinvenimento, sar\u00e0 mia cura ed obbligo dargli una convenevole sepoltura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non conoscendo da ultimo se tra i testimoni abbia Ella inteso un tal Michele Messere di Castelpetroso le rimetto qui annesso un foglio di lumi tal quale mi venne da lui consegnato, onde ne faccia Ella quell\u2019uso di giustizia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carpinone 14 Ottobre 1861<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe d\u2019Onofrio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notamento degli uccisori del Guardia D\u2019onore D. Nicola de Santis<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo che le men\u00f2 (micc\u00f2)\u00a0 un colpo di pietra fu Isidoro Notte di Cosimo, il secondo fu che le pigli\u00f2 la briglia del suo cavallo Fiore D\u2019Uva fu Filippo, il defunto diccea a Fiore D\u2019Uva fu Filippo per carit\u00e0 non mi uccidete che sono un Guardia di onore, e vado Pescalangiano presso del mio Capo Plotone (plutone), e per combinazione mi trovo unitamente con questi, per carit\u00e0 non mi uccidete-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunse Cosimo Giancola di Giovanni li diede un colpo di accetta sul collo, e si abbandon\u00f2 sopra al collo (del) cavallo, in questo indefinito tempo giunse Amodeo Zappitelli che li tir\u00f2 un colpo di accetta sul capo- Addolorato Vecchiarelli strappo la briglia dalle cura ??? mani di Fiore D\u2019Uva, e port\u00f2 sopra al paese il cavallo, e lo consegno al suo padre Pasquale Vecchiarelli venditore di sale, nella presenza di D. Domenico D\u2019Uva il Pasquale Vecchiarelli diceva a D. Domenico vi sono molti danari nella balice, e lo baciava . Come ancora fu preso il p u l(?) di castoro, ed il cappotto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diamante Giancola figlio di Celidonio ebbe le pistole del defunto D. Nicola de Santis, e li presero altri danari che portava alla cintura , quando fu spogliato da questi uccisori furono pigliati da circa sessanta piasre, li pigli\u00f2 Amodeo Zappitelli circa dieci piastre e l\u2019orologio furono pigliati da Addolorato Follione o Follicone altre sei piastre, furono pigliate da Matteo de Francesco l\u2019occhialone di avolio (avorio) a due registri, fu pigliato da Amodeo Zappitelli li stivali che portava ai piedi , furono pigliati dal pi\u00f9 carnefice uccisore Vincenzo Vecchiarelli figlio di Pasquale venditore privilegiato, dietro fatto lo spoglio fu strascinato da tre manigoldi cio\u00e8, Marino Zappitelli figlio di Amodeo, Cosimo Giancola, Domenico di Costanzo, e questi tre lo portavano lungi circa un tiro di fucile sopra un ponte lo menarono a basso. Dei quali tre furono veduti da Antonio Forte; dietro di questo i medesimi uccisori del defunto de Santis ne uccisero altri due Signori che non si rilevano da me chi fossero-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io Michele Messere di Castelpetroso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si aggiunge altre due persone_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alessio Bini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>e Liberato Bini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Notamento dei sparatori della sera del giorno 17 Ottobre 1860<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Primo capo Compagnia militare Giovanni Ruoti guidava esso come militare-<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Giancola con due figli Cosimo e Addolorato-<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe Giancola fu Donatantonio e suo figlio Vincenzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Celidonio Giancola e suo figlio Diamante-<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domenico Tamburro fu Nicola-<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Forte di Luigi x<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Martino Forte-<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe Ruoti-<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Liberantonio Notte fu Gaudenzio-<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Arcangelo Notte di Lionardo-<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Benedetto Notte di Raffaele\u00a0 Sartore x<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Carmine Forte di Felice sergente di milizia-<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosimo Ruoti fu Giulio x<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il figlio di Ascanio x<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>e Domenico di Francesco Santantuono<\/strong> non contento di quelli della sera, ma nel far del giorno la mattina andava per la campagna dove fuggivano quei poveri nazionali per il corso della giornata ne uccisero altri due; dippici alle ore venti del giorno 18 ne uccise il medico di Sparanise al pubblico. Ed ignoro altre quantit\u00e0 di gentaglia che portavano unitamente con esso il Domenico de Francesco fu Santantuono-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io Michele Messere di Castelpetroso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Busta 126\/1\/a<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tribunale del Circondario di Isernia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contenente\u00a0 Deposizioni dei testimoni escussi nel processo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosmo Armenti e gli altri individui indicati nel notamento annesso al vol: 1\u00b0: e nell\u2019indice annesso al Vol. 3\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Imputati di (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cospirazione ed attentato diretto a cangiare e distruggere la forma del governo e di altri reati, giusta il suddetto notamento annesso al Vol. 1\u00b0 = avvenuti in Castelpetroso dal 6 al 18 ottobre 1860<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1b<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tribunale del Circondario di Isernia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volume contenente i\u2019 salvacondotti accordati dalla gi\u00e0 Corte crim. Processo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro\u00a0\u00a0 idem come sopra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Imputati di\u00a0\u00a0\u00a0 Idem come sopra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1c<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tribunale del Circondario di Isernia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2018\u2019\u2019\u2019\u2019\u2019co di Carpinone\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mandamento di Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Processo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosmo Armenti ed altri di Castelpetroso giusta il notamento annesso al volume 1\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Imputati di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cospirazione ed attentato diretto a cangiare e distruggere la forma del governo e di altri reati, giusta il suddetto notamento annesso al Vol. 1\u00b0 = avvenuti in Castelpetroso dal 6 al 18 ottobre 1860<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben sei crudel se tu gi\u00e0 non ti duoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se non piangi di che pianger suoli ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dante<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Fatto storico<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Moviamo taciti e rispettosi, orme leggiere stampiamo, giacch\u00e8 umana polve in questo suolo calpestiamo !<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Chi son desti ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Seguaci del prode di Montevideo, del Varese, Marsala, Milazzo, Capua&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Come moriano e qui insepolti rimanevano ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Il fratello da\u2019 tristi sedotto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Il fratello infelice sven\u00f2 !<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c E perch\u00e8 ?&#8230;&#8230;&#8230;. e quando ?&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c ed&#8230;&#8230;. in&#8230;&#8230;&#8230;qual modo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Sperarono quelli un caduto trono rialzare e la sera del 17 Ottobre 1860<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c i secondi a colpi di pietra, o scure<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c o fucile massacrarono ed uccisero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale dolorosa storia narravaci amica voce, ma ben pi\u00f9 funesta tragedia approfondimmo dalle seguenti pagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avvanziamo mesti, si orme leggiere stampiamo, ch\u00e8 troppo di questo suolo biancheggia di ossa di fratelli ! Si una lagrima ed una prece di riposo a quelle anime sorelle a cui \u00e8 amor tomba la valle, al par del calvario santificata, dal ruscello fiancheggiata e dalla solitudine circondata: la Valle che atteggiata a dolore non pi\u00f9 produce la mesta viola, non pi\u00f9 rallegra col canto dell\u2019usignuolo, non pi\u00f9 imparadisa coll\u2019azzurro del cielo; il ruscello che non pi\u00f9 mormora quasi a rispetto del riposo degli estinti, la solitudine che non pi\u00f9 risponde colla dolente eco! Possa cittadina carit\u00e0 di gentile anima fare in modo da additarti ai lontani nepoti con modesta pietra ed umile croce! Ch\u00e8, se il vederli ancora insepolti fa dispetto, anzich\u00e8 attribuirlo ad umana neguizia, facciamolo dipendere dagli altissimi voleri di Dio che forse nell\u2019avello medesimo non vuole uniti e l\u2019uccisore e l\u2019ucciso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i prodi di colui che fece rivivere gli Argonauti sotto Giasone, i 300 alle Termopoli, il pugno di Normanni sotto\u00a0 Guaimario e che riputavano tai cose o esagerazioni dell\u2019antica favola, o finzioni del fervido intelletto de\u2019 Greci, o slancio della delicata\u00a0 poesia italiana sino a tanto che non vedemmo ci\u00f2 possibile colla spedizione de\u2019 mille, com\u2019erano sopraffatti in queste contrade? Vi furono Eroi che li superarono? No. Mirate gli sciagurati sedotti, vedeteli appiattati e dietro la quercia e dietro la rupe: aggrediscono l\u2019inerme, son sopra a chi non ha compagni, ed uccidono e spogliano,e spogliano ed uccidono con aguato e prodizione!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infelice de Sanctis! Sventurato Caropreso! I vostri carnefici son noti: la notte non ricopria col suo denso velo le mani che si rendeano impure col macchiarsi dello innocente vostro sangue! D\u2019Uva Fiore, Forte Martino, Giancola Cosmo, Notte Isidoro, Vecchiarelli Addolorato e Vincenzo,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zappitelli Amodeo, Carmine e Marino, di Francesco Domenico ed altri risponderanno alla Giustizia della vostra vita; ma voi cento altri a noi ignoti, e che pur mesti avete fatti o genitori o figli, o madri o spose, ed in mancanza di tutto noi vostri fratelli, la Patria, Deh sorgete, almeno per poco, ed additate di chi cadeste vittime, poich\u00e8 a stento la giustizia pot\u00e8 liquidare Armenti Innocenzo, Bertone Domenico, Cicchino Fiore Michele, Cifelli Giovanni, Cifelli Nicola, D\u2019Uva Giovanni, Follieri Giovanni, Follieri Celidonio, Follieri Nicola, Giancola Celidonio, Giancola Ginesio ed Agostino, Giancola Diamante, Ricci Liberato ed Alessio, Tamburro Nicola, Tamburro Domenico,Tamburro Giovanni, Toto Candido Zappitelli Domenico dal perch\u00e8 il mistero della notte, come dicemmo, ricopr\u00ec, a nostro dispetto, i fraticidi, che l\u2019un l\u2019altro si celarono, si scusarono,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 si difesero; e le vittrici truppe italiane, so pravvenute ? per vendicarvi, maggiormente fecer chiuder la bocca a\u2019 colpevoli: e se i sopradetti con altri si scopriano o fu perch\u00e8 appena consumato il reato ebbero la impudenza vantarsene nella lusinga d\u2019un premio, come s\u2019era lor fatto sperare da\u2019 tristi, o perch\u00e8 nel d\u00ec consecutivo non cessarono d\u2019essere feroci, disumani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma fu la speme di rialzare un trono che spinse le masse contro quest\u2019infelici? No, tre volte no, gi\u00e0 il dicemmo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fratello da\u2019 tristi sedotto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fratello infelice sven\u00f2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E noi spogliandoci da ogni prevenzione, da cronista imparziale dir dobbiamo che ne\u2019 tre volumi del processo altro non vediamo che l\u2019ingordigia della preda, il pregiudizio, il fanatismo religioso. Maledetto chi seppe profittare della ignoranza delle masse per inspirare a queste tali sentimenti! Il centesimottavo salmo \u00e8 poca cosa per costui e pi\u00f9 di questo s\u2019abbia il disprezzo della posterit\u00e0, l\u2019abborrimento della Patria! I Garibaldini furono designati spogliatori delle sostanze, rapitori delle donne altrui, nemici di Dio e della Religione sua, ma chi legger\u00e0 queste carte ch\u2019\u00e8 vera storia, perche storia contemporanea, franca e scevra di passioni, si persuader\u00e0 che i borboni difensori non ebbero, o che almanco se indirettamente questi esseri negativi credettero giovarli non agirono co\u2019 mezzi ch\u2019ha l\u2019uomo che appoggia la giusta causa, la causa del diritto. Gli atroci misfatti che si consumarono da\u2019 pretesi difensori di chi si dice discendente di S. Luigi, non hanno neppure uno sdrucito lembo della veste politica; non onoriamo di tanto le belve in forma umana, saressimo simili alla Curia Romana che elev\u00f2 a Santo un Gusman che la Societ\u00e0 ebbe ribrezzo chiamare uomo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ancora Tranguggiamo sino all\u2019ultima stilla il calice delle amarezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disgraziato Caropreso il 18 ottobre, giorno successivo alla disfatta della Colonna Nulli, \u00e8 trovato seminudo, semivivo tra le campagne, E\u2019 recato su di un asino in Castelpetroso: vuolsi menare in Isernia con altri compagni suoi, ma giunto al Cimitero S. Giuseppe \/ orribile e fatale coincidenza \/ cade spossato: domanda l\u2019ultima parola del conforto dal ministro della Religione dell\u2019Uomo-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio, e nel raccomandarsi l\u2019anima, implora pel corpo, e forse si avea la vita ma sopraggiunge un tigre= Di Francesco Domenico= questi lo percuote, lo strazia: gl\u2019impone gridare <u>Viva Francesco 2<\/u>\u00a0 ,colla fede del martire cristiano grida <u>Viva Vittorio Emmanuele<\/u>\u00a0 .\u00a0\u00a0 \u00e8 ucciso&#8230;&#8230;&#8230;.l\u00e0 muore !<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pace all\u2019anima tua, diletto fratello, il nome tuo da oggi prende onorato posto nel martirologio italiano, ed a me resta dire<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Bella immortal benefica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Fede <\/u>ai trionfi avvezza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrivi amor questo&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E troppo affranto l\u2019animo nostro per occuparci di Armenti Giacomo che piucch\u00e8 tristo stolto, ed anzich\u00e8 stolto ebbro tent\u00f2 promuovere una reazione nello stesso Comune di Castelpetroso <u>il 6 Ottobre.<\/u> Lo seguirono chi per tema, chi per buona disposizione e chi benanco per frenarlo Martella Angelo, Felice Cifelli, d\u2019Uva Nicola pel primo motivo, pel secondo Orfano Giovanni Cifelli Nicolangelo, Cifelli Giovanni, Cifelli Arsenio, d\u2019Uva Cosmo, d\u2019Uva Giovanni, Mancini Giuseppe d\u2019Isernia, pel terzo Armenti Cosmo\u00a0 ed Armenti Fiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spacciandosi lo stesso tener <u>carta bianca <\/u>e cariche concede e disarmi eseguisce, ed arresti consuma, che per buona ventura <u>tristi conseguenze <\/u>\u00a0non produssero, poich\u00e8 un uomo si trov\u00f2 che tanto frastorn\u00f2, quello stesso che da vero ministro della vera Religione cristiana tanti uccisi sepell\u00ec, vogliam dire <u>Armenti Sacerdote Giovanni.\u00a0 <\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tacer possiamo di chi suscit\u00f2 <u>l\u2019allarme<\/u> contro i Garibaldini?\u00a0 Elementi gravi contro <u>Forte Tommaso, da denuncia presentata,<\/u> risultavano. Fu questa sviluppata, e se gravi rimaser le pruove o svanirono; se idea di giustizia spinse il <u>denunciante<\/u> o <u>privata vendetta<\/u>, a chi giudicher\u00e0 l\u2019ardua sentenza. Fosse la seconda cosa ch\u00e8 ripugnerebbe il pensiero che pur l\u2019uomo culto si fosse D\u2019infamie macchiato, e questa nostra speranza \u00e8 avvalorata quando vediamo ch\u2019 il Forte co\u2019 figli Ettore ed Ernesto furon bersaglio de\u2019 tristi nel 6 Ottobre detto anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>Pruove generica e specifica<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\u00b0 Un verbale e reperto di armi ed altri oggetti sequestrati a vari individui di castelpetroso arrestati in Campobasso col loro interrogatorio raccolto e compilato dal Capo undecima sezione della Guardia nazionale sig. Grimaldi Achille<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\u00b0 Perizia legale de\u2019 refertato oggetti fatti eseguire dal Sig. Giudice di Campobasso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00b0 I fogli istruttori esauriti da\u2019 Giudice di Carpinone, e\u00a0 S ta Elia, Guglionesi e Bonefro sono altrettante pruove generiche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4\u00b0Perizia e legale reperto delle armi rinvenute in casa di Cifelli Nicolangelo e Cifelli Onesta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5\u00b0 Reperto del danaro presentato da Angelantonio di Filippo e trovato sulla strada\u00a0 nuova ove avveniva il massacro de\u2019 garibaldini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6\u00b0 Pu\u00f2 tenersi per prova generica l\u2019uffizio dell\u2019allor Supplente di Castelpetroso d\u2019Uva Sig. Domenico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7\u00b0\u00a0 Una prova generica suppletoria di disumazione trovasi al\u00a0 (rif. ai vari fol)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8\u00b0 Due testimoni depongono con giuramento sul tentato incendio, e due periti uno muratore, l\u2019altro falegname ne assodono i guasti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9\u00b0 Reperto di Dti 8,28 somma risultata dalla vendita di un orologio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10\u00b0 Verbale di disumazione e perizia Non essendosi rinvenuto il cadavere del medico di Sparanise si rimetteva foglio istruttorio per l\u2019oggetto al Collega di Pignataro: l\u2019incartamento rimessoci forma oggetto di prova generica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">11\u00b0 Reperto d\u2019un paio di stivali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12\u00b0 Infine come prova generica debbono ritenersi le dichiarazioni di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Martino Forte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pasquale Vecchiarelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fulgenzio Cifelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicolangelo Cicchino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I testimoni specifici sono molti,\u00a0 e spesso \u00e8 stato mestieri sentire un reo per liquidarne un secondo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo volume compilato dal Sig.Istruttore ci venne rimesso per prosieguo d\u2019Istruttoria; lettolo vedemmo che molti de\u2019 testimoni citati rimanevano ad indizi con altri che da quelli sorgevano. Colole loro dichiarazioni formammo il 2\u00b0 Volume<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studiato il processo ci accorgemmo che molti imputati, vagamente nominati poco offrivano alla Giustizia. Per non rimanere alcuno impunito ci rivolgemmo all\u2019Autorit\u00e0 Amministrativa locale, onde assodare co\u2019 vicini, cogl\u2019intesi de\u2019 fatti pubblici e co\u2019 probi il contegno degl\u2019inquisiti. Ne ottenemmo un risultato del tutto negativo! Cagione e la situazione topografica di Castelpetroso e pi\u00f9 ancora, forse, la tema di svelar se stesso manifestando gli altri. Tale lavoro forma parte del 3\u00b0 Volume, nel quale si veggono pure i verbali di arresto di Zappitelli Amodeo e Tamburro Domenico co\u2019 rispettivi interrogatorio e discarico. Di vantaggio sonvi interrogatorio e discarico di Palumbo Nicola e Forte Martino a noi presentatisi con salvacondotto_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apre il 2\u00b0 Volume un incartamento contro Bertone Domenico, Dal Collega di Cantalupo raccolto ed a noi rimesso, come autore di misfatti in questo tenimento consumati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sacedote Cifelli Agostino il 4 Ottobre scorso anno veniv\u2019arrestato per voci sediziose: si fermava di ci\u00f2 analogo processetto, ma in Novembre approfondendo su\u2019 fatti consumati in Castelpetroso risultando anche in essi complicato, ordinammo che il processetto si fosse unito ed avesse fatto parte del processo grande. Stimammo inutile assodare le qualit\u00e0 morali di coloro che pi\u00f9 specificatamente risultaron colpevoli, ma gli adempimenti di rito di tutti gl\u2019 imputati sono in processo alla fine del 3\u00b0 Volume: Pochi testimoni non sono stati intesi perch\u00e8 assenti, come da correlativi certificati: pi\u00f9 di questo sarebbe stato indispensabile udire Notte Addolorato come quegli che indicava nel suo interrogatorio in Campobasso tre individui, che per esisterne molti coll\u2019istesso nome e casato, il Sindaco locale non potea darci i vicini, ma l\u2019udizione del Notte fu anche impossibile per la su assenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cifelli Pietro nominato dal Sig. D\u2019Onofrio Giuseppe in un suo esposto non fece seriamente fermare la nostr\u2019attenzione, poich\u00e8 non risultando il Cifelli dalla dichiarazione di nessuno de\u2019 nove individui arrestati in Campobasso, contrariamente a quanto il D\u2019Onofrio era fatto ad esporre, supponemmo uno sbaglio di nome ed un errore di fatto_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corredammo il Processo d\u2019una lista di tutt\u2019i i rubricati per ordine alfabetico distribuiti, indicando se detenuti o no, per quanto potemmo conoscere_ Ognuno tiene al margine ed i testimoni del carico, e la imputazione di cui \u00e8 gravato_<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli imputati carcerati in detta lista mostrano ove giace il loro interrogatorio e discarico. Credemmo che ci\u00f2 potesse agevolare la fatica del foliario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci auguriamo che non manchi d\u2019altro, ed ove ci\u00f2\u00a0 fusse (fosse) non a mancanza di zelo, lo si attribuisce, con questa lusinga, che il processo sia inviato, abbiamo ordinato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carpinone 28 Febbraro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Giudice<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">?. Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 8<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Signor Giudice del Mandamento di Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sacerdote Agostino Cifelli da Castelpetroso trovandosi detenuto in queste prigioni mandamentali per\u00a0 voluta inputazione di voci allarmanti contro l\u2019attuale Real Governo; la prega volergli accordare la libert\u00e0 provvisoria sotto quel mezzo di\u00a0 sto ???\u00a0 che le piacer\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carpinone 5 ottobre 1861<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agostino Sacerdote Cifelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantuno- Il giorno 5 ottobre in Carpinone-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vista la sapr\u00a0 entti soprasente dimanda<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Letti l\u2019art. 8 32 di procedura penale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concediamo o concordiamo o ordiniamo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiesta libert\u00e0 provvisoria sotto la cauzione di lire mille\u00a0 che luspi ? nei modi di legge<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Salvatore Morelli Cancelliere) appunto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frasii: sconvolgimenti politici- la voce pubblica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foglio di Posizione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla istruzione che si sta compilando pe\u2019 fatti criminosi consumati in Castelpetroso in questo Mandamento dal di 6 al 18\u00a0 ottobre1860, risulta, che, in quest\u2019ultimo giorno, una banda di circa settanta persone di Carpinone e Cantalupo capitanata da Antonio Marzillo di Cantalupo si portava in quel comune, el Marzillo sana leggere una lettera a lui diretta dal Comamdante de\u2019 volontari Teodoro Salzilli di Pizzilli, del tenor seguente = Signore=\u201d Si porter\u00e0 alla volta di Carpinone da dove prender\u00e0 quanta forza vuole, e muover\u00e0 per Castelpetroso, arrestando D. Domenico d\u2019Uva con Pasquale Vecchiarelli, e sacchegger\u00e0 le case di costoro, li scorter\u00e0 qui una col Sacerdote D. Gregorio Rizzi di Roccamandolfi: che si fecero lecito di tr\u00a0 re ?dalle mani degli armati= Al Sig. Antonio Marzillo di Cantalupo=Firmato: Il\u00a0 Comandante= Teodoro salzilli-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur interessando alla Giustizia assodare, se in realt\u00e0 il Marzillo si ebbe la lettera in parola, \u00e8 pregato il Sig. collega del Mandamento di Cantalupo versarsi su tal fatto con quella sagacia ed avvedutezza che tanto lo distingue, facendo tenere gli alti o attii di risulta, una col verbale sulle qualit\u00e0 morali dello stesso, col minor possibile ritardoi, trattandosi di una proccessura che vien richiesta con premura da\u2019 superiori-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carpinone 2 Dicembre 1861<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Giudice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe di Giuseppe Il Cancell Sost.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 107\u00a0 Incartamento per Teodoro Salzilli di Pozzilli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le testimonianze su Salzilli : gode di pessima condotta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segue a pag. 115\u00a0 carichi pendenti ( un bel curriculum) furto,strupro e molto altro fino a pag. 116<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certifico io qui sottoscritto Sindaco del Comune di Pozzilli e riuniti, qualmente avendo perquisito i registri dello Stato Civile di S. Maria dell\u2019Oliveto, in essi ho rinvenuto che Teodoro Salzilli figlio dei furono Domenico, e Irene Passarelli \u00e8 dell\u2019et\u00e0 di anni 35, essendo nato il 4 Maggio 1826-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per uso della giustizia penale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed in fede<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pozzilli li 17 Dicembre 1861<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sindaco<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Sirneone<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Filiazione di Teodoro Salzillo fu Domenico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nativo di S. Maria dell\u2019Oliveto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimorante in Pozzilli (\u00e8 emigrato d\u2019 pi\u00f9 tempo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condizione possidente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Statura giusta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castani<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occhi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naso giusto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colore naturale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mento tondo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Barba piena<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anni 35<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marche apparenti- sopraddente alla parte superiore destro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per uso della Giustizia penale\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ed in fede<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pozzilli li 17 Dicembre 1861<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sindaco<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Simeone<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 148<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantadue, il giorno venti febbraio in Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a Noi Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone, assistito dal Cancelliere Sostituto Sig. Morelli, previa chiamata, \u00e8 comparso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Leonardo Venditti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Cosmo, di anni 44 proprietario del Comune di Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giorno 18 Ottobre 1860 a circa le ore 16, giungevano qui condotti dalla Guardia di Castelepetroso, circa venti garibaldini arrestati_ Io mi trovava in campagna, ed intesi una voce che mi chiamava a nome= Conobbi essere il nomato Nicola Palumbo del detto Comune di Castelpetroso, e mi avvicinai allo stesso- Allora costui mi premur\u00f2, non far offendere dai tristi del mio paese i ridetti garibaldini-\u00a0 Mosso da sentimenti di umanit\u00e0, inere alle voglie del Palumbo, e difatti dallo ingresso del paese fino al Largo della Croce frenai il popolo- Qui per\u00f2 giunti gran calca di popolo si fece loro sopra, e presero barbaramente a trucidarli- Quattro degl\u2019infelici, che trovavansi ligati separatamente cercai salvarli tagliando col coltello la fune, e quindi insinuai loro fuga- Difatti costoro (sentirono) o sentendo i miei consigli si diedero le ?\u00a0\u00a0 gambe_ Visti dai rivoltosi volevan inseguirli, ed erasi per farsi loro sopra, ma un gendarme posse o posce in opera tutt\u2019i mezzi per salvarli, conducendoli arrestati in Isernia, come venne eseguito, tanto che di uno di questi ultimi infelici o\u2019 ricevuto posteriormente lettere-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dimanda risponde<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quella scena di sangue\u00a0 ne il Palumbo, ne gli altri individui della guardia di Castelpetroso presero parte alcuna , mentre vedendo il furore del popolo cercarono nascondersi-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritengo quindi che il Palumbo avea tutta la volont\u00e0 di salvare quegli o quigli arrestati-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra dimanda \u00e8 stato negativa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura e conferma a\u2019 sottoscritto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lonardo Venditti<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 150<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citata \u00e8 comparsa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pasqua S. Uva<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Giovanni di anni 50 contadina qui domiciliata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogata analogamente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mattino del 18 Ottobre 1860, il mio paesano Domenico Tamburro fu Nicola, ritornando dal bosco con un fascio di legna di buon mattino, che dissemi le avea fatte nel giorno innanzi, mi disse, che al vallone dell Taverna in quest\u2019agro, giaceva ferito un individuo, il quale gli avea chiesto aiuto, e di non averglielo potuto dare, perch\u00e8 portava\u00a0 le sudette legna- Allora io, per sentimenti di umanit\u00e0, presi delle uova e gliela portai- Il ridetto individuo, dopo essersi rifocillato, mi disse essere il medico di Sparanise- In tal rincontro rimarcai, che lo stesso stava ferito sulla fronte, ma a mio credere, non mortalmente-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra dimanda risponde-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio paesano Michele Giancola, che stava travagliare in suo fondo poco distante, avessi visto col\u00e0 delle persone, venne, ed avendo visto quell\u2019infelice, spogliato e scalzo, mand\u00f2 a prendere il suo somaro, e con Giuseppe Donato ed altri che non ricordo, lo mise a cavallo e lo port\u00f2 verso la stalla- Il d\u00ec seguente appresi che lo stesso era stato portato nel posto di guardia, e quindi nello stesso, nell\u2019atto veniva mandata con altri in Isernia, giunto innanzi alla Cappella di S Giuseppe, Camposanto, venne ucciso; ma ignoro da chiPrecedente lettura, e conferma, a\u2019 detto essere illetterata-<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segue testimonianza di <strong>Michele Giancola<\/strong> che racconta quanto esposto sopra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantadue il giorno 25 Febbraio in Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a Noi Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone, assistito dal Cancelliere Sostituto sig. Morelli, previa chiamata \u00e8 comparso<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong> Angelo Vacca<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Giovanni, di anni 34, (24) Sacerdote qui domiciliato-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente interrogato a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trovandomi a passeggiare fuori le mura di questo abitato, e precisamente per la strada che da qui mena al Villaggio Indiprete, giunto vicino alla Cappella di S. Giuseppe, o Camposanto, fui chiamato, non ricordo da chi, ad amministrare il sagramento della confessione ad un indivuduo, che giacea ferito, seduto sur di una pietra innanzi a quella Cappella Adempito che ebbi al mio ministero ne andiedi via, ed ignoro il destino dell\u2019infelice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 sottoscritto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Angelo Vacca<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Provincia di Terra di Lavoro\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 anno 1862<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mandamento di Pignataro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incartamento relativo alla nota istruttoria riguardante l\u2019omicidio in persona di Salvatore Caropreso domiciliato in Visciano Comune di Calvi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A carico di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenico di Francesco Santantuono di Castelpetroso di Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A margine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carpinone in Provincia di Molise<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risposta alla nota istruttoria del Giudice Mandamentale di Castelpetroso G.\u00a0 di Giuseppe sui fatti di Castelpetroso e precisamente quelli riguardanti i fatti avvenuti alla Cappella di san Giuseppe del 24 Novembre 1861<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Polizia Giudiziaria di\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sparanise 24\u00a0 Nbre 1861<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel ritornarle la nota istruttoria che mi ha rimessa col Di Lei foglio del 18 andante, senza N\u00b0&#8230;; non saprei dirle altro, che il soggetto di cui si parla in detta nota, che in ottobre 1860 venne ammazzato in Castelpetroso, potrebb\u2019essere un tal D. Salvatore Caropreso medico, oriundo di Napoli, che da pi\u00f9 anni erasi ammogliato a Sparanise con D.a Maria Maddalena Ricca, il quale part\u00ec coi volontari; ma siccome lo stesso da qualche tempo non conviveva colla detta moglie ed erasi ritirato in Visciano di Calvi, dove esercitava la professione medica, e di l\u00e0 partiva come volontario, cosi potr\u00e0 ivi dirigersi, donde potr\u00e0 avere pi\u00f9 precisi ragguagli sul contenuto in detta nota, non sapendo dal mio conto dirle dippi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sup.te Giudiziario<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo ? lepolella<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Signor Giudice del<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mandamento di Pignataro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Signora Ricca era affetta da Podagra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certificato medico \u201c per uso di giustizia\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certifico io qui sottoscritto medico chirurgo di Sparanise qualmenta\u00a0 (precisamente) la Sig.ra Maddalena Ricca di detto Comune \u00e8 affetta da podagra, ed \u00e8 febbricitante, e per cui \u00e8 inh abilitata\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a potere viaggiare, ed in fede<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sparanise 10 ? del 1862<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Sarno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la legalit\u00e0 della firma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sindaco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">F.co Colapietro (a?)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gennaro Barone Lumaga Apice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantadue il giorno ventuno gennaio su Sparanise.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi Alfonso Sammartino Giudice Regio del Circondario di Pignataro, assistito dal Cancelliere, ed in esecuzione della nostra precedente ordinanza, volendo ricevere la dichiarazione della Signora Maddalena Ricca inferma relativamente alla nota istruttoria sistente al folio\u00a0 20 ci siamo conferiti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 in questo Comune di Sparanise, precisamente in casa di essa Signora Ricca, ed avendola realmente rinvenuta giacente a letto, la mesesima alle analoghe domande ha detto chiamarsi Maddalena Ricca del fu Tommaso di anni 58 di Sparanise, vidua di Salvatore Caropreso La medesima dopo gli avvertimenti di rito ha promesso di parlare senza timore di dire il vero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimandata convenevolmente ha risposto che da circa sei anni dietro il di lei marito Signor Salvatore Caropreso di condizione medico abbandon\u00f2 la casa coniugale, e si rec\u00f2 a far domicilio nel Comune di Calvi che nell\u2019 avvicinarsi Garibaldi in queste contrade essa dichiarante seppe che suo marito si era\u00a0 arrallato volontario in quell\u2019armata. Che nel decorso anno non sapendo precisare il mese, ne il giorno seppe da un tal Antonio Ricca di Agostino di qui, reduce dalla armata Garibaldina, che il detto Caropreso era stato mortalmente ferito verso Isernia non ricordandosi precisamente il luogo, e che dopo tempo seppe per voce pubblica, non ricordandosi da chi che il detto di lei marito era morto in seguito di dette ferite che chiede la punizione del colpevole venendosi a scoprire, e rinuncia alla parte civile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che in ultimo non ha testimoni da offrire alla giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lettura data vi ha persistito e non sapendo scrivere abbiamo firmato noi col Cancelliere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A.Sammartino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giov: Spina ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantadue il giorno ventuno Gennaio in Sparanise nella Casa Coimunale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a noi Alfonso Sammartino Giudice Regio del Circondario di Pignataro, assistito dal Cancelliere, in seguito di chiamata si \u00e8 presentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Ricca di Agostino di anni 26 di Sparanise possidente, il quale dopo gli avvertimenti di rito ha detto di non avere alcun vicinato di parentela colle parti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente ha risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che nel mese di Ottobre del decorso anno milleottocentosessanta part\u00ec con una legione di Garibaldini per sedare una mostra reazionaria surta nel Distretto d\u2019Isernia: di questa legione fece parte benanche il paesano Salvatore Caropreso In un giorno di quel mese tale legione si affront\u00f2 con una massa imponentissima di quei naturali detti scarpitti, e perch\u00e8 sopraffatti dal numero esso dichiarante col Caropreso ed un altro di Pietramelara di cui ignora il nome e cognome si diede a gambe. Arrivati per\u00f2 in un punto si videro accerchiati da altra massa di scarpitti, e non potendo a costoro resistere, il Caropreso e l\u2019altro compagno cedettero le armi, ma il dichiarante perch\u00e8 pi\u00f9 giovane per dirupi e per valloni si pose in salvo. La sera di quello stesso giorno non sapendo precisarlo, nelle vicinanze di Castelpetroso lo, esso dichiarante trovandosi in compagnia di Alessandro\u00a0 Tatoli di Camigliano, che pur faceva parte di quella legione viddero andare alla loro volta un uomo con la sola camicia e tutta insanguinato per le diverse ferite che aveva ricevute, in cui riconobbero il paesano Caropreso. Costui nel vedere i due compagni disse loro che era stato saacrificato da quei tristi , e stava per rendere l\u2019anima a Dio- Come di fatti non potendo pi\u00f9 reggere se\u2019 pur le ferite che per la capia del sangue versato, cadde quasi boccheggiante. Esso dichiarante col Tatoli vedendo che ogni opera sarebbe stata infruttuosa per salvare il sacrificato compagno, lo lasciarono prossimo a finire<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato ha risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di non saper precisare verano di quei malvagi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019\u00ec o S\u2019\u00ec o s\u2019\u00e8 perch\u00e8 forestiere, e s\u00ec perch\u00e8 il numero era sdrabacchevole<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimandato ha risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che raggranellata quella sperperata compagnia alcuni dicevano di esser morto il Caropreso, ed altri lo mettevano in dubbio; certo per\u00f2 si \u00e8 che precise notizie non ne ha pi\u00f9 saputo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lettura data vi ha persistito e detto che contiene la verit\u00e0 e si \u00e8 sottoscritto con noi e col nostro Cancelliere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Ricca<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Sammartino<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giov: Spina ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantadue il giorno ventiquattro gennaio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a noi Alfonso Sammartino Giudice Regio del Circondario di Pignataro, assistito dal Cancelliere previa citazione si \u00e8 presentato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Ratolo di Pietro di anni 42 di Camigliano Maniscalco, il quale dopo gli avvertimenti di rito ha detto di non avere alcun vincolo di parentela colle parti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente ha risposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che nel giorno diciassette ottobre del milleottocentosessanta esso dichiarante trovassi nelle vicinanze di Castelepetroso Distretto d\u2019Isernia con la legione di volontarii per reprimere col\u00e0 una orribile reazione fatta da quella gente perversa. Dopo varie ore di accanito combattimento questa legione fu sopraffatta dal numero, e poich\u00e8 straniera a quei luoghi dovette la stessa curare qualche scampo; e scendendo una\u00a0 costa o casta esso dichiarante in compagnia di Antonio Ricca di Sparanise, e di un tale di Pietramelara incontr\u00f2 il compaesano Sig. Salvatore Caropreso, il quale occupava il posto di Sergente tra i volontari, tutto insanguinato per la copia delle ferite ricevute da quei malvagi, e con la sola camicia addosso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dichiarante con i compagni si afflissero dello stato in cui era ridotto il Caropreso e cercarono di\u00a0\u00a0 aiutarlo accompagnandolo in luogo sicuro qualora avesse potuto loro riuscire. Esso testimone , essendosi gli altri due allontanati lo accompagn\u00f2 per buona pezza; ma il Caropreso vedendosi quasi prossimo a finire, consigli\u00f2 esso testimone di porsi in salvo, e di situarlo sotto una muriccia, come il dichiarante medesimo esegu\u00ec; e la mattina seguente fu assicurato che il Caropreso per effetto delle ferite riportate termin\u00f2 di vivere-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni altra domanda \u00e8 stato negativo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lettura data vi ha persistito e sottoscritto con noi e Cancelliere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Ruotolo<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Sammartino<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giov: Spina ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 181<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantadue, il giorno ventisette Febbraio in Carpinone-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a Noi\u00a0 Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone assistiti dal Cancelliere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sostituto Sig. Morelli, si \u00e8 spontaneamente presentato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Martino Forte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D Innocenzio, d\u2019 anni 36, contadino domiciliato in Castelpetroso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato sull\u2019oggetto della sua comparsa, a\u2019 risposto-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la voluta imputazione che mi si addebita, della uccisione e furto in persona di D. Nicola de Sanctis la sera del 17 Ottobre 1860, mi \u00e8 stato necessit\u00e0 munirmi di salvacondotto, che mi venne difatti rilasciato dalla G. Corte Criminale di Molise con deliberazione del 19 volgente Febbraio, e quindi mi presento a Lei, onde predi\u00a0 re, il mio discarico, pria di presentarmi in carcere-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi Giudice sudetto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visto il Salvacondotto, colla data come sopra-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo rivolto al Forte le seguenti dimande-<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Sapete il motivo del vostro arresto ?<\/li>\n<li>Lo ignoro, mentre sono innocente di qualsiasi imputazione-<\/li>\n<li>Non uccideste, con altri, l\u2019infelice D. Nicola de Sanctis, spogliandolo financo delle vesti ?<\/li>\n<li>No Signore- In quella sera dell\u2019avvenimento non fui affatto sul luogo, ove dicevi avvenuto il crimine \u2013<\/li>\n<li>Il d\u00ec seguente non facevate a gara per arrestare gli onesti cittadini ?<\/li>\n<li>No Signore, e solo prestai servizio, qual\u2019 indeide della guardia-<\/li>\n<li>Avete testimoni a vostra discolpa ?<\/li>\n<li>Possono sentirsi Antonio Ferrara di Fiore, Giovanni Ferrara, d\u2019Innocenzio, Costanzo Forte fu Donato, Giuseppe d\u2019Uva fu Sabatino e Vincenzo Giancola fu Antonio di Castelpetroso-<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura e conferma a\u2019 detto essere illetterato<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivo mandato di comparizioni per i testimoni citati dal Forte\u00a0\u00a0 (pag. 182)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vittorio Emanuele II\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per grazia di Dio, e per volont\u00e0 della Nazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Re d\u2019Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mandiamo, ed ordiniamo ad uno dei nostri\u00a0 uscieri di citare le persone qui sotto notate a comparire innanzi a Noi in questo Giudicato Regio, subito dopo l\u2019intima della presente, dovendo essere intese in affari penali: mancando vi saranno costretti co\u2019 mezzi legali-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carpinone 27 Febbraio 1862<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>C<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Ferrara\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>G. di Giuseppe<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Ferrara \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Costanzo Forte\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>S. Morelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe d\u2019Uva<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vincenzo Giancola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 183<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantadue, il giorno ventotto Febbraio in Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a Noi Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone, assistito dal Cancelliere Sostituto Sig. Morelli, previa citazione, \u00e8 comparso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Ferrara<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Fiore, di anni 35, contadino domiciliato a Castelpetroso- L\u2019indifferente-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non o\u2019 inteso mai nominare il mio paesano Martino Forte, tra gli uccisori dell\u2019infelice D. Nicola de Sanctis;\u00a0 e siccome la mia abitazione si trova a circa un miglio distante dal luogo dell\u2019avvenimento, cos\u00ec non potei vedere se lo stesso vi era \u2013 Credo poi che stava in casa-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a detto essere illetterato<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 184<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Ferrara<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019Innocenzio, d\u2019anni 40 proprietario domiciliato in Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ndifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vidi affatto il mio paesano Martino Forte la sera del 17 Ottobre 1860, e nettampoco il di seguente, e quindi ignoro se lo stesso avesse preso parte nella uccisione di D. Nicola de Sanctis, e negli arresti di galantuomini, e d\u2019altri-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura e conferma a\u2019 detto essere illetterato-<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 185<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Costanzo Forte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Donato, d\u2019anni 35 contadino domiciliato in Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ignoro, se Martino Forte avesse preso parte nella uccisione e furto inn persona di D. Nicola de Sanctis, mentre la pubblica voce, m\u2019informava che Amodio Zappitelli gli diede il primo colpo in testa, e poscia\u00a0 spogliato, e gli fu preso il cavallo dai figli di Pasquale Vecchiarelli Vincenzo, Addolorato e Girolamo; nettampoco conosco se il detto Forte avesse il d\u00ec seguente proceduto ad arresti-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro non conosco-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto essere illetterato<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 186<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso giorno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe d\u2019Uva<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Sabatino, d\u2019anni 54 (34) contadino domiciliato in Castelepetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ndifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non conosco, se il mio paesano Martino Forte si fosse immischiato nella uccisione e furto di D. Nicola de Sanctis la sera del 17 ottobre 1860; e solo il di seguente lo rimarcai in mezzo agli altri andar\u00a0 curiosando sulla consolare, ove eran avvenuti i deplorevoli fatti- Non badai se lo stesso andava armato, o pure inerme, e se portava addosso un cos\u00ec detto zaino-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto essere iletterato-<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso d\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citato \u00e8 comparso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vincenzo Giancola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu Antonio, di anni 23 contadino domiciliato in Castelpetroso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indifferente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro gli avvertimenti di rito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogato analogamente, a\u2019 risposto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio paesano Martino Forte non fu da me visto affatto la sera del 17 Ottobre 1860, e quindi ignoro se lo stesso si trov\u00f2 nel luogo vi venne ucciso D. Nicola d\u00e8 Sanctis \u2013 N\u00e8 il di seguente vidi lo stesso, e quindi ignoro se avesse proceduto ad arresti-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto essere illetterato-<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da pag. 188 a pag.191- certificazione- cert.ni di morte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a pag. 202 altre certificazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pag. 207<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ditenuto da<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">29 Luglio 1862<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tribunale del Circondario d\u2019Isernia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giudicatura di Carpinone<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>del Rg. D\u2019Istruzione Rg. Dell Procura del Re<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">================\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 N. 682<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">=================<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>del Rg. Della Giudicatura 15 del 1861<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">===========================<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titolo del reato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">==========<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\u00b0 Eccitamento alla guerra civile tra gli abitanti di una stessa popolazione, e parte attiva presa nell\u2019uccisione di due garibaldini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\u00b0 Uccisione di un garibaldino alla contrada Nuoto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reati avvenuti ne\u2019 di 17 e 18 Ottobre 1860 nel comune di Castelpetroso, e sue campagne<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Francesco Domenico fu Antonio alias Santantuono di\u00a0 ? D. Comune<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tribunale del Circondario d\u2019Isernia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">========================<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giudicatura di Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">================<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogatorio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dell\u2019imputato Domenico di Francesco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">=========================<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantadue, il giorno Sette del mese di Luglio alle ore 11, a.m. in Carpinone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi a Noi Avvocato Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone, assistito dal Cancelliere Sostituto Sig. Morelli-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 comparso scortato dai Carabinieri Reali di Francesco Domenico <u>Santantuono, <\/u>di anni 47, nativo del Comune di Castelpetroso, ove domiciliato, di condizione contadino-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ignoro per qual motivo sia stato arrestato, mentre sono innocente di qualsiasi reato-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Manifestatogli i carichi che gli si addebitano-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risponde- E\u2019 vero che scaricai un colpo di fucile contro Angelo Venditti del Comune di S. Angelo in Grotte, senza per\u00f2 ferirlo, ma perch\u00e8 venni dallo stesso, e da altri suoi paesani, che non ricordo, aggredito mentre giravo per la custodia delle vigne- Non \u00e8 poi vero, che abbia preso parte nell\u2019uccisione del Medico di Sparanisi in Ottobre 1860, mentre lo stesso giaceva mortalmente gi\u00e0 ferito a colpi di scure in testa, e di arma da fuoco nelle coscie innanzi la Cappella di S. Giuseppe, allorch\u00e8 per ordine di un gendarme borbonico andiedi col\u00e0 a rilevarlo per condurlo arrestato in Isernia e non ostante il detto gendarme mi avesse dato de\u2019 schiaffi, imponendomi fucilarlo, pure non li esegui, tanto che avevo carico il mio fucile colla sola polvere- Nettampoco \u00e8 vero essersi da me ucciso altro garibaldino, ed arrestato il Sacerdote Rizzi di Roccamandolfi, iln quale venne condotto in Castelpetroso dalle Guardie di Cantalupo, delle quali non ne conobbi alcuna, e solo di coloro che vennero di Carpinone in cerca del detto Rizzi, conobbi il solo <u>Coronaro ,<\/u> di cui ignoro nome e cognome, di statura pure alta- che anzi il Rizzi venne da me fatto sciogliere, e consegnai a D. Domenico d\u2019Uva mio paesano, che avea mandato a richiederlo-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad altra dimanda, risponde<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fucile che mi f\u00f9 sorpreso da\u2019 Carabinieri la sera del 29 scorso luglio, \u00e8 di mia propriet\u00e0, e ne feci acquisto, dietro il permesso ottenuto dal <u>Re Vecchio\u00a0 <\/u>d\u2019asportarlo; permesso che non \u00f2 potuto pi\u00f9 ottenere-; e degli altri oggetti a me si appartiene il solo coltello, vendo gli altri del mio compagno, di cui non ricordo il nome e cognome<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non\u00a0 o\u2019 pruove a mia discolpa-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di tutto ci\u00f2 si \u00e8 formato il presente verbale, che letto all\u2019arrestato, lo a\u2019 confermato, ed avendo dichiarato di non sapere n\u00e8 scrivere n\u00e8 sottosegnare, \u00e8 stata firmata da Noi e dal nostro Cancelliere Sostituto_<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi medesimo Giudice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Richiediamo il Comandante de\u2019 Reali Carabinieri stanziati in Isernia, ed ora qui presente di procurare la traduzione dell\u2019 arrestato nelle carceri d\u2019Isernia a disposizione del Sig. Procuratore del Re presso quel Tribunale Circondariale, essendo stato da Noi interrogato, e cui saranno da Noi\u00a0 testo inviati i presenti atti per l\u2019organo postale-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carpinone 7 Agosto 1862<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">B 126-1\/d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corte d\u2019Assise di Campobasso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N.! Reg.\u00a0 Gle<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anno 1865\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 P.D.\u00a0 17 Dicem 69<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accusa contro\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 P.D. 8 Marzo 1870<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innocenzio\u00a0 Armento fu Domenico e della fu Carmine Forte, nato a d\u00ec\u00a0\u00a0 in Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contadino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accusato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 Di attentato avente per oggetto di cambiare e distruggere la forma del Governo e portare la strage contro una classe di persone, nel gorno 6 e 7 Ottobre 1860 in Castelpetroso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 Di omicidio volontario a colpo di fucile in persona di un Garidaldino, depredandolo della spada e delle vestimenta che indossava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato commesso nella sera del 17 Ott. 1860 presso Castelpetroso-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sent.. d\u2019accusa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 Agosto 1864<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N.B.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa causa \u00e8 relativa a quella contro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenico di Francesco ed altri di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castelpetroso<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>337 del 1866<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corte di Assise di Campobasso\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anno<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>10\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1865<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">N.1 \u2013 N. 95<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rep. 5\u00b0 n\u00b0 214<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">????? 1\u00b0 Del Reg. Generale della Assise<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volume 8\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Causa<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Domenico di Francesco Santantuono<\/strong><\/li>\n<li><strong>Isidoro Notte<\/strong><\/li>\n<li><strong>Dimodio Zappitelli<\/strong><\/li>\n<li><strong>Marino zappitelli<\/strong><\/li>\n<li><strong>Diamante Giancola<\/strong><\/li>\n<li><strong>Fiore d\u2019Uva<\/strong><\/li>\n<li><strong>Vincenzo Vecchiarelli<\/strong><\/li>\n<li><strong>Addolorato Vecchiarelli<\/strong><\/li>\n<li><strong>Domenico Zappitelli<\/strong><\/li>\n<li><strong>Addolorato Folliero<\/strong><\/li>\n<li><strong>Nicola Cifelli<\/strong><\/li>\n<li><strong>Nicola Folliero<\/strong><\/li>\n<li><strong>Michele Giancola<\/strong><\/li>\n<li><strong>Agostino Giancola<\/strong><\/li>\n<li><strong>? Giovanni ???? (strappato)<\/strong><\/li>\n<li><strong>Foglio strappato<\/strong><\/li>\n<li><strong>Innocenzio Armenti<\/strong><\/li>\n<li><strong>Matteo di Francesco<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giovanni ?\u00a0\u00a0 strappata<\/strong><\/li>\n<li><strong>Car? Strappata<\/strong><\/li>\n<li><strong>Celidonio G\u2019\u2019 strappata<\/strong><\/li>\n<li><strong>Ginepro Giancola<\/strong><\/li>\n<li><strong>Diamante de Francesco di Castelpetroso<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di attentato avente per oggetto di cambiare e distruggere e portare la strage contro una classe di persone per avere nei giorni 6 e 7 Ottobre 1860 nel comune &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..con voci sediziose di Viva Francesco Secondo disarmato&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.nazionale organizzandovi la Guardia Urbana, ed indi &#8230;&#8230;.18 Ottobre suonando le campane a stormo, uniti&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;e data la caccia ai liberali, e Garibaldini, arrestandoli&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019Uva Fiore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notte Isidoro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zappitelli Amodio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giancola Diamante<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vecchiarelli Vincenzo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Francesco Domenico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giancola Celidonio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zappitelli Marino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zappitelli Domenico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 di omicidio volontario in seguito di sedizione nonch\u00e8 di furto&#8230;&#8230;&#8230;.. nella sera del 17 Ottobre 1860 presso Castelpetroso durante&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.ivi consumato, meni gli ultimi tre accusati, aggredito&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.di uccidere il fu Nicola de sanctis, e con colpi di pietra, e f &#8230;&#8230;&#8230;&#8230; davere, indi tutti lo rubarono del cavallo, dell valigia, &#8230;&#8230;&#8230;..delle pistole, e delle vesti, che indossava&#8230;&#8230;&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">n.b. pagina incollata di lato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">III<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Armento Innocenzo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il noto Giovanni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di omicidio volontario in seguito di sedizione, nonch\u00e8 di furto per avere nella sera del 17 Ottobre 1860 presso Castelpetroso durante l\u2019attentato ivi consumato, il di Ruota aggredito un Garibaldino, che fuggendo si difendeva dai colpi si scure, che quello gli tirava mentre l\u2019Armento con un colpo di fucile uccise il detto Garibaldino, ed indi entrambo depredato lo stesso della spada, e delle vestimenta che indossava<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IV<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Domenico Francesco\u00a0 Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Vincenzo ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Francesco Matteo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Celidonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bertone Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Folliero Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Michele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Gineprio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ruota Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Agostino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Francesco Diamante ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di complicit\u00e0 in grassazione accompagnata da omicidi &#8230; seguito di sedizione per avere nella notte dal 17al 18 Ottobre .. fuori Castelpetroso presso l\u2019aia della Sig.a Ferrara\u00a0 dietro concerto fra\u00a0 essi , attesoi armati al passaggio i Garibaldini sbandati\u00a0 nello scopo di depredarli ed ucciderli, ed in effetti scientemente si aiutarono, e facilitarono gli uni cogli altri nell\u2019uccisione di 33 di detti Garibaldini, che depredarono di ci\u00f2 che avevano, lasciandoli sull\u2019aia\u00a0 morti e completamente nudi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">V<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Domenico\u00a0 Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di omicidio volontario in seguito di sedizione per avere nel 18 ottobre 1860 dopo l\u2019attentato consumato in Castelpetroso presso la Cappella di S. Giuseppe al Camposanto ucciso con un\u00a0 colpo di fucile il Medico fu salvatore Caropreso garibaldino, il quale all\u2019invito avuto di dire Viva Francesco 2\u00b0 rispose Viva Vittorio Emanuele fu precipitato in un vallone, ed ivi fucilato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di recidiva contro <strong>Bertone Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sentenza d\u2019accusa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019 6 Agosto 1864<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foliario<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In nome di sua Maest\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vittorio Emanuele II<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la grazia di Dio e per volont\u00e0 della Nazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Re d\u2019Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno milleottocentosessantaquattro, il giorno sei Agosto in Napoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte d\u2019Appello di Napoli, sezione d\u2019accusa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Composta da&#8217; Signori Cav: Longo Vice Pres.te<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presidente, Cannavina, Lauria, Martinelli, Capuano Consiglieri e Giaccari Cancelliere Sostituto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Udito il rapporto fatto dal Sostituto Procuratore Generale Sig. Tramontano, e la lettura data dal Cancelliere Sostituto di tutte le carte del processo compilato dal Sig. Vincenzo Iacovelli Giud.ce del Circondario di Campobasso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Armenti Giacomo fu Pasquale di anni 35 di Castelpetroso, contadino<\/strong><\/li>\n<li><strong>Armenti Cosimo fu Pasquale di anni 43: id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Armenti Fiore di Giuseppe Nicola di anni 25 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Cifelli Felice fu Addolorato, d\u2019anni 33 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>D\u2019Uva Cosimo alias conocchia di anni 51, id<\/strong><\/li>\n<li><strong>D\u2019Uva Nicola fu Francesco d\u2019Alessandro, di anni 27, contadino, nato e dom. in Castelpetroso<\/strong><\/li>\n<li><strong>Martelli Angelo, di anni 43, id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Orsano Giovanni di Stellante Valentino, di anni 33, contadino id:<\/strong><\/li>\n<li><strong>Cifelli Arsenio di Nicola di anni 27 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Cifelli Nicolangelo di Salvatore di anni 30: id<\/strong><\/li>\n<li><strong>D\u2019Uva Giovanni di Antonio Fischietto di anni 40: id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Di Francesco Domenico fu Antonio alias Santantuono di anni 46 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Notte Isidoro di Cosmo, di anni 37 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Zappitelli Amodio fu Antonio, di anni 49 = id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Zappitelli Carmine di Amodio di anni 18 id o 19<\/strong><\/li>\n<li><strong>Zappitelli Marino di Amodio di anni 20 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Celidonio fu Gennaro di anni 58, id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Diamante di Celidonio di anni 37:id<\/strong><\/li>\n<li><strong>D\u2019Uva Fiore fu Filippodi anni 27 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Vecchiarelli Vincenzo di Pasquale di anni 34 : id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Vecchiarelli Addolorato di pasquale di anni 33.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Zappitelli Domenico fu Gabriele di anni 33 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Follieri Addolorato di Antonio di anni 27 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Di Francesco Matteo fu Cosmo di anni 31 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Bertone Domenico di Tobia di anni 29, sarto di S. Angelo in Grotte<\/strong><\/li>\n<li><strong>Cicchino Andrea di Matteo di anni 41 contadino, di Castelpetroiso.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Cifelli Giovanni di Giuseppe di anni 31 o 36 ? id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Cifelli Felice di Nicola di anni 24: id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Follieri Giovanni di Nicola, di anni 21 : id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Cifelli Nicola fu Generoso di anni 48 : id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Di Francesco Rosario fu Massimiliano di anni 44 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Follieri Nicola fu Domenico di anni 62. id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Forte Carmine di Felice, di anni 40 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Forte Martino d\u2019Innocenzio di anni 38, id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Forte Pietro fu Felice di anni 32 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Giuseppe fu Donatantonio di anni 60 o 66 : id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Michele fu Cassiodoro, di anni 31 : id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Addolorato di Giovanni di anni 34 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Giovanni di Nicola di anni 65 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Ginesio fu Pasquale di anni 48 : id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Orfano Beniamino di Francesco di anni 45 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Ruoto Giovanni fu Filippo di anni 36 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Ruoto Giuseppe fu Filippo di anni 34 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Tamburro Giovanni di Giuseppe di anni 44: id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Tamburro Domenico fu Nicola di anni 53 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Armenti Innocenzio di Domenico di anni 44 o 42 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Agostino fu Pasquale di anni 51 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Salzillo Teodoro fu Domenico di anni 37 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Ciello Michele fu Francesco di anni 41 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Di Francesco Alessio di Amodio di anni 24 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>D\u2019Uva Domenico fu Francesco di anni 38 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Di Francesco Domenico di Giovanni di anni 26 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Di Francesco Diamante di Benedetto, di anni 23 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Notte Addolorato fu Cassiano di anni 33 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Notte Pasquale di Martino, di anni 42 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Palumbo Nicola di Salvatore di anni 39 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Vacca Michele fu Nicola di anni 39 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Forte Tommaso fu Domenico di anni 52 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Biondi Girolamo fu Liberato di anni 50 id<\/strong><\/li>\n<li><strong>Cicchino Nicolangelo di Pasquale di anni 44<\/strong><\/li>\n<li><strong>Tamburro Nicola fu Belisario di anni 44<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Imputati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di cospirazione ed attentato per cangiare la forma del Governo ed altri reati-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Signori, Sostituto Procuratore Generale, e Cancelliere Sostituto essendosi ritirati;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Sezione d\u2019Accusa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viste le carte del processo lasciate sul tavolo dal suddetto Sostituto, e la sua requisitoria scritta e da esso sottoscritta, con la quale chiede:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la Sezione d\u2019Accusa dichiari non farsi luogo a procedimento per insufficienza d\u2019indizi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Armento Cosmo fu Pasquale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 D\u2019Uva Cosmo alias Conocchia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Zappitelli Carmine di Amodeo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cicchino Andrea di Matteo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cifelli Felice di Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Di Francesco Rosario fu Massimiliano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Giancola Giuseppe fu Donatantonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ruoto Giuseppe fu Filippo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Di Francesco Alessio di Amodeo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Notte Addolorato fu Cassiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che dichiaro non farsi luogo a procedimento per applicazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dell\u2019indulto Sovrano del 17 Novembre 1863<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Armento Giacomo fu Pasquale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Armento Fiore di Giuseppe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cifelli Felice fu Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0D\u2019Uva Nicola fu Francesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Martelli Angelo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Orfano Giovanni di Stellate Valentino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Cifelli Arsenio di Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cifelli Nicolangelo di Salvatore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 D\u2019Uva Giovanni di Antonio Fischietti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Folliero Giovanni di Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Forte Pietro fu Felice<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Giancola Addolorato di Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Giancola Giovanni di Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Orfano Beniamino di Francesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Tamburro Giovanni di Giuseppe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tamburro Domenico fu Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Salzillo Teodoro fu Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ciello Michele fu Francesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 d\u2019Uva Domenico fu Francesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di Francesco Domenico di Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Notte Pasquale di Martino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Palumbo Nicola di Salvatore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vacca Michele di Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Biondi Girolamo fu Liberato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cicchino Nicolangelo di Pasquale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tamburro Nicola fu Belisario<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che ordini l\u2019escarcerazione de\u2019 detenuti sudetti segnati ai numeri 38, 1, 8, 10, 39, 44,45 e 49, se non sono in carcere per alre cause;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che pronunzi l\u2019accusa di omicidio volontario commesso per impulso di brutale malvagit\u00e0 in persona di un garibaldino contro Armento Innocenzio di Domenico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che pronunzi\u00a0 l\u2019accusa di omicidio volontario e di depredazione in pregiudizio di\u00a0 Nicola de Santis di Campobasso, avvenuto l\u2019omicidio per agevolare la depredazione, ed anche in conseguenza delle violenze usate al de Santis dopo essere stato gi\u00e0 arrestato e disarmato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0di Francesco Domenico alias Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Notte Isidoro di Cosmo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Zappitelli Amodeo fu Antonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Zappitelli Marino di Amodeo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Giancola Diamante di Celidonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0d\u2019Uva Fiore fu Filippo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Vecchiarelli Vincenzo di Pasquale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Vecchiarelli Addolorato di Pasquale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Zappitelli Domenico fu Gabriele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Folliero Addolorato di Antonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Di Francesco Matteo fu Cosmo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Forte Martino d\u2019Innocenzio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che pronunzi l\u2019accusa di omicidio volontario e di depredazione accompagnate da gli omicidi stessi\u00a0 commessi in persona di diversi garibaldini, e gli omicidi quali per agevolare le depredazioni, quali per impeto di brutale malvagit\u00e0, alcuni in aguati ed altri in conseguenza di violenze usate in persona di garibaldini gi\u00e0 arrestati contro i suddetti segnati sotto i numeri 12. 18. 20. 21. 24, e 34 e pi\u00f9<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Celidonio fu Generoso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Bertone Domenico di Tobia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Cifelli Giovanni di Giuseppe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Cifelli Nicola fu Generoso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Folliero Nicola fu Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Forte Carmine di Felice<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Giancola Michele fu Cassiodoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Giancola Ginesio fu Pasquale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ruoto Giovanni fu Filippo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Giancola Agostino fu Pasquale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0di Francesco Diamante di Benedetto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Forte Tommaso fu Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">quest\u2019ultimo aai termini degli art. 103 e 551 cod. penale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che pronunzi altres\u00ec l\u2019accusa particolare di omicidio volontario contro di Francesco Domenico alias Santantuono<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che rilasci ordinanza di cattura contro gli assenti;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che invii tutti quelli soggetti ad accusa avanti la Corte di Assise del Circolo di Campobasso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che i 7 volumi della presente processura racchiudono i reati avvenuti in Castelpetroso, circondario d\u2019Isernia, nei giorni 6 Ottobre 1860 e 17 a 18 Ottbre medesimo- Essi veggansi per l\u2019epoca, per sito, non che per le persone, essere una conseguenza,\u00a0 o un\u2019episodio della reazione d\u2019Isernia che irradiandosi nei circostanti paesi presentano fatti di partiti, e vendette, brutali stragi e specialmente la depredazione a cui l\u2019istinto popolare ed il suo bisogno sempre li spinge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non meno di 70 e pi\u00f9 individui ne furono rubricati; ma 61 soltanto ne vengono tradotti a questa Sezione di accusa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sta di fatto che nel 6 di quel mese Giacomo Armenti, reduce da Isernia, spacciandosi portatore di carta bianca, inaugur\u00f2 la reazione in Castelpetroso sua patria; scorrendo seguito da altri le vie del paese colle grida di Viva Francesco 2\u00b0, disarmando i componenti la guardia nazionale, armando i suoi seguazi, rimovendo dagli ufficii municipali coloro che gli occupavano, surrogandovi altri, e segnatamente alla carica di Sindaco il prevenuto Nicola Palumbo, e procedento anche all\u2019arresto di alcune persone, cio\u00e8 Ernesto ed Ettore Forte ed Annibale Paolella, che metteva poi in libert\u00e0 dopo un giorno di detenzione-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad impedire che il medesimo commettesse ulteriori eccessi, di cui faceva minaccia, i notabili del paese Domenico d\u2019Uva, arciprete Giuseppe Giancola e sacerdote Serafino Cifelli, recandosi in commissione in Isernia per invocar soccorso dall\u2019Autorit\u00e0 militare- Fu allora che il maggiore borbonico Sardi, impose al d\u2019Uva assumere egli il comando della guardia di Castelpetroso e di procedere all\u2019arresto dell\u2019Armenti, come venne eseguito-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paese rimase cos\u00ec in una certa calma, ma governato sotto il vessillo borbonico, sino al 17 dello stesso mese, quando all\u2019infausta nuova della rotta toccata alla colonna di garibaldini comandati dal colonnello Nullo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">( presso il vicino paese di Pettorano), una voce di allarme si lev\u00f2 in Castelpetroso, ed il suono delle campane a stormo la classe de\u2019 contadini, armandosi chi di fucile, chi di scure o di altro strumento rurale, cacciavapi <u>sulla via consolare proveniente da Pettorano, <\/u>dove facendo le poste ai garibaldini, che sbandati e divisi cercavano salvarsi colla fuga, quelli arrestava, uccideva e depredava-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla pi\u00f9 parte di quei disgraziati tocc\u00f2 la mala parte di cadere nelle mani di coloro che guidati solamente da uno spirito di rapina e di ferocia, li pose spietatamente a morte, spogliandoli di quanto aveano, e sino de\u2019 vestiti\u2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Che a Solo a)? alcuni di essi imbattendosi in uomini meno tristi vennero solo arrestati, disarmati e tradotti al posto di Guardia- I medesimi per\u00f2 non furono pi\u00f9 avventurati de\u2019 primi, ed anche per essi era gi\u00e0 sonata l\u2019ultima ora; perciocch\u00e8 ligati il mattino del 18 e spediti in Isernia per la via di Carpinone, non appena giunti in questo paese a furia di popolo vennere strappati alle poche guardie di Castelpetroso che li scortavano, e barbaramente massacrati, salvandosene appena qualcuno di circa venti che erano-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fatto inumano succeduto in Carpinone, ha formato oggetto di altra distinta processura gi\u00e0 inviata al giudizio delle Assise, nella quale (siano?) degli imputati nella presente venne involto o ritenuto colpevole-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scena di sangue intanto cominciata in Castelpetroso al cadere del 17, e continuata tutta quella notte e il d\u00ec seguente, present\u00f2 l\u2019orrendo spettacolo di vedersi seminate di cadaveri quelle campagne- Se ne contarono sino a 55 . I quali furono poi sepelliti parte dalle stesse mani omicide nel fine di occultare le vittime della loro ferocia e parte dalla piet\u00e0 del saceerdote Giovanni Armenti, e di suo nipote Luca Armenti\u2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019istruzione non riusc\u00ec a liquidare i nomi di tanti infelici patriotti accorsi da vari luoghi sotto la bandiera della libert\u00e0- Ma la loro strage \u00e8 costatata dalla generica, comunque eseguita con qualche ritardo e da una luminosa pruova specifica\u2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\u00b0 Considerando che pei\u00a0 <u>fatti del 6. ottobre<\/u> sopracennati, dalla intera processura chiari elementi di reit\u00e0 si hanno, a carico di Giacomo Armenti, fu Pasquale, e che egli venne anche accompagnato e coadiuvato in tutti quei movimenti o fatti di reazione, e nelle voci criminose, nonch\u00e8 nel disarmo, e negli arresti dei germani Ernesto ed Ettore Forte ed altro, dai suoi compaesani Armenti Cosimo, Armenti Fiore, Cifelli Felice, d\u2019Uva Cosimo, d\u2019Uva Nicola, Martelli Angelo, Orfano Giovanni, Cifelli Arsenio, Cifelli Nicolangelo, d\u2019Uva Giovanni-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per\u00f2 in quei fatti di reazione si smad\u00f2 in maniera, da chi ne aveva assunto il sostegno, che fece scontenti i pi\u00f9 manifesti borbonici, ed anche dolenti di veder restaurato con mille abusi ed eccessi, il Governo del loro re\u00a0 Francesco 2\u00b0_ ed infine poich\u00e8 la causa pubblica era in tal modo\u00a0 manomessa\u00a0 dopo due giorni pass\u00f2 nelle mani del Sig. Domenico d\u2019Uva-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\u00b0 Verso le ore 24 Italiane del <u>17 ottobre 1860<\/u> alla nuova dello sbandamento in Pettorano, dei Garibaldini del Colonnello Nullo ed al grido ripetuto di all\u2019armi, all\u2019armi, dal suono delle campane a stormo, i contadini armati si rivolsero al <u>massacro<\/u> de\u2019 (seguita da una lettera che potrebbe essere una v-Valorosi ?) Garibaldini, ed il primo a subire quei feroci eccessi fu il Sig. Nicola de Santis di Campobasso. Fu veduto Isidoro Notte, che il primo si rivolse contro de Santis, ch\u2019era a cavallo, e gli vibr\u00f2 un colpo di pietra che spavento quell\u2019animale, mettendolo fuori strada; s\u2019avvicin\u00f2 indi Amodeo Zappitelli, che con la scure che armava lo feriva si fortemente che rovesci\u00f2 de Santis sul collo del suo cavallo; allora Diamante Giancola gli tir\u00f2 altro colpo di scure; e mentre l\u2019infelice de Sanctis non estinto ancora cadeva al suolo, Vincenzo Vecchiarelli gliene vibrava un\u2019ultimo, che lo faceva cadavere- Concorsero a quel fatto Domenico do Francesco Santantuono, Celidonio Giancola, Marino Zappitelli, insieme col padre Amodio, non che Domenico Zappitelli;\u00a0 teneva poi per la briglia, in quell\u2019eccidio, il cavallo di de Sanctis, Fiore d\u2019Uva-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sopraggiunsero dopo quella uccisione Addolorato Vecchiarelli, che strappo violentemente quel cavallo a Fiore d\u2019Uva, menandolo via insieme alla valigia ch\u2019era legata alla sella\u00a0 &#8211; Tutti i pi\u00f9 nominati insieme ad Addolorato Follieri e Matteo di Francesco spogliarono quel cadavere delle monete, dell\u2019orologio, delle pistole, degli abiti, lasciandolo perfettamente denudato-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00b0 Verso le stesse ore 24, presso il villaggio Lemboreto in Castelpetroso, vedeasi fuggire un galantuomo Garibaldino, che era inseguito da due persone, una delle quali armato di scure, cio\u00e8 Giuseppe Ruota, ora morto, e Giovanni Ruoto, e poich\u00e8 questi l\u2019avevano quasi raggiunto per offenderlo, cos\u00ec il medesimo cercava schermirsi con la spada onde non farli avvicinare; ma sopraggiunto in tal momento Innocenzio Armenti fu Domenico, con un colpo di fucile lo rese cadavere- Caduto quel Garibaldino, l\u2019uccisore Armenti, gli tolse la spada e fugg\u00ec- Giovanni Ruoto, dopo aver data un colpo di scure anch\u2019egli a quel Garibaldino, unitamente a Giuseppe Ruoto lo spogliarono di quanto indossava\u2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4\u00b0 Considerando che dopo questi primi due fatti di sangue, quantunque fosse avvanzata la notte, quelle persone riunite, alle grida ed al suono della campana a stormo, comunque vedessero battuti e sparpagliati i Garibaldini, pure non vollero ritirarsi, e pensarono consumare sui medesimi delle grassazioni, come lo provarono poi i fatti, cos\u00ec verso le ore 4 circa della notte, si misero di accordo ed andiedero ad impastare sull\u2019aia della Signora Ferraro ed in altri luoghi vicini, quei Garibaldini che erano messi in rotta nel paese di Pettorano, o che fuggivano da Isernia, tirando da tali siti che soprastavano la strada, molti colpi di fucili, ed attaccandoli colle scure. pietre, mazze ed anche altrimenti, mentre quei sventurati transitavano per quella strada, che mena a Campobasso; e si vide che appena che li uccidevano li denudavano interamente- In tale rincontro furono veduti uniti armati e dirigersi verso quel luogo dell\u2019eccidio la detta notte, non per propri loro detti , ma per fatti posteriori, oltre ai reperti, ed altri indizi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1\u00b0\u00a0 di Francesco Domenico Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2\u00b0\u00a0 Giancola Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3\u00b0\u00a0 Vecchiarelli Vincenzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4\u00b0\u00a0 Vecchiarelli Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5\u00b0\u00a0 di Francesco Matteo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6\u00b0\u00a0 Giancola Celidonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7\u00b0\u00a0 Bertone Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8\u00b0\u00a0 Cifelli Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9\u00b0\u00a0 Cfelli Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10\u00b0 Folliero Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11\u00b0 Forte Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12\u00b0 Giancola Michele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13\u00b0 Giancola Ginesio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14\u00b0 Ruoti Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15\u00b0 Giancola Agostino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16\u00b0 di Francesco Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019alba del di seguente, pi\u00f9 persone vedevano unisi sotto e presso la detta aia Ferrara molti di quei disgraziati Garibaldini, e ne furono contati sino al numero di 33- \u00a0Sulla superfice esterna de\u2019 loro corpi scorgevansi esser essi tutti feriti; indi nel d\u00ec seguente furono essi fatti tutti, per la piet\u00e0 dei buoni, seppellire \u2013 Una generica fu propria anche raccolta-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che nello stesso mattino del giorno 18 Ottobre, essendo stati, nella notte, arrestati circa 16 Garibaldini, e consegnati alla Guardia Urbana di Castelpetroso, comandata da Domenico d\u2019Uva, costui ordin\u00f2, insieme al Sindaco Tommaso Forte, che quelli fossero spediti in Isernia; e perci\u00f2 fatto un\u2019ufficio, fissata la forza che dovea accompagnarli, furono ligati, a quel che pare dalle stesse autorit\u00e0 e mandati per la via di Carpinone, credendosi essere la pi\u00f9 sicura onde farli giungere senza pericolo\u00a0 al loro destino, mentre udivasi un tirar frequente di colpi di fucilate dalla strada di Pettorano \u2013 In effetti Raccomandata alla scorta la massima avvedutezza, il Sindaco Forte disse a quelle guide che fossero andate dritto per la via di Carpinone, senza fermarsi, usando attenzione onde non fare pericolare quella gente- Cos\u00ec essi usciti da Castelpetroso, con molto ordine, se non con tranquillit\u00e0, si diressero verso Carpinone, ove giunti, e propriamente presso il villaggio Limpudi, una massa di popolo, di pi\u00f9 centinaia di persone, si rivolsero contro la custodia di quei garibaldini, alla quale con minacce, e gridando che avrebbe dovuto uccider coloro, invece di trasportarli in Isernia, presero quei miseri ed a furia di popolo furono massacrati, restandone soltanto due salvi, che si allontanarono immantincuti da quel luogo\u2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai testimoni presenti al fatto non si \u00e8 potuto aver elemento specifico di quell\u2019avvenimento, n\u00e8 si \u00e8 indicata alcuna persona responsabile di qualche speciale uccisione-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5\u00b0\u00a0 Coinsiderando che nello stesso giorno 18 Ottobre, alla Cappella di S. Giuseppe presso il Camposanto, poco fuori l\u2019abitato di Castelpetroso, fu veduto seduto, sopra un sasso, un galantuomo ch\u2019era ferito alla testa, il quale nei suoi dolori, lamentava anche languire della fame, dicendo di esser digiuno da tre giorni; a ci\u00f2 una donna cerc\u00f2 dargli soccorso, somministrandogli qualche ella potette-\u00a0 Mentre tanta piet\u00e0 e cuore mastr\u00f2 quella buona contadina pubblicamente verso l\u2019ignoto galantuomo, videsi dall\u2019altro lato giungere Domenico di Francesco Santantuono, che portava, con altri paesani, tutti armati, tre arrestati, cio\u00e8 il Sacerdote Rizzi, che il de Francesco consegn\u00f2 al Sig. Domenico d\u2019Uva, e gli altri due catturati, lo stesso li faceva custodire dai suoi compagni, dovendosi benanche spedire in Isernia \u2013 Avendo per\u00f2 il detto de Francesco Santantuono scorto il galantuomo Garibaldino, ivi seduto, gl\u2019impose di alzarsi ed unirsi agli altri, e bench\u00e8 il disgraziato nol potesse, perch\u00e8 anche ferito alla gamba, pure a stento l\u2019ubbidiva, e sia perch\u00e8 l\u2019offendesse il vedere andare a rilento i suoi ordini, sia che non volesse alla domanda, che il de Francesco gli faceva, dire chi Viva?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In vece di rispondere, per contentarlo, Viva Francesco 2\u00b0, dicea, Vittorio Emanuele, esso di Francesco lo spinse allora sopra una macerie, e precipitandolo nel sottoposto territorio, gli scaric\u00f2 un colpo di fucile nel petto, che lo rese\u00a0\u00a0 imenautineuti imenantinenti ? cadavere \u2013 L\u2019uuciso era il Sig. Salvatore Caropreso, medico di Sparanise, che perseguitato e ferito erasi nascosto, col favor della notte, fra le rocce, ma che nel mattino essendo stato dal de Francesco scorto, fu in quel modo barbaramente sacrificato&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che dall\u2019insieme de\u2019 sopracennati fatti e dalle rubriche rilevansi ben chiare due imputabilit\u00e0 a carico dei colkpevoli, cio\u00e8, quella di reato politico, e l\u2019altra de\u2019 reati comuni conseguenza del primo, e dei soli reati comuni;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando benanche che i fatti medesimi avvennero nell\u2019ottobre del 1860, e che sul susseguente indulto del 17 Novembre 1863, i colpevoli de\u2019 soli reati politici, non possono essere accusati, e perci\u00f2 l\u2019esame va guidato da questo duplice criterio legale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consideraando per\u00f2 che deve precedere a questa distinzione d\u2019imputabilit\u00e0, lo esame di sussistenza e valore della pruova raccolta sul conto de\u2019 prevenuti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che insufficienti si presentano\u00a0 gl\u2019indizi pei fatti del 6 e 7 Ottobre 1860 a carico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di\u00a0 <strong>Armento Cosmo<\/strong> fu Pasquale, il quale verrebbe colpito\u00a0 dalle sole dichiarazioni de\u2019 fratelli Ettore ed Ernesto Forte, che lo indicherebbero tra i seguaci dello zio Armenti Giacomo quando procedette al loro arresto senza che i detti di quest\u2019interessati si vedessero avvalorati da altri elementi di part\u2019alcuna, ed in vece i testimoni depongono che il medesimo non prese parte veruna ai fatti criminosi, di che \u00e8 proposito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>D\u2019Uva Cosmo<\/strong> alias conocchia, il quale si trava (trova) nelle stesse condizioni del precedente, val dire colpito dalle identiche dichiarazioni de\u2019 fratelli Forte, che rimangono non pure isolate, ma indebolite dalle deposizioni favorevoli de\u2019 o di testimoni;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Zappitelli Carmine<\/strong> di Amodeo, il quale \u00e8 indicato tra quelli che presero parte alla uccisione di Nicola de Santis dal testimone Pio Michele Messere e dal correo Addolorato Follieri- Ma il Messere mentre colle citate sue prime dichiarazioni lo dice presente ed assistente suo padre Amodeo nella uccisione del de Santis colle ultime poi non lo nomina presente ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime indicazioni di questo testimone come quelle del correo Folliero prendono altronde ogni valore a fronte della deposizione del testimone di veduta Antonio Forte, che attribuisce agli altri figli di Amodeo, Marino e Domenico, la compartecipazione al reato, escludendone il Carmine cui anche la voce pubblica nulla ha addebitato secondo le assicurazioni del testimone fol. 62, v. 3\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Cicchino Andrea<\/strong> di Matteo, il quale a dettode\u2019 testimoni fol. 116 v. 1\u00b0 e 91. 122 e 123 vol. 2\u00b0, avrebbe solamente preteso da Martino Forte un cavallo ferito, che costui avea recato in propria casa la sera del 17 ottobre; dicendo di averlo guadagnato egli nel conflitto con un colpo di fucile- Ma nessun testimone offre il processo che gli opponesse fatti di compartecipazione a quella scena di sangue \u2013 Ed \u00e8 verosimile la sua confessione di aver preso parte al conflitto fosse non vera e determinata dal solo fine di profitto, onde ottenere cio\u00e8 il cavallo che trovasi in possesso del Forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>\u00a0Cifelli Felice<\/strong> di Nicola, il quale sarebbe indiziato dalla voce pubblica di aver preso parte al massacro, e segnatamente d\u2019aver ucciso e depredato due garibaldini veneziani in carrozza, ma non sorretta da alcun altro elemento positivo e ocncreto \u2013 Il padre di lui Nicola avrebbe lasciato intendere la stessa cosa, ma avrebbe parlato in genere de\u2019 suoi figli senza individuarli \u2013 A questi scarsi e remoti indizi fan poi contrasto le dichiarazioni di testimoni, i quali assicurano che l\u2019imputato era infermo il 17 ottobre, si ritir\u00f2 in casa febbricitante, e il primo di essi lo vide in camicia affacciato alla finestra, e disse che tutti fuggivano ed egli era rimasto, perch\u00e8 malato \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di\u00a0 di <strong>Francesco Rosario<\/strong> fu Massimiliano, il quale, a dire del solo testimone, discorrendo dalla finestra con Amodeo Zappitello avrebbe manifestato di aver avuto una borsa di danaro, ed inoltre avrebbe condotto un garibaldino prigioniero minacciandolo sempre di morte, dichiarazione che per essere unica ed anche di un merito poco rilevante non potrebbe servire di sostrato ad una pronunciazione di accusa in una materia cos\u00ec grave \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Giancola Giuseppe<\/strong> fu Donatantonio, il quale a prescindere che indicato dal testimone Pio Michele Messere tra quelli che sparavano fucilate all\u2019uccisione di de Santis, e dal testimone tra quelli che sotto l\u2019arco di Antonio di Francesco in aguato spararono ai garibaldini, non vedrebbesi poi nominato dallo stesso Messere nell\u2019ultima dichiarazione, e tanto meno da Antonio Forte per detto di cui il citato testimone lo avrebbe indiziato, sarebbe stato scambiato con altro Giancola Giuseppe di Domnenicantonio gi\u00e0 trapassati \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Ruoto Giuseppe<\/strong> fu Filippo, il quale indiziato nella prima dichiarazione di Pio Michele Messere per uno di quelli che sparavano fucilate nell\u2019atto della uccisione di de Santis, verrebbe poi escluso nell\u2019ultima \u2013 Sul conto di questo imputato ci ha solo di vero che pose sull\u2019asino di Michele Giancola il medico di Sparanise ferito per condurlo al paese, che poscia giunto avanti il camposanto di Castelpetroso venne crudelmente ucciso con un colpo di fucile da Domenico di Francesco Santantuono, e gli apprest\u00f2 pure una camicia per sollevarlo. Ma questo fatto lungi di costituire un reato, presenta piuttosto i caratteri di un\u2019opera pia, dacche diretta a salvare e soccorrere quel disgraziato, o almeno non \u00e8 lecito di supporre un reo in difetto di ogni elemento contrario alle apparenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di\u00a0 di <strong>Francesco Alessio<\/strong> di Amodeo, il quale verrebbe indicato da unica testimonianza fol 15 \/. Vol:1\u00b0 (potrebbe essere fol 151) tra quelli che arrestavano i garibaldini, muniti di sola mazza, e favorito altronde dalla pubblica voce, che nulla gli addebiterebbe \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Notte Addolorato<\/strong> fu Cassiano, il quale non solo non \u00e8 colpito da alcun elemento di reit\u00e0,, ma \u00e8 soccorso da favorevoli dichiarazioni di pubblica voce \u2013 Egli si present\u00f2 spontaneo al giudice istruttore del processo, protest\u00f2 la sua innocenza e fu lasciato libero \u2013 Disse che recandosi in campagna il mattino del 18 ottobre vide molta gente presso il molino (o malino), si avvicin\u00f2 e si scorse un garibaldino nudo che chiedeva piet\u00e0, quindi and\u00f2 via. V\u00e8 testimone ci ha che contraddica a queste sue manifestazioni o che gli apponga alcun fatto criminoso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Tommaso Forte<\/strong>, che come Sindaco di Castelpetroso, gli si attribuisce di aver dato eccitamento non solo, ma anche fornito dei mezzi per commettere contro i garibaldini, dei reati comuni colla loro uccisione o massacro, nonch\u00e8 colle depredazioni che in effetto furono su di essi commesse \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma si rileva che, oltre alla inverosimiglianza dell\u2019appunto non vi \u00e8 che un unico testimone che dice di aver inteso da due , di essere stati essi dal Sig. Forte muniti di armi, ma sta in fatto, che questi due non sorreggono quell\u2019appunto \u2013 Vi \u00e8 un testimone che dichiara aver Forte fornita la scure ad un milite, che doveva accompagnare i Garibaldini in Isernia; questo fatto posterebbe primamente che tal pruova fa parte del reato politico, in secondo luogo escluda ch\u2019egli armasse quel milite perch\u00e8 commettesse contro dei Garibaldini dei reati comuni, ma per iscortarli soltanto \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Cifelli Arsenio<\/strong>, non potendo far peso in pregiudizio di lui le dichiarazione relative alla jattanza o iattanza ( la i si assomiglia pi\u00f9 ad una j) menata dal padre Nicola di aver ucciso coi figli molti Garibaldini \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Cifelli Nicolangelo<\/strong> non essendo bastevole indizio si per omicidio, come per depredazzioni, il reperto di alcune armi ed oggetti nella sua casa \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>D\u2019Uva Giovanni<\/strong>, non potendosi far conto di coloro che gli attribuisce di aver ferito un\u2019individuo della nazione, che poi ritratt\u00f2, o per una semplice voce pubblica di aver depredato due Garibaldini \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Folliero Giovanni<\/strong> per gli omicidi di due Garibaldini, detti dal testimone Giancola Angelo, nel qual reato chiamerebbe autori anche il padre Nicola ed un fratello-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Forte Pietro e di Tamburo Giovanni<\/strong> per un unico deposto che li nominava per detto di Antonio Forte, di essere stato in aguato alla uccisione de\u2019 garibaldini all\u2019arco del detto di Francesco. Ma chiamato costui l\u2019autore di tal voce, \u00e8 stato negativo. Non \u00e8 sufficiente neanche la pruova della depredazione della camicia del garibaldino e del seppellimento \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Giancola Addolorato<\/strong>, indicato sparatore da Messere nell\u2019omicidio di de Santis, che nella seconda dichiarazione non pi\u00f9 lo nomina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di<strong> Giancola Giovanni<\/strong> di Nicola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Tamburo Domenico<\/strong>, essendo le sole voci che li nominano inverosimili e contradditori non possono fare alcun peso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Orfano Beniamino<\/strong>, poich\u00e8, l\u2019avea quegli detto, vedendo un garibaldino: non avete ancora ucciso sto fottuto in culo \u201c tenendo nelle mani il fucile presso il Camposanto, avendo fatto scendere lo stesso da un\u2019albero, lo arrest\u00f2, e lo spe\u00ec in Isernia seza fargli pe\u00f2 alcuna violenza \u2013 Questo era il medico Caropreso, che poi di Francesco uccise, per suo brutale impulso; quelle voci e quel fatto non sono sufficienti per accusarlo, e per diffinire un reato \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E di <strong>De Francesco Domenico<\/strong> di Giovanni per equivoche indicazioni di altro dello stesso nome, e per mancanza di paternit\u00e0 nell\u2019 indicazione dei fatti e delle pruove \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non che di <strong>Forte Martino<\/strong>, il quale ha qualche vaga testimonianza che gli addebita averlo veduto con un sacco di Garibaldino; altri di averlo veduto nel luogo dell\u2019omicidio di de Santis, ma questi ed altri remoti indizi non possono permettere di accusarlo-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che i fatti attribuiti agli individui qui sotto segnati costituiscono l\u2019attentato avente per oggetto di cambiare e distruggere la forma del governo, consumato con l\u2019attentato contro la libert\u00e0 individuale, gli arresti, le voci ed altro, che in uno costituiscono il detto reato politico; e come fu questo consumato nel giorno 6 ottobre 1860, perci\u00f2 la imputazione va compresa e coverta dalla Sovrana Indulgenza del 17 \u00a0Novembre, sul conto di <strong>Armento<\/strong> <strong>Giacomo<\/strong> ed i suoi seguaci, <strong>Armento<\/strong> <strong>Fiore<\/strong>, <strong>Cifelli<\/strong> <strong>Felice<\/strong>, <strong>D\u2019Uva Nicola, Martelli Angelo, Orfano Giovanni, Cifelli Arsenio, Cifelli Nicolangelo e D\u2019Uva Giovanni \u2013 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della stessa Sovrana Indulgenza fruiscono i qui sotto notati,pei fatti dell\u2019attentato per cangiare la forma del governo commesso nel d\u00ec 17 a 18 Ottobre 1860 consumati col suono delle campane, l\u2019attacco alla forza, non che alla libert\u00e0 individuale dei garibaldini, reati che veggonsi a carico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Follieri Giovanni,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Forte Pietro,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Giancola Addolorato,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Giancola Giovanni di Nicola,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Orfano Beniamino,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Tamburro Giovanni,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Tamburro Domenico,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Salzillo Teodoro,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Ciello Michele,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 D\u2019Uva Domenico,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Di Francesco Domenico di Giovanni,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Notte Pasquale,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Palumbo Nicola,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Vacca Michele,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Biondi Girolamo,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Cicchino Nicolangelo,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Tamburo Nicola,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c\u00a0\u00a0 Forte Martino,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e come essi non smodarono dai confini di questo reato politico, \u00e8 debito di far loro godere di tal benefizio \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosi deve usofruirne anche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Tommaso<\/strong>, Sindaco di Castelpetroso, poich\u00e8 tutti gli atti che gli si attribuivano, tolti gi\u00e0 quelli pei quali si \u00e8 dichiarata la insufficienza di pruova, i rimanenti, cio\u00e8 l\u2019aver ordinato il suonare delle campane a stormo, l\u2019aver fatto ligare i garibaldini, l\u2019averli mandati arresstati, e aver data l\u2019arma per iscortarli, non sono che gli elementi componenti la consumazione dell\u2019attentato, per cambiare la forma del governo, reato tutt\u2019affatto politico \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I\u00b0<\/strong>\u201d(sotto) <strong>\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando, che \u00e8 indubitato, essersi commesso, per consenso della reazione d\u2019Isernia nella sera del 17 ed il 18 Ottobre 1860 un\u2019attentato in Castelpetroso per distruggere la forma del governo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consoderando che sufficienti indizi veggon si raccolti contro di qui sotto notati individui pel detto attentato nello scopo di restaurare sul trono Francesco 2\u00b0, e ci\u00f2 con le grida reiterate di all\u2019armi, col suono delle campane a raccolta, col presentarsi armati sulla piazza e nelle vicinanze del paese chi con fucili, chi con scuri, chi con picche, ed altro istrumento, riunendosi col proponimento di mettere in rotta i garibaldini, reduci da Isernia \u2013 Un gran corredo di testimoni di veduta li indic\u00f2 componenti la massa che grid\u00f2 e che d\u2019accordo con altri si diedero a quella persecuzione, ed in effetti molti essi ne catturarono e misero arrestati, cocorrendo al detto attentato, fra gli altri,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Armenti Innocenzio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Domenico fu Antonio alias Santantuono,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Notte Isidoro,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Amodeo,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Marino,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Diamante,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>d\u2019Uva Fiore,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Vincenzo,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Addolorato,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Domenico,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fallieri Addolorato,\u00a0\u00a0\u00a0 1<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Francesco Matteo,\u00a0 1 indicati tra parentesi graffa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bertone Domenico,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Giovanni,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Nicola,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Folliero Nicola,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Carmine,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Celidone,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Michele,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Ginesio,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ruoto Giovanni,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Agostino,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Francesco Diamante.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I quali da un cumulo di testimoni furon veduti prender parte nell\u2019attentato medesimo. Ed i fatti concomitanti e posteriori, che provano i reati comuni ad essi addebitati, avvalorano anche il reato politico in esame \u2013 E come questo si commettea da essi, coi reati comuni, cos\u00ec vengono gli stessi esclusi dal benefizio della Sovrana indulgenza \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>II\u00b0<\/strong> Considerando che son sufficientemente indiziati per l\u2019omicidio consumato la sera del 17 Ottobre 1860, nella persona del Signor Nicola de Santis i sopra cennati imputati d\u2019<strong>Uva Fiore<\/strong>, che trattenne il cavallo;\u00a0 <strong>Notte Isidoro<\/strong>, che lanci\u00f2 le pietre; <strong>Zappitelli Amadio<\/strong>, che vibr\u00f2 un colpo di scure,<strong> Giancola Diamante<\/strong>, fece lo stesso, e <strong>Vecchiarelli Vincenzo<\/strong> anch\u2019esso con la sua scure lo sacrificava. Furon anche veduti concorrere con essi, in quel fatto, <strong>di Francesco Domenico alias Santantuono,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Celidonio,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Marino, e<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Domenico \u2013<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che v\u2019\u00e8 aanche una pruova di veduta contro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Addolorato<\/strong>, che depred\u00f2il cavallo e la valigia del de Santis;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">vi sono indizi sufficienti del pari contro tutti i nominati e contro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Folliero Addolorato e<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Matteo<\/strong>, che depredarono quel misero del danaro, orologio (si legge aralogio), pistole ed il suo completo abito. Ed oltre a tali pruove di veduta, vi sono ancora le loro confessioni estragiudiziali \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>III\u00b0<\/strong> Considerando che contro <strong>d\u2019Armento Innocenzo<\/strong> il quale tir\u00f2 ed uccise con un colpo di fucile un garibaldino appropriandosi tosto della di lui spada, sufficienti sono gl\u2019indizi raccolti negli atti, anche per suo detto stragiudiziale; non ch\u00e8 contro <strong>di Ruoto Giovanni<\/strong>, il primo aggrediva quel disgraziato, e che in ultimo dopo essere stato ucciso lo depredava di tutte le sue vestimenta \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consideranco che quel reato si commettea dietro l\u2019avvenuto attentato, e nel momento, che ferveva la sedizione, perci\u00f2 non pu\u00f2 dirsi senza causa, e ritenersi l\u2019aggravante della brutale malvagit\u00e0 \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IV\u00b0<\/strong>\u00a0 Considerando che sufficienti indizi veggonsi raccolti contro di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Domenico Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Vincenzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Matteo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Calcedonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bertone Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Folliero Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Michele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Ginesio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ruota Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Agostino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pei reati di uccisione di oltre trenta Garibaldini fuori Castelpetroso presso l\u2019aia della Signora Ferrara e luoghi adiacenti nella notte del 17 a 18 Ottobre 1860, aspettandoli, dietro concerto, al passaggio, mentre fuggivano, e ci\u00f2 per depredarli di quanto possedeano, il che d\u00e0 luogo alla diffinizione di grassazioni accompagnati da omicidio, poich\u00e8 accordando loro anche l\u2019odio politico, vedesi manifesto che li movea il furto svelato dallo stato di denudamento generale di quei miseri e la uccisione per essi necessaria, dall\u2019essere i garibaldini armati \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che se tutti i sunnotati imputati agirono, e concorsero dietro concerto ed armati nei siti convenuti e restarono in aguato, facilitandosi ed aiutandosi l\u2019un l\u2019altro nelle perpetrazioni di quei reati, sono essi perci\u00f2 tenuti come complici tutti, nelle grassazioni con omicidi consumati nelle persone di 33 garibaldini \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che per la uccisione de\u2019 garibaldini arrestati in Castelpetroso, e poi massacrati dalla popolazione di Carpinone non si potette notare alcun individuo, essendo gli aggressori al numero di pi\u00f9 centinaia: ne offrendo la istruzione in esame, alcun nome\u00a0 de\u2019 rubricati, non potendosi ritenere per tal carico la sola voce pubblica, che qualche testimone ha ventilata, essendo ogni altro indizio pi\u00f9 che vago sospetto, un\u2019argomentazione di reit\u00e0 \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V\u00b0<\/strong>\u00a0\u00a0 Considerando che di Francesco Domenico alias Santantuono, ha contro di lui gravi indizi di reit\u00e0, per l\u2019omicidio da lui consumato, nella persona del Signor Salvatore Caropreso, medico di Sparanise; poich\u00e8 vi sono testimoni di veduta, che furono presenti a tutto il fatto, del quale resta di Francesco responsabile \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che quel reato fu meramente volontario, ed in seguito del reato di sedizione \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visti gli articoli 424, 426, 427, codice di procedura penale \u2013 131 n\u00b0: 3\u00b0 136 codice penale; e l\u2019indulto del 17 Novembre 1863;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dichiara<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non darsi luogo a procedimento penale per insufficiena di indizi, per tutti i carichi loro attribuiti, cio\u00e8 di attentato politico di attentato alla libert\u00e0 individuale de <strong>Fratelli Forte e Ferrara<\/strong>, di omicidio e depredazione, e complicit\u00e0 negli omicidi e depredazioni di diversi garibaldini: e di attentato alla libert\u00e0 individuale de\u2019 medesimi sul conto di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Armento Cosimo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D\u2019Uva Cosimo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cicchino Andrea<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Felice<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Rosario<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Giuseppe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ruoto Giuseppe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Alessio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Notte Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Tommaso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Arsenio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Nicolangelo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D\u2019Uva Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Foliero Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Pietro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tamburo Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Orfano Beniamino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tamburo Giovanni di Giuseppe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Domenico di Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Martino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Dichiara<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non farsi luogo a procedimento, per l\u2019applicazione dell\u2019Indulto Sovrano del 17 Novembre 1863 contro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Armento Giacomo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Armento Fiore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Felice<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D\u2019Uva Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Martello Angelo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Orfano Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Arsenio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Nicolangelo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>d\u2019Uva Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Follieri Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Pietro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Orfano Beniamino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tamburo Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tamburo Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Salzillo Teodoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ciello Michele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D\u2019Uva Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Domenico di Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Notte Pasquale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Palumbo Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vacca Michele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biondi Girolamo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cecchini Nicolangelo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tamburo Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Tommaso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ordina che sieno escarcerati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Armenti Giacomo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Nicolangelo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tamburo Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte\u00a0 Martino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Orfano Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Giuseppe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tamburo Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ciello Michele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ove non siano per altra causa detenuti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pronunzis l\u2019accusa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\u00b0 Di attentato avente per oggetto di cambiare e distruggere la forma del Governo, e portare la strage contro una classe di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Armento Inocenzio\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \/\/\u00a0 doppia segnatura<\/strong><\/li>\n<li><strong>Di Francesco Domenico fu Antonio alias Santantuono\u00a0 1\u00b0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201c<\/strong><\/li>\n<li><strong>Notte Isidoro<\/strong><\/li>\n<li><strong>Zappitelli Amadio\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2\u00b0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201c<\/strong><\/li>\n<li><strong>Zappitelli Marino<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Diamante\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a03\u00b0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201c<\/strong><\/li>\n<li><strong>d\u2019Uva Fiore\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4\u00b0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201c<\/strong><\/li>\n<li><strong>Vecchiarelli Vincenzo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 5\u00b0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201c<\/strong><\/li>\n<li><strong>Vecchiarelli Addolorato<\/strong><\/li>\n<li><strong>Zappitelli Domenico<\/strong><\/li>\n<li><strong>Folieri Addolorato<\/strong><\/li>\n<li><strong>De Francesco Matteo<\/strong><\/li>\n<li><strong>Bertone Domenico<\/strong><\/li>\n<li><strong>Cifelli Giovanni<\/strong><\/li>\n<li><strong>Cifelli Nicola<\/strong><\/li>\n<li><strong>Folliero Nicola<\/strong><\/li>\n<li><strong>Forte Carmine<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Celidonio<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Michele<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Ginesio<\/strong><\/li>\n<li><strong>Giancola Agostino<\/strong><\/li>\n<li><strong>Ruota Giovanni<\/strong><\/li>\n<li><strong>di Francesco Diamante<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">per avere nei giorni 6 e 7 ottobre 1860, nel Comune di Castelpetroso con voci sediziose di <strong>Viva Francesco 2\u00b0<\/strong>. disarma la Guardia Nazionale organizzandovi la guardua urbana; ed indi nei giorni 17 e 18 detto mese, suonando le campane a stormo, uniti tutti i cittadini e data la caccia ai liberali e Garibaldini, arrestandoli ove li trovavano \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli art. 156 e 157 cod.pen le :(in alto)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\u00b0 \u201c(apici in basso) Di omicidio volontario in seguito di sedizione, nonch\u00e8 di furto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1\u00b0\u00a0 D\u2019Uva Fiore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Notte Isidoro<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Zappitelli Amadio <\/strong>contrassegnati a matita<\/li>\n<li><strong>Giancola Diamante<\/strong><\/li>\n<li><strong>Vecchiarelli Vincenzo<\/strong><\/li>\n<li><strong>Di Francesco Domenico alias Santantuono<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Celidonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Marino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per avere nella sera del 17 Ottobre 1860, presso Castelpetroso, durante l\u2019attentato, ivi consumato, meno gli ultimi tre, aggredito, con animo di uccidere, il Signor Nicola de Santis, il quale si allontanava a cavallo da quel paese, e con colpi di pietra e scuri lo resero cadavere. Indi tutti lo derubarono del cavallo, della valigia, dell\u2019arinolo (o dell\u2019ariuolo), delle pistole, e delle vesti, che indossava, del valore in tutto di oltre a cinquecento Lire \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli art. 168 . 534.alinea 606 codice penale \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00b0 Di omicidio volontario in seguito di sedizione non che di furto \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Armento Innocenzo e<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ruoto Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per avere nella sera del 17 Ottobre 1860, presso Castelpetroso durante l\u2019attentato ivi consumato, il di <strong>Ruota<\/strong> aggredito un garibaldino, che fuggendo si difendeva dai colpi di scure che quello gli tirava; mentre <strong>l\u2019Armento<\/strong> con un colpo di fucile uccise il detto garibaldino; ed indi entrabo depredato lo stesso della spada e delle vestimenta che indossava-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli art. 168.534 alinea \u00a0e 606 codice penale-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4\u00b0 Di complicit\u00e0 in grassazione accompagnata da omicidi, in seguito di sedizione,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Domenico Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Vincenzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Matteo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Celidonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bertone Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Folliero Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Michele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Ginesio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ruota Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Agostino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per avere nella notte del 17 al 18 Ottobre 1860, fuori Castelpetroso presso l\u2019aia della Signoira Ferrara, dietro concerto fra essi, atteso armati al passaggio i garibaldini sbandati, nello scopo di depredarli ed ucciderli, ed in effetti scientemente si aiutarono e facilitarono gli uni cogli altri nell\u2019uccisione di 33. di detti Garibaldini, che depredarono di ci\u00f2, che avevano, lasciandoli sulla via morti, e completamente nudi \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli art. 168. 596.597 n\u00b0 1 e 103 codice penale \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dichiara non farsi luogo a procedimento contro tutti gl\u2019imputati per le uccisioni dei Garibaldini arrestati e spediti da Castelpetroso in Isernia avvenute presso Carpinone il di 18. Ottobre 1860 \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5\u00b0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>\u00a0\u00a0Pronunzia l\u2019accusa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di omicidio volontario in seguito di sedizione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Francesco Domenico alias Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per avere nel d\u00ec 18 Ottobre 1860, dopo l\u2019attentato consumato in Castelpetroso, presso la Cappella\u00a0 S. Giuseppe al Camposanto, ucciso con un colpo di fucile, il medico Sig. Salvatore Caropreso garibaldino, il quale all\u2019invito avuto di dire Viva Francesco 2\u00b0, rispose Viva Vittorio Emmanuele, fu precipitato in un vallone ed ivi fucilato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli art: 168 e 534 alinea codice penale \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6\u00b0 Di recidiva Contro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bordone Domenico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai termini degli art. 118 e seguente del codice penale \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Li rinvia alla Corte di Assise del Circolo di Campobasso \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rilascia ordinanza di cattura, che sar\u00e0 qui in seguito inserita,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Armenti Innocenzio\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>\u00a0(\u00a0 o Armento dato che la lettera finale potrebbe essere sia una o che una i )<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Matteo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Celidonio\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Michele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Ginesio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ordina che tutti gli accustati siano tradotti nelle carceri giudiziarie di detta Citt\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ordinanza di cattura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In nome di Sua Maest\u00e0 Vittorio Emanuele Secondo per la grazia di Dio, e per volont\u00e0 della Nazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Re d\u2019Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte di Appello di Napoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sezione di accusa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visto il processo sul conto di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1\u00b0 Armento Innocenzio di Domenico di anni 42 di Castelpetroso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2\u00b0 Di Francesco Matteo fu Cosmo di anni 31 di Castelpetroso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3\u00b0 Giancola Celidonio fu Gennaro di anni 58 di Castelpetroso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4\u00b0 Cifelli Giovanni di Giuseppe di anni 31 di Castelpetroso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5\u00b0 Forte Carmine di Felice di anni 40 di Castelpetroso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6\u00b0 Giancola Michele fu Cassiodoro di anni 32 di Castelpetroso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7\u00b0 Giancola Ginesio fu Pasquale di anni 48 di Castelpetroso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8\u00b0 Di Francesco Diamante, di Benedetto di anni 23 di Castelpetroso<\/strong> \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal quale risultano i seguenti fatti \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i sunnominati con altri molti nei giorni sei, e sette Ottobre 1860 in Castelpetroso, con voci sediziose di Viva Francesco Secondo disarmavano la Guardia Nazionale, organizzandovi quella Urbana, e nel 17 e 18 Ottobre detto mese suonavano le campane a stormo, ed uniti tutti i cittadini davano la caccia ai liberali e Garibaldini, arrestandoli ove li trovavano. Reato preveduto dagli articoli 156 e 157 del Codice penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 3\u00b0 con altri nella sera del 17 ottobre 1860 presso Castelpetroso, dirante o durante l\u2019attentato ivi consumato aggredivano con animo di uccidere Nicola De Santis rendendolo cadavere a colpi di pietre e scure nel mentre si appartava a cavallo da quel paese. Indi lo derubavano del cavallo, delle pistole, e delle vesti che indossava, del valore in tutto oltre le 900? o un otto non completato Lire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli articoli 168 e 534 alinea, e 606? Del codice penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1\u00b0 con altro nella sera del 17 ottobre 1860 presso Castelpetroso, Giovanni di Ruota, altro accusato aggrediva un Garibaldino che difendevasi dai colpi di scure fuggendo gli venivano tirati, nel mento e che il primo, cio\u00e8 Armento, l\u2019uccideva con un colpo di fucile, ed entrambo lo depredavano della spada, e vestimenta che indossava reato preveduto dagli articoli 168 e 534 alinea, e 606 cod. penale-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2\u00b0 3\u00b0 4\u00b0 5\u00b0 6\u00b0 7\u00b0 e 8\u00b0 con altri nella notte del 17 e 18 Ottobre 1860 fuori Castelpetroso presso l\u2019aia della Signora Ferrara, dietro concerto fra essi, attesero armati al passaggio dei sbandati Garibaldini, aiutandosi e facilitandosi scambievolmente nella uccisione di trentatre di detti Garibaldini, depredandoli di quanto avevano, lasciandoli morti e completamente nudi sulla via-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli articoli 168 596 e 597 num\u00b0 1\u00b0 e 103 del Codice penale \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ordina ad ogni depositario della forza pubblica di catturare e tradurre nelle carceri di Campobasso i sunnominati prevenuti perch\u00e8 accusati \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti \u2013 Di attentato avente per oggetto di cambiare, e distruggere la forma del Governo, e portare la strage contro un\u00a0 classe di persone \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 3\u00b0 DI omicidio volontario in seguito di sedizione, nonch\u00e8 di furto in persona e danno di Nicola de Santis \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1\u00b0 Di omicidio volontario in seguito di sedizione, nonch\u00e8 di furto in persona e danno di un Garibaldino \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2\u00b0: 3\u00b0: 4\u00b0: 5\u00b0: 6\u00b0: 7\u00b0: e 8\u00b0 Di complicit\u00e0 in grassazioni, accompagnata da omicidi , in seguito di sedizione, in persona ed a danno di trentatre Garibaldini &#8212;-\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Con parola aggiunta sei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Manca la sottoscrizione del<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consigl. Sig. Martinelli assente\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C. Longo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">dalla Sezione per le ferie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giaccari\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A Lauria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">F?<strong>\u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong>Cannavina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capuano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giaccari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 IL PROCURATORE GENERALE DEL RE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presso <\/strong><strong>la Corte<\/strong><strong> di Appello di Napoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In esecuzione della sentenza del di 6 Agosto 64. presenta la seguente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accusa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le scene di sangue perpetrate in Isernia che occuperanno pel tempo avvenire una pagina luttuosissima nella nostra istoria, portavano gravissime conseguenze nei paesi adiacenti nei giorni 6 ed 11 a 18 Ottobre 60; ed il grido della vendetta suscitata in Isernia si diffondeva nelle altre parti, come dalla onde sonore vien portata via la voce ripercossa. Pettoranosi ebbe i suoi avvenimenti di sangue, come se o si li ebbe Castelpetroiso, episodi della reazione principale che diramando le loro forze nei circostanti paesi presentarono fatti di partito, e vendette, stragi brutali,ed in particolar modo la depredazione ca\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ata (causata) come al solito dalla plebe bisognosa \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo in esame riflette i crimini consumati in Castelpetroso da\u2019 quali pu\u00f2 agevolmente ricavarsi l\u2019atrocit\u00e0 di essi, merc\u00e8 la esposizione dei fatti seguenti-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reduce da Isernia certo Giacomo Armenti nel di 6 Ottobre con illimitati poteri conferitigli dal suo capriccio, si spacciava portatore di <u>carta bianca<\/u>, e con tali illusorie dicerie iniziava la riproduzione dei fatti dolorosi d\u2019Isernia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli avea la gloria se gloria pur si potesse chiamare tale svergognata impresa d\u2019inaugurare in Castelpetroso sua patria la reazione raccogliendo una mano di facinorosi e da questi seguito scorrazzava le vie del paese mettendole in subuglio col grido di <u>viva Francesco 2\u00b0<\/u>. Queste preliminari operazioni foriere di dolorosi successi venivano eseguite col disarmo della milizia cittadina a solo scopo di armare i tumultuanti seguaci. Coloro che occupavano uffizii municipali venivano immantimenti rimossi dal dispotico Armenti con la sostituzione dei suoi; e la carica di Sindaco veniva occupata dall\u2019indiziato Nicola Palumbo. Ernesto ed Ettore Forte, ed Annibale Paolella eran fatti segni all\u2019odio dello Armenti:questi scontavano la loro ardita resistenza con la detenzione di un giorno. Ad ovviare ulteriori eccessi gi\u00e0 con le minacceiniziati; una commissione composta dai notabili del paese recavasi in Isernia per invocare dall\u2019Autorit\u00e0 Militare il necessario soccorso. Si fu allora che il Sarsi Maggiore Borbonico affidava a Domenico D\u2019Uva \/ uno dei componenti commissione sudetta\/ il Comando della guardia di Castelpetroso, e gli ordini per la cattura dello Armenti, come venne eseguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo arresto dello Armenti produceva la calma a tanta tempesta; ma questa calma veniva interamente a scomparire nel giorno 17 del mese stesso. Una infausta voce di una rotta toccata alla colonna dei Garibaldini sotto la direzione del prode Colonnello Nullo \/ presso il vicino paese di Pettorano \/ ingenerava lo allarme negli animi dei contadini di Castelpetroso, i quali animati dal suono delle campane a stormo, si fornivano tosto di fucili, scure, e di altri strumenti rurali, e cacciatisi animosi sulla via consolare provveniente da Pettorano; prendevano la posta per inveire contro i sbandati Garibaldini, che dispersi cervavano con la fuga la loro salvezza. Alla pi\u00f9 parte dei miseri Garibaldini tocco la mala ventura di cadere sotto gli artigli di quella massa anelante di rapina, e di ferocia. Alcuni furon tutti posti a morte, e spogliati di quanto era in loro potere sino delle vestimenta. Altri capitati in mano di uomini men tristi vennero solo catturati, e disarmati. I medesimi per\u00f2 non furono pi\u00f9 avventurati dei precedenti: per essi era gi\u00e0 suonata l\u2019ultima ora. Spediti in Isernia per la via di Carpinone vennero a furia di popolo barbaramente massacrati, dopo di essere stati strappati di mezzo la scorta. Di circa 20. appena qualcheduno ebbe la gran fortuna di campare la vita. Questo ultimo fatto ha formato oggetto di altra processura nella quale niuno degli imputati venne involto, o ritenuto colpevole nella presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scena di sangue incominci\u00f2 intanto in Castelpetroso, fe seguito la intera notte; e gli assassini protetti dal favor delle tenebre imperversarono nella infame carneficina. Sorgeva il giorno&#8230; Orrendo spettacolo!&#8230; a quelle campagne offrivano mucchi di cadaveri, e le stesse mani fraticide al fine di occultare le vittime della loro ferocia iniziavano l\u2019opera del seppellimento, compita dalla piet\u00e0 del sacerdote Armenti, e dal suo nipote Luca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019istruzione non riusc\u00ec a liquidare i nomi di tanti infelici patriotti accorsi da varie parti sotto la bandiera della libert\u00e0; ma la loro strage per\u00f2 vien costatata dalla generica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 IL PROCURATORE GENERALE DEL RE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presso <\/strong><strong>la Corte<\/strong><strong> di Appello di Napoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e da una specifica purtroppo luminosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I carnefici del 17 Ottobre son conosciuti; essi speravano restare celati col benefizio delle tenebre; ma la notte col suo denso velo non ricopriva quelle mani che si rendevano impure col\u00a0 luttarsi di un innocente sangue. Dopo la notizia dello sbandamento dei Garibaldini in Pettorano, e dopo la sommossa dei contadini col grido di allarme succedeva il massacro. Il primo che a quegli eccessi cadeva vittiva fu il Signor Nicola de Santis da Campobasso. Isidoro Notte rivolgevasi il primo contro de Santis, che era a cavallo. Il Notte con lo scaglio di pietre spaventava l\u2019animale, e con questo mezzo riusciva metterlo fuori strada. Amodeo Zappitelli giungeva in secondo luogo e con colpi di scure rovesciava il de Santis sul collo del cavallo: allora Diamante Giancola replicava altri colpi di scure, e mentre l\u2019infelice de santis non estinto ancora cadeva al suolo, Vincenzo Vecchiarelli completava l\u2019opera con un ultimo colpo, che immediatamente estingueva la vittima infelice. Concorsero in quest\u2019avvenimento di sangue Domenico di Francesco, Santantuono, Celidonio Giancola, Marino Zappitelli ed il padre Amodio, Domenico Zappitelli, e Fiore d\u2019Uva che in quell\u2019eccidio faceva star fermo il cavallo del de Santis. Dopo quella uccisione Addolorato Vecchiarelli portava seco il cavallo con la valigia , che ligata era alla sella; e tutti diuniti ad Addolorato Follieri, e Matteo di Francesco spogliavano quel cadavere di quanto avea, lasciandolo in breve ora perfettamente denudato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle ore stesse della sera (o estesse ?) vedavasi in fuga presso il villaggio Lembo in Castelpetroso un galantuomo Garibaldino inseguito da due persone, Giuseppe Ruota cio\u00e8 \/ora morto\/ armato di scure,\u00a0 e l\u2019altro Giovanni Ruota; ed avendolo quasi raggiunto per offenderlo, costui affidava alla sua spada la propria difesa; ma Innocenzio Armenti sopravvenuto in tal rincontro con un colpo di fucile spegnea la vita di quello sventurato. L\u2019uccisore assicuratosi che quel Garibaldino era morto gli tolse la spada , e fugg\u00ec, e Giovanni Ruola (Ruota) unitamente a Giuseppe Ruota dopo aver dato un colpo di scure anch\u2019egli, come per insulto alla memoria della vittima lo spogliavano di quanto possedeva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questi primi fatti quella infame gente non cura ritirarsi ne mette freno agli eccessi, ne l\u2019inoltrata notte ne ha vista dei sperperati, e battuti Garibaldini, ne il terrore delle passate morti: si pensava consumare delle grassazioni sui miseri perseguitati; ed infatti verso le ore quattro scendevano l frotte parte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 IL PROCURATORE GENERALE DEL RE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presso <\/strong><strong>la Corte<\/strong><strong> di Appello di Napoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sull\u2019aia della Signora Ferraro, parte in altri vicini luoghi in attenzione dei Garibaldini messi in rotta in Pettorano;\u00a0 tirando da tali siti soprastavano la strada dei colpi di fucile, ed attaccando i fugiaschi con scure, pietre, ed altri strumenti, e dopo rimasti vittoriosi per le morti degli avversari ne eseguivano interamente lo spoglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pei fatti posteriori, per i reperti e per altri indizi furon veduti armati la detta notte portarsi nel luogo dell\u2019eccidio i qui sotto notati individui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1\u00b0 \u00a0Francesco Domenico\u00a0\u00a0 Santantuono<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong> Giancola Diamante<\/strong><\/li>\n<li><strong> Vecchiarelli Vincenzo<\/strong><\/li>\n<li><strong> Vecchiarelli Addolorato<\/strong><\/li>\n<li><strong> Di Francesco Matteo<\/strong><\/li>\n<li><strong> Giancola Celidonio<\/strong><\/li>\n<li><strong> Bertone Domenico<\/strong><\/li>\n<li><strong> Cifelli Giovanni<\/strong><\/li>\n<li><strong> Cifelli Nicola<\/strong><\/li>\n<li><strong> Folliero Nicola<\/strong><\/li>\n<li><strong> Forte Carmine<\/strong><\/li>\n<li><strong> Giancola Michele<\/strong><\/li>\n<li><strong> Giancola Ginesio<\/strong><\/li>\n<li><strong> Ruoti Giovanni<\/strong><\/li>\n<li><strong> Giancola Agostino<\/strong><\/li>\n<li><strong> Di Francesco Diamante.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alba del giorno appresso presentava verso l\u2019aia Ferrara lo sconfortante spettacolo di 33 Garibaldini estinti, che non ebbero sepoltura se non nel d\u00ec seguente per la piet\u00e0 di gente buona, e religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venivano nello istesso mattino emanati gli ordini da Domenico d\u2019Uva, e Tommaso Forte \/ il 1\u00b0 perch\u00e8 comandante la guardia urbana, ed il 2\u00b0 perch\u00e8 sindaco del paese \/ per la traduzione in Isernia di circa sedici Garibaldini catturati la notte. Fissata la forza, e ligati quei miseri, a quel che pare dalle stesse autorit\u00e0 locali, furon mandati per la via di Carpinone, credendola pi\u00f9 sicura onde farli giungere incolumi al loro destino, mentre un trar di moschetti, si ascoltava dalla strada di Pettorano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Usciti costoro con molt\u2019ordine, se non con tranquillit\u00e0; si diressero alla volta di Carpinone, e giunti presso il villaggio Limpadi una massa di popolo, violandone con minacce la custodia, col grido di morte eseguirono il macello di quei miseri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai testimoni presenti nessuno elemento specifico si \u00e8 potuto occupare in ordine a questo avvenimento;ne alcuna persona viene indicata come responsabile di qualche speciale uccisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 IL PROCURATORE GENERALE DEL RE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Presso <\/strong><strong>la Corte<\/strong><strong> di Appello di Napoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il calice delle amarezze non \u00e8 ancora vuotato; bisogna traguggiarlo fino all\u2019ultima stilla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un disgraziato galantuomo nel 18 Ottobre, giorno successivo alla disfatta della colonna Nullo vien trovato seminudo, semivivo tra le campagne, e recato in di un asino in Castelpetroso vuolsi menare in Isernia con altri compagni suoi: ma giunti al cimitero S. Giuseppe cade spossato, domanda l\u2019ultima parola del conforto del ministro della Religione dell\u2019Uomo Dio; e nel raccomandarsi l\u2019anima implora pel corpo, e forse si avea la vita; ma sopragiunse Domenico di Francesco, questi lo percuote, lo strazia: gli impose gridare <u>Viva Francesco II\u00b0<\/u> : con la fede del martire cristiano grida <u>Viva Vittorio Emmanuele<\/u>&#8230;&#8230;&#8230; \u00e8 ucciso&#8230;..l\u00e0 muore!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costui era il Signor Salvatore Caropreso medico di Sparanise che persegiutato, e ferito erasi col favore della notte nascosto fra le rocce, ma scorto nel mattino fu in quel modo barbaramente sacrificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019insieme dei sopraccennati fatti rilevansi ben chiare due imputazioni; l\u2019una di reato politico, e l\u2019altra di reati comuni, conseguenza del primo. La prima imputazione viene del tutto eliminata dalla presente accusa, perch\u00e8 coperta dell\u2019indulto del 17. Novembre 63. : resta solo quella dei reati comuni, sui quali \u00e8 necessario valutare la reit\u00e0 di coloro, che li commisero con le seguenti considerazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\u00b0 Egli \u00e8 indubitata la consumazione del reato di attentato avvenuto in Castelpetroso per distruggere la forma del governo nelle giornate del 17. e 18. Ottobre 60. e tutto ci\u00f2 per consenso della reazione d\u2019Isernia. E indubitata la sufficienza degli indizi per l\u2019attentato suddetto in cui veggensi avvolti i qui sotto notati individui. Un gran corredo di testimoni di veduta li indic\u00f2 componenti la massa, che grid\u00f2, e che con altri in accordo si diede a quella persecuzione, ed in vero ne catturarono moltissimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al detto attentato concorsero fra gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Innocenzio Armenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domenico di Francesco alias Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Isidoro Notte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Amodeo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marino Zappitelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diamante Giancola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fiore d\u2019Uva<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vincenzo ed Addolorato Vecchiarelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domenico Zappitelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Addolorato Folliero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Matteo di Francesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domenico Bertone<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni, e Nicola Cifelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Carmine Forte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Celidone, e Michele Giancola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ginesio Giancola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Ruoto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Agostino Giancola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diamante di Francesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I quali furon veduti prender parte nell\u2019attentato medesimo da un treno di testimoni; ed i reati comuni ad essi addebitati, provati da fatti concomitanti, e posteriori avvalorano ancora il reato politico in fame, e come questo da essi si commetteva in unione dei reati comuni, cos\u00ec gli stessi vengano ancora dal beneficio della Sovrana indulgenza esclusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\u00b0 Sufficientemente indiziati per l\u2019omicidio nella persona del Signor de Santis avvenuto nel 17 Ottobre 60. soni i sopraccennati d\u2019Uva, e Fiore che trattenne la vettura. Isidoro Notte, che lanci\u00f2 le pietre.Amoddio Zappitelli che vibr\u00f2 il colpo di scure. Diamante Giancola, che ad imitazione del Zappitelli fece lo stesso, e Vincenzo Vecchiarelli, che sacrific\u00f2 il de Santis con altro colpo di scure. Furono in concorso con essi per quel fatto Domenico de Francesco alias Santantuono, Celidonio Giancola, e Marino, e Domenico Zappitelli.Una pruova di veduta vi \u00e8 ancora contro Addolorato Vecchiarelli, che depred\u00f2 il cavallo, e la valigia del de Santis, e la sufficienza degli indizi, ribadita ancora dalle loro estragiudiziali confessioni, \u00a0colpendo tutti i nominati si riversa finanche sopra Addolorato Folliero, e Matteo di Francesco come coloro che sul de Santis mandarono ad effetti la depredazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00b0 Contro Innocenzio Armenti a cui si addebita l\u2019uccisione di un Garibaldino, appropriandosi tosto della di lui spada sufficienti sono gli indizi raccolti negli atti avuto riguardo ancora a suoi detti stragiuziziali. Insufficienti ancora si ravvisano per Giovanni Ruoto, primo ad aggredire quel disgraziato, ed a depredarlo delle vestimenta dopo essere stato ammazzato. Per tal fatti l\u2019aggravante della brutale malvagit\u00e0 svanisce non potendosi dire senza causa essendo stato commesso nel momento in cui ferveva la sedizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4\u00b0 Sufficienti indizi veggansi o veggonsi raccolti ancora contro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domenico di Francesco Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diamante Giancola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vincenzo e Addolorato Vecchiarelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Matteo di Francesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Cifelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Celidonio Giancola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domenico Bertone<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nicola Folliero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Carmine Forte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Michele, e Ginesio Giancola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Ruota<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Agostino Giancola e<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diamante di Francesco.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la uccisione di oltre 30. Garibaldini avvenuta fuori Castelpetroso presso l\u2019aia della Signora Ferrara, e luoghi adiacenti; mettendosi in aguato per depredarli mentre fuggivano: il che da luogo alla definizione del reato di grassazione cio\u00e8 con omicidio vedendosi in essi chiaramente il furto svelato dallo stato di denudamento di quei miseri, e la necessaria uccisione di essi dall\u2019essere i Garibaldini armati se tutti commisero questi criminosi eccessi, tutti debbono essere tenuti come complici nelle grassazioni con omicidii consumati nelle persone di 33. Garibaldini: stantech\u00e8 tutti agirono, tutti dietro concerto concorsero armati nei convenuti siti, e tutti restarono in aguato facilitandosi scambievolmente nelle perpetrazioni di quei reati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5\u00b0 Resta Francesco di Domenico alias Santosuosso. Militano contro di costui gravissimi indizi di reit\u00e0 per l\u2019omicidio dalui consumato nella persona del medico di Sparanise Salvatore Caropreso. E testimoni di veduta, e presenti al fatto ammetton la sua responsabilit\u00e0 per tal reato, che forma il pi\u00f9 doloroso fatto di questo episodio, commesso volontariamente, ed in seguito del reato di sedizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conseguenza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questi fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0. Armento Innocenzio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Di Francesco Domenico fu Antonio alias Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Notte Isidoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Zappitelli Amoddio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Zappitelli Marino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Giancola Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ D\u2019Uva Fiore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Vecchiarelli Vincenzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Vecchiarelli Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Zappitelli Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Follieri Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.\u00a0 De Francesco Matteo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Bertone Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.\u00a0 Cifelli Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Cifelli Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.\u00a0 Folliero Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.\u00a0 Forte Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.\u00a0 Giancola Celidonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>+ Giancola Michele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.\u00a0 Giancola Ginesio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.\u00a0 Giancola Agostino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.\u00a0 Ruota Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.\u00a0 Di Francesco Diamante <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono Accusti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\u00b0 Di attentato avente per oggetto di cambiare e distruggere la forma del governo, e portare la strage contro una classe di persone per avere nei giorni 6. e 7. Ottobre 60. nel comune di Castelpetroso con voci sediziose di Viva Francesco 2\u00b0 disarmata la Guardia Nazionale organizzandovi la Guardia Urbana; ed indi nei giorni 17. e 18 detto mese suonando le campane a stormo uniti tutti i cittadini, e data la caccia ai liberali e Garibaldini, arrestandoli ove li trovavano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli Art. 156. e 157. Cod. penale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\u00b0 Di omicidio volontario in seguito di sedizione, non che di furto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D\u2019Uva Fiore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Notte Isidoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Amoddio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Vincenzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Domenico alias Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Celidonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Marino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zappitelli Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per avere nella sera del 17. Ottobre 1860 presso Castelpetroso, durante l\u2019attentato ivi consumato, meno gli ultimi tre aggrediti, con animo di uccidere, il Signor Nicola de Santis, il quale si allontanava a cavallo da quel paese, e con colpi di pietra e scuri lo resero cadavere. Indi tutti lo derubarono del cavallo, della valigia, dell\u2019orologio, delle pistole, e delle veste, che indossava, del valore in tutto di oltre a 500. Lire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli Art. 168. 534. alinea e 606. Codice Penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Armenti Innocenzio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ruoto Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00b0 Di omicidio volontario in seguito di sedizione non che di furto. Per avere la sera del 17.Ottobre 1860 presso Castelpetroso durante l\u2019attentato ivi consumato il di Ruota aggredito un garibaldino, che fuggendo si difendeva dai colpi di scure che quello gli tirava, mentre l\u2019Armento con un colpo di fucile uccise il detto Garibaldino; ed indi entrambo depredato lo stesso della spada, e della vestimenta che indossava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli Art. 168. 534. alinea e 606. Codice Penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Domenico \u2013 Santantuono<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Vincenzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vecchiarelli Addolorato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Matteo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Celidonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bertone Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cifelli Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Folliero Nicola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forte Carmine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Michele<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Ginesio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ruota Giovanni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giancola Agostino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Diamante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4\u00b0 Di complicit\u00e0 in grassazioni accompagnata da omicidii, in seguito di sedizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per avere nella notte del 17.al 18. Ottobre 1860. fuori Castelpetroso presso l\u2019aia della Signora Ferrara, dietro concerto fra essi, atteso armati al passaggio i Garibaldini sbandati, nello scopo di depredarli ed ucciderli, ed in effetti scientemente si aiutarono, e facilitarono gli uni con gli altri nell\u2019uccisione di 33.di detti Garibaldini, che depredarono di cio\u00f2, che aveeano, lasciandoli sulla via morti, e completamente nudi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli Art. 168. 596. e 597. n\u00b0 1\u00b0 e 163 codice Penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Francesco Domenico \u2013 Santantuono<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5\u00b0 Di omicidio volontario in seguito di sedizione. Per avere nel d\u00ec 18. Ottobre 1860., dopo l\u2019attentato consumato in Castelpetroso, presso la Cappella S. Giuseppe al Camposanto, ucciso con un colpo di fucile il medico Signor Salvatore Caropreso garibaldino, il quale all\u2019invito avuto di dir Viva Francesco 2\u00b0 rispose viva Vittorio Emmanuele, fu precipitato in un vallone, ed ivi fucilato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reato preveduto dagli Art. 168.e 534. alinea Codice Penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bertone Domenico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6\u00b0 Di recidiva<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai termini degli Art. 118 e seguenti del Codice Penale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Napoli 17 Novembre 1864<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Firma non leggibile e non identificabile tra i vari firmatari le pagine<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0&gt;&gt;Segue&lt;&lt;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/u><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0L\u2019orribile notte\u00a0 di Castelpetroso \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0tra il 17 e 18 Ottobre 1860 Storia raccontata attraverso gli atti giudiziari PROCESSI POLITICI Archivio di Stato di Campobasso \u2013 buste 125\/1-2 e 126\/1-7 Trascrizioni Cosmo Armenti, Fiore Arcaro e altri sono accusati di cospirazione, furti, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/?p=348\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Archivio di Stato di Campobasso &#8211; Processi Politici &#8211; b.125\/1-2 e 126\/1-7<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-348","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"views":275,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/348","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=348"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/348\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":469,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/348\/revisions\/469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}