{"id":1335,"date":"2024-07-16T12:21:08","date_gmt":"2024-07-16T10:21:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/?p=1335"},"modified":"2024-07-20T12:47:09","modified_gmt":"2024-07-20T10:47:09","slug":"giuseppe-suriani-processo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/?p=1335","title":{"rendered":"GIUSEPPE SURIANI &#8211; Processo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giuseppe Suriani<\/p>\n<p>Processi Politici<\/p>\n<p>ASCB Busta 131\/1-5 fasc. b<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La busta e composta dai fascicoli denominati a-b-c-d-e<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fasc. b<\/p>\n<p>Tribunale del Circondario di Isernia<\/p>\n<p>Circolo d\u2019Assise di Campobasso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Volume delle deposizioni dei testimoni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>3 \u2013 n. 117 del Reg. del 1869<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Generalit\u00e0 dell\u2019imputato o degli imputati<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Domenico Franceschelli di Vincenzo<\/p>\n<p>Domenico Petrino fu Felice<\/p>\n<p>Vincenzo Celli fu Francesco<\/p>\n<p>tutti di Miranda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Titolo e data del reato<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eccitamento alla guerra civile tra gli abitanti di una stessa popolazione e di parte attiva in un omicidio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Data dell\u2019arresto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Indicazione della parte lesa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Giuseppe Suriani<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Designazione dei corpi di reato<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Osservazioni\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>de\u2019 misfatti dell\u2019861<\/p>\n<p>Circondario d\u2019Isernia\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Comune di Miranda<\/p>\n<p>Fol. 253 Rep. 31<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Processo<\/p>\n<p>Vol. 3\u00b0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sull\u2019eccitamento alla guerra civile tra gli abitanti di una stessa popolazione, e parte attiva presa nell\u2019omicidio di D. Giuseppe Sariano di Lupara avvenuto ai 5 8bre 1860<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"377\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Don\u00a0 Domenico Franceschelli di Vincenzo<\/p>\n<p>Domenico Petrino fu Felice\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0di Miranda<\/p>\n<p>Vincenzo Celli fu Francesco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sunto del processo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In ottobre dell\u2019anno decorso e propriamente nel giorno cinque la colonna dei Garibaldini capitanata dal Governatore de Luca non potendo resistere alle forze militari borboniche che in gran numero provvenivano da Venafro fu necessitata ritirarsi alla volta degli Abruzzi.\u00a0 Per isventura\u00a0 disordinata\u00a0\u00a0 fu la ritirata, e molti militi furono trucidati dai contadini insorti. Fra i sagrificati alle pendici del macerone vi fu D. Giuseppe Suriani di Lupara, le teste furono qui sotterrate. Di tale avvenimento D. Gennaro Albino per parte di D. Luigi Soriani padre del disgraziato D. Giuseppe ne esponeva querela costituendosi parte civile.<\/p>\n<p>Pruova generica<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Furon dissotterrate quattro teste che eransi\u00a0 sepolte dal becchino Michele de Luca, una di esse fu riconosciuta appartenersi a D. Giuseppe Soriani da Nicola Pasquarella, Raffaele Pasquarella, e Pasquale Ciavarro.<\/p>\n<p>Furon reperiti il soprabito e gil\u00e8 del D. Giuseppe Soriani, e furon riconosciuti da D. Gennaro Albini in legale atto dimostrato come quelli che indossava in vita il Soriani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pruova specifica<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La somma della istruzione offre di essere stato veduto Domenico Petrino che con un grosso palo dava dei spietati colpi ad un Garibaldino, tanto che spir\u00f2. Desso dai testimoni si specificava che aveva barba\u00a0 e capelli rossastri, e vestiva soprabito color caff\u00e8, connotati che corrispondono principalmente allo estinto Soriani.<\/p>\n<p>Se testimone poi contro scritto precisa di aver veduto che il detto Domenico Petrino tir\u00f2 una bajonettata ad un Garibaldino che poi si disse essere stato\u00a0 il figlio di un Sotto Intendente, qual\u2019era il padre del Soriani-<\/p>\n<p>Un sol testimone depone di essergli stato detto che D. Domenico Franceschelli in quel rimantro stava alla distanza di un tiro di fucile lontano dal luogo dello eccidio, raccogliendo gente per pedina.<\/p>\n<p>Si attendeva foglio istruttorio dal Giudice di Carpinone, ma non essendo pervenuto si \u00e8 stimato spedirsi il processo, cui sar\u00e0 alligato appena perverr\u00e0.<\/p>\n<p>Seguono gli adempimenti di rito-<\/p>\n<p>Isernia 20 Settembre 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Supplente<\/p>\n<p>Firma Illeggibile<\/p>\n<p>Rif. pag. 1<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocento sessanta, il giorno ventisette Novembre, in Isernia<\/p>\n<p>Innanzi a Noi Erasmo Manfredi Giudice del Circondario d\u2019Isernia, assistiti dal Cancelliere Sost. si \u00e8 spontaneamente presentato<\/p>\n<p>D,,\u00a0 Giuseppe Can.co Viti del fu Cosmo d\u2019anni d\u2019Isernia<\/p>\n<p>Dopo le debite avvertenze di rito interrogato sull\u2019oggetto della sua \u00a0comparsa<\/p>\n<p>Ha dichiarato quale incaricato del Sig. D. Luigi Soriano di Lupara vengo a denunziarvi che il di costui figlio D\u201d Giuseppe essendosi qui recato nel di quattro ottobre ultimo colla colonna portata dal Sig. Governatore de Luca, nel giorno seguente all\u2019arrivo dei soldati Borbonici la detta colonna fugg\u00ec verso Casteldisangro, e lungo la strada tra il tenimento d\u2019Isernia e Miranda il sud. e (suddetto) D. Giuseppe Soriano fu ucciso con altri dai rivoltosi, ed a tutti essi furono troncate le teste dal busto e portate in questo Capoluogo al Comandante la forza Borbonica, indi dal becchino Michele di Luca le indicate teste furono poste in una sepoltura di questo Camposanto con altri cadaveri. Or volendo si riconoscere se effettivamente tra le dette teste vi sia quella del Soriano, per parte del di costui genitore D. Luigi la prego di procedere all\u2019atto di ricognizione sottoponendo le dette teste alla vista di Nicola Pasquarella Corriere della posta di Campobasso, Raffaele Sebastiani garzone o domestico della famiglia Soriano, e Pasquale Ciavarra\u00a0 di Salcito qui dimoranti, i quali avendo piena conoscenza dello estinto D. Giuseppe Soriano, potrebbero facilmente riconoscere se tra le dette teste vi sia quella appartenente a costui.<\/p>\n<p>Dietro lettura e conferma si \u00e8 sottoscritto<\/p>\n<p>Giuseppe Can. Viti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Manfredi<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>firma del cancelliere<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 3<\/p>\n<p>segue mandato di comparizione per<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Nicola Pasquarella<\/li>\n<li>Raffaele Sebastiano<\/li>\n<li>Pasquale Ciavarro<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia\u00a0 27 ottobre 1860<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 4<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milletottocento sessanta, il giorno ventisette Novembre, in tenimenti di Isernia<\/p>\n<p>Noi Erasmo Manfredi Giudice F.F. da istruttore del Distretto di Isernia, assistiti dal Cancelliere Sost.o<\/p>\n<p>Volendo esporre al riconoscimento di Nicola Pasquarella, Raffaele Sebastiano, e Pasquale Ciavarro qui di passaggio le diverse teste di Garibaldini e Guardie Nazionali, che furono uccisi dai rivoltosi in questa citt\u00e0 nel d\u00ec cinque dello scorso ottobre, esposte dal becchino Michele di Luca diunita ai busti dai quali erano state troncate, con altri cadaveri nella sepoltura che esiste in questo Camposanto, onde osservare se tra esse vi sia quella appartenente a D. Giuseppe Soriano di Luigi di Lupara, che qui venne nel detto d\u00ec cinque facendo parte della colonna condotta dal Sig. Governatore.<\/p>\n<p>Abbiamo fatto estrarre dalle prigioni il Sud.o becchino Michele di Luca, e custodito dalla forza lo abbiamo fatto condurre nel detto Camposanto ove ci siamo conferiti anche noi ed il Nostro Ca. So.<\/p>\n<p>Ivi abbiamo rinvenuto i sopradetti individui opportunamente chiamati, i quali alle opportune domande han detto nominarsi<\/p>\n<p>1 \u2013 Nicola Pasquarella fu Giovanni, d\u2019anni 58 Corriere della posta di Campobasso<\/p>\n<p>2 \u2013 Raffaele Sebastiano del fu Pasquale, d\u2019anni 40 domiciliato in Salcito<\/p>\n<p>3 \u2013 Pasquale Ciavarro del fu Rosario d\u2019anni 37 di Salcito<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo di ci\u00f2 abbiamo fatto venire alla nostra presenza il detto becchino Michele di Luca, e riscosso da esso il giuramento di dire la verit\u00e0 ed indicare secondo la verit\u00e0 ci\u00f2 che gli verr\u00e0 richiesto, gli abbiamo imposto di calare nella sepoltura ove pose le diverse teste e cadaveri nel d\u00ec 5 o 6\u00a0 dello scorso mese di ottobre, e cacciare fuora le dette teste \u2013<\/p>\n<p>Il di Luca \u00e8 calato nella detta sepoltura, e dopo aver rimosso diversi cadaveri ivi sepolti ha rinvenuto quattro delle teste da lui sepolte che ha cacciate fuora, e poste sul suolo presso la detta sepoltura<\/p>\n<p>In seguito di ci\u00f2 si \u00e8 fatto chiamare Nicola Pasquarella che cogli altri si era fatto mettere in disparte, e riscosso dallo stesso il giuramento di dire la verit\u00e0 ed indicare secondo la verit\u00e0 ci\u00f2 che gli verr\u00e0 richiesto, gli abbiamo imposto di osservare le dette quattro teste, e di chiamarci se tra esse vi fosse quella appartenente al Corpo di D. Giuseppe Soriano<\/p>\n<p>Ed egli dopo di averle attentamente osservate ha indicata una di esse con barba, mustacchi e capelli biondi, dicendo che essa si appartiene al Corpo del suddetto Giuseppe\u00a0 Soriano da lui ben conosciuto per averlo portato pi\u00f9 volte in carrozza \u2013<\/p>\n<p>Datagli lettura di quest\u2019atto ha detto essere illetterato \u2013<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>firma del Cancelliere<\/p>\n<p>Rif. pag.5 verso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Indi \u00e8 stato introdotto Raffaele Sebastiano, il quale\u00a0 sulla nostra richiesta ha giurato di dire la verit\u00e0 ed indicare secondo la verit\u00e0 ci\u00f2 che gli verr\u00e0 richiesto mostratogli quindi le sud.te quattro teste situate come sopra, lo abbiamo richiesto di osservarle attentamente, e dichiararci se tra esse vi sia quella appartenente allo estinto D. Giuseppe Soriano<\/p>\n<p>Il medesimo dopo di avere osservate le dette quattro teste cos\u00ec disposte, a primo aspetto ci ha indicata una delle teste, e propriamente quella di notata da Pasquarella, dichiarando che essa appartiene appunto al suo conoscente D. Giuseppe Soriano \u2013<\/p>\n<p>Dietro lettura e conferma ha detto essere illetterato \u2013<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi\u00a0\u00a0 firma del Giudice<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>firma del Cancelliere<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finalmente \u00e8 stato introdotto Pasquale Ciavarra, il quale sulla nostra richiesta ha giurato di dire la verit\u00e0, ed indicare secondo la verit\u00e0\u00a0 ci\u00f2 che gli verr\u00e0 richiesto<\/p>\n<p>Mostratagli quindi le sud e quattro teste situate come sopra, lo abbiamo richiesto di osservarle attentamente, e di chiamarci se tra esse vi sia quella appartenente allo estinto D. Giuseppe Soriano<\/p>\n<p>Il medesimo dopo di avere osservate le dette quattro teste cos\u00ec disposte, ha riconosciuta quella stessa indicata dai\u00a0 precedenti Pasquarella, e Sebastiano, dicendo essere fra la testa del Sud.o Giuseppe Suriano, riconoscendola chiaramente dalla barba, mustacchi, e capelli biondi \u2013<\/p>\n<p>Dietro lettura e conferma ha detto essere illetterato \u2013<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>firma del Cancelliere<\/p>\n<p>Rif. pag. 6<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In seguito di tali operazioni abbiamo fatto ricondurre nella sepoltura dal becchino di Luca le suddette quattro teste, ed essendosi ci\u00f2 eseguito, abbiamo disposto che il de Luca fosse ricondotto in carcere<\/p>\n<p>Di tutto ci\u00f2 si \u00e8 redatto il presente verbale, che dopo letto \u00e8 stato sottoscritto da Noi e dal \u00a0Nostro Canc. Sost.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>firma del Cancelliere<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signor Giudice istruttore del<\/p>\n<p>Distretto\u00a0 d\u2019Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia 28 Novembre 1860<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signor Giudice<\/p>\n<p>Rimetto a Lei per l\u2019uso di giustizia un soprabito ed un gil\u00e8 appartenenti, si vuole, al trucidato Giuseppe Suriano di Campobasso, e rinvenuti in casa di Angelantonio Cifolelli di Miranda, siccome attesta il porgitore Giuseppe Gentile, 1\u00b0 Sergente di quella Guardia Nazionale; e metto poi a disposizione della medesima Giustizia l\u2019arrestato Michele Gentile anche di detto Comune, prevenuto di reazione, di disarmo di quel Posto di Guardia, e di resistenza armata all\u2019Esercito Piemontese sul Macerone, nonch\u00e9 di arresti arbitrari e saccheggio in unione al detenuto Raffaele Apollonio suo paesano \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sotto Governatore<\/p>\n<ol>\n<li>\u00a0\u00a0\u00a0 Venditti<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 8<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intima di comparizione per:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 Carmine Antonelli<\/p>\n<p>di Isernia\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Isernia 28 Novembre 1860<\/p>\n<p>2 Raffaele Celli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 9<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno mille ottocento sessanta, il giorno ventotto Novembre, in Isernia<\/p>\n<p>Noi Erasmo Manfredi Giudice del Circondario d\u2019Isernia, assistiti dal canc. Sost..<\/p>\n<p>Volendo procedere alla sigillazione del soprabito, e gil\u00e8 rimessoci \u00a0al momento dal Sotto Governatore con suo foglio di p. data n. 45, abbiamo fatto venire alla nostra presenza previa citazione due testimoni di q ? Capoluogo, cio\u00e8<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 Raffaele Celli del fu Angelant. d\u2019anni 44<\/p>\n<p>2 Carmine Antonelli di Giovanni d\u2019anni 44<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riscosso da essi il giuramento di dire la verit\u00e0, ed indicare secondo la verit\u00e0 ci\u00f2 che verr\u00e0 loro richiesto, abbiamo loro mostrate i sopradetti oggetti, i quali avendoli osservati, han detto essere un soprabito di lanetta color caff\u00e8, ed un gil\u00e8 anche di lanetta color cenerino con bottoni di madreperla \u2013<\/p>\n<p>Volendo conservare la identit\u00e0 degli oggetti medesimi li abbiamo avvolti in un foglio di carta grande fermandone gli estreme con quattro suggelli a cera lacca; il di cui imprimente di ottone\u00a0 rappresentando un piccolo cerchio con frasa in mezzo si \u00e8 data a confermare al testimone Antonelli \u2013 Sull\u2019involto si sono apposte le firme dei detti testimoni quella nna sta per nostra e quella del Canc. Sost.<\/p>\n<p>Di tutto ci\u00f2 si \u00e8 redatto il presente verbale che dopo letto \u00e8 stato sottoscritto dai detti testimoni, da Noi e dal nostro Canc. Sost.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>firme di<\/p>\n<p>Raffaele Celli<\/p>\n<p>Carmine Antonelli\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Firma del Sost. Canc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 10<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocento sessantuno, il giorno nove Gennaio, in Isernia<\/p>\n<p>Innanzi a Noi Eduardo Scarselli Supplente al Circondario d\u2019Isernia ff:. pel Giudice Regio assistiti dal Canc. Sost. si \u00e8 spontaneamente\u00a0 presentato<\/p>\n<ol>\n<li>Gennaro Albino del fu D. Nicola d\u2019anni 29, Notaio di Campobasso \u2013<\/li>\n<\/ol>\n<p>Dopo le debite avvertenze di rito interrogato sull\u2019oggetto della sua comparsa<\/p>\n<p>Ha dichiarato che suo cognato D. Giuseppe Suriani figlio del Sott\u2019Intendente giubilato D. Luigi Soriani di Lupara fece parte del distaccamento delle Guardie nazionali dell Provincia venuto a reprimere la reazione in Isernia nel giorno 4 8bre 1860 \u2013 Che il detto Soriani nel giorno seguente dirigendosi con il distaccamento verso Casteldisangro fu aggredito nel tenimento di Miranda, e propriamente a due miglia di distanza da Isernia e propriamente da taluni masnadieri guidati da un tal\u00a0 D. Domenico Franceschelli di Vincenzo di Miranda, e dalle indagini raccolte finora si \u00e8 venuta a conoscere che gli aggressori principali del detto D. Giuseppe Soriani sono stati\u00a0 Domenico Petrino fu felice e Vincenzo Celli fu Francesco amendue di Miranda \u2013 Che Vincenzo Celli dopo l\u2019uccisione del Soriani gli tronc\u00f2 il capo, e lo port\u00f2 in Isernia, ed Angelant.o Cifolelli fu Domenico denud\u00f2 il cadavere, e fu preso il soprabito e gil\u00e8, che secondo le affermazioni del testimone Giuseppe Gentile fu Costanzo di Miranda, dovrebbero trovarsi depositati nella Cancelleria del Giudicato d\u2019Istruzione d\u2019Isernia- Il soprabito di lanetta color caff\u00e8, ed il gil\u00e8 di lanetta color cenerino con i bottoni di matreperla.. Che testimoni di tali fatti sono 1\u00b0. Giuseppe Gentile fu Costanzo di Miranda, 2\u00b0.Il figlio di Fulgenzio Iantola di detto Comune; 3\u00b0. Giuseppe de Benedittis fu Pietro anche di Miranda, 4\u00b0. D. Michele Franchi di Campodipietra; Angelant.o Cifolelli di Miranda, e Luciano di Credda di Sessano \u2013<\/p>\n<p>Che circa un mese fa coll\u2019assistenza del Giudice Regio d\u2019Isernia Sig. Manfredi in presenza del Canonico D. Giuseppe Viti, e di Nicola Pasquarella il Carrozziere della posta d\u2019Isernia fu procedendo alla ricognizione della testa del detto D. Giuseppe Soriani, la quale fu cacciata fuori della sepoltura del Camposanto d\u2019Isernia dal becchino Michele di Luca, il quale ha asserito ci\u00f2 soggiungendo di \u00a0essersene fatto analogo verbale dal Sig. Giudice, e che la testa tronca fu riconosciuta dai capelli ricci, e dalla barba color rossastra tanto dal garzone della famiglia Soriani, dal\u00a0 d. Nicola Pasquarelli. e da Pasquale Ciavarra di Salcito dimorante in Isernia<\/p>\n<p>Che il testimone Giuseppe Gentile ha detto che egli conosceva il luogo dove fu sepolto il cadavere mutilato del detto Sig Soriano e che l\u2019alluvione avvenuta nel mese di Novembre ultimo avendo corroso il terreno do ve fu sepolto il cadavere, fa sospettare che esso fosse stato trasportato dalle acque \u2013 Ha detto inoltre il med.o Gentile che di tutti i fatti di sopra cennati fece egli dettagliata deposizione al Sotto Governatore D. Giacomo Venditti e che la deposiz. medesima fu scritta da D.Francesco Fantini, il quale, richiestone ha detto che la deposizione fu da lui consegnata al Sotto Governatore, ignorando l\u2019uso che ne avesse fatto \u2013<\/p>\n<p>Il dichiarante Sig. Albino infine ha soggiunto che egli nell\u2019esporre tali fatti intende produrre formale querela contro gli aggressori di suo cognato D. Giuseppe Soriano, tanto come cog. (cog.to) di esso, quanto come cittadino, e come incaricato a ci\u00f2 dal padre del d. Soriano, il quale non solo fa espressa querela per mezzo di esso Sig. Albini, ma dichiara altres\u00ec di volersi costituire parte civile nel giudizio penale a carico di tutti i correi, a complici dell\u2019assassinio di suo figlio giusta la dichiarazione per atto privato del 3 corrente, la quale rimane alligata al presente atto con la speranza? che Il Sott\u2019Intendente D. Luigi Soriani nella sua qualit\u00e0 di parte civile elige il suo domicilio in Isernia in casa del Sig. D. Ferdinando Buccini, ed in Campobasso in casa del Sig. D. Pasquale Albino ai termini dell\u2019art. 49\u00a0 delle leggi di procedura penale \u2013<\/p>\n<p>Dietro lettura e conferma si \u00e8 sottoscritto<\/p>\n<p>Gennaro Albino<\/p>\n<p>Il supplente<\/p>\n<p>Scarselli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>firma del Cancelliere<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Timbro Regno delle due Sicilie ad inchiostro ed a secco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Col presente atto io qui sottoscritto Luigi Suriani del fu Felice, Sottintendente giubilato, domiciliato in Lupara, dichiaro che mio figlio Giuseppe essendo partito nel giorno 3 ottobre 1860 col Distaccamento delle Guardie Nazionali della Provincia ( nella qualit\u00e0 di Capitano delle Guardie Nazionali di Lupara) per reprimere la reazione suscitatasi in Isernia, rest\u00f2 vittima del furore taluni masnadieri guidati da D. Domenico Franceschelli, di Vincenzo, di Miranda, i quali masnadieri aggredirono nel territorio di Miranda a due miglia di distanza da Isernia, il giorno 5 ottobre detto anno, il suddetto mio figlio, nell\u2019atto che il medesimo insieme ad altri individui del Distaccamento, si dirigeva pacificamente in Casteldisangro, essendo stati costretti evadere da Isernia da\u2019 soldati Borbonici \u2013 Dalle indagini raccolte finora si \u00e8 venuto a conoscere che gli aggressori principali del detto mio figlio, fossero stati Domenico Petrini fu Felice, e Vincenzo Celli fu Francesco, amendue di Miranda: Che i testimoni dell\u2019aggressione, e de\u2019 particolari che l\u2019accompagnarono sono 1\u00b0. Giuseppe Gentile fu Costanzo \u2013 2\u00b0. Angelantonio Cifolelli fu Domenico \u2013 3\u00b0. Il figlio di Fulgenzio Tortola \u2013 4\u00b0. Giuseppe de Benedictis fu Pietro, tutti di Miranda \u2013 5\u00b0 D. Michele Franchi di Campodipietra \u2013 6\u00b0. ? Luciano de Credda di Sessano \u2013<\/p>\n<p>Io qui sottoscritto quindi col presente atto espondo formale querela per la uccisione ed assassinio del detto mio figlio; domando la punizione de\u2019 colpevoli qualunque essi fossero.<\/p>\n<p>Siano gli individui sopra indicati, sieno altri che potessero scoprirsi in prosieguo e mi costituisco parte civile, eligendo all\u2019uopo il mio domicilio in Isernia in casa del Sig. Ferdinando Buccino, ed in Campobasso in casa del Sig. Pasquale Albino, a termini dell\u2019art. 49 delle Leggi di Procedura Penale, salvo a fornire alla Giustizia altri chiarimenti, e chiedendo espressamente la intimazione di tutti gli altri\u00a0 che debbono essermi intimati\u00a0 a\u2019 termini di Legge.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lupara 3 Gennaro 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luigi Suriani<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 14<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Compariscano innanzi a Noi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 \u2013 Carmine Antonelli<\/p>\n<p>2 \u2013 Raffaele Celli<\/p>\n<p>Il\u00a0 Supplente del Circondario d\u2019Isernia<\/p>\n<p>Eduardo Scarselli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 15<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno mille ottocento sessantuno, il giorno nove Gennaio, in Isernia<\/p>\n<p>Noi Eduardo Scarselli Supplente al Circondario di Isernia ff: pel \u00a0Giud..e impedito, assistiti dal Canc. Sost.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Volendo esporre al riconoscimento di D. Gennaro Albino tanto il soprabito, che il gil\u00e8 sigillati nel d\u00ec 1\u00b0 dic. ultimo alla presenza dei testimoni Carmine Antonelli e Raffaele Celli, &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Don Gennaro Albino fu\u00a0 D. Nicola d\u2019anni 29 Notaio di Campobasso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 17<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno 1860, il giorno 18 Novembre in Isernia<\/p>\n<p>Innanzi di Noi Giacomo Venditti Sotto Governatore di questo Distretto d\u2019Isernia assistito dal nostro Segretario Signor Fortini \u00e8 stato tradotto il nominato Vincenzo Celli del fu Francesco, del Comune di Miranda\u00a0 dal Sergente della Guardia nazionale Sig. Giuseppe Gentile per averlo arrestato ieri, trovandosi\u00a0 essere uno di coloro che si trov\u00f2 presente a diversi eccessi commessi dai reazionari di Miranda, di Sessano, di Pesche, ed altrove, e propriamente nel luogo detto Ponte dello Sterparo all\u2019estremo pendio del Macerone, partecipandovi forse\u00a0 &#8211; Essendo ci\u00f2 abbiamo allo stesso diretta diverse interrogazioni cio\u00e8.<\/p>\n<ol>\n<li>Che avete a dirci adunque di quello che vedeste, o praticaste nel giorno 5 del caduto ottobre \u2013<\/li>\n<li>Ha risposto. Una carrozza sfilava da Isernia verso il Macerone: E tutta quella gente, o di Pesche, o di Sessano, o di Carpinone che non saprei distinguere la ferm\u00f2 sciogliendone i cavalli, e quindi la fracass\u00f2. Trassero da dentro tre individui che in essa si trovavano, e ligarono gli altri due che andavano a cavallo. Si diedero a svaligiare la carrozza, ed in tal mentre quei tre calati di dentro cercarono di d\u2019interrarsi per un vallone tra le vigne onde avere scampo. Raggiunti i disgraziati furono uccisi, due a colpi di schioppo da alcuni naturali di Sessano, che non seppi e non potrei distinguere. Il terzo di essi salito per fuggire su di un limitone fu colpito da un uomo di Miranda con un grosso palo, e sotto molti colpi spir\u00f2. Dopo ci\u00f2 andarono ad uccidere gli altri due che avevano ligati ed andavano a cavallo \u2013<\/li>\n<li>Voi dunque conoscete che un uomo di Miranda vostro paesano uccise a colpi di palo quell\u2019individuo- Dite se lo sapete chi fu, e descrivetemi l\u2019ucciso? \u2013<\/li>\n<li>Ha risposto, L\u2019ucciso aveva statura piuttosto alta, corporatura non piena, con barba di pelo biondo \u2013 L\u2019uccisore fu uno dei figli di Felice Petrino a nome Domenico, contadino, e guidatore per lo pi\u00f9 di armenti.<\/li>\n<li>Uccisi quegli individui quali altri atti si praticarono contro quelli cadaveri \u2013<\/li>\n<li>Ha risposto. Cinque di Sessano recisero le teste a quei morti per trasportarli in Isernia \u2013<\/li>\n<li>Sapresti il nome di alcuno di quelli?<\/li>\n<li>ha risposto- Uno di essi mi disse che era fratello a <u>Giovanni di Creddo <\/u>a nome Angelo, come quello mi disse<\/li>\n<li>E\u2019 successe veramente il trasporto in Isernia ?<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ha risposto \u2013 Si avviarono verso Isernia ed io con essi unitamente all\u2019altro paesano suddetto Domenico Petrino. Giunti al di sopra del Casino una volta de\u2019 Signori Pace, oggi di D. Vincenzo Cimorelli, era a terra ucciso un altro individuo che all\u2019abito, ed alla chierica si appalesava essere un Sacerdote perch\u00e9 anche il calzone che solo colla camiciola lo vestiva, indicavano essere neri e di Sacerdote \u2013 Anche a questo fu reciso dai Sessanesi il capo che infilzandolo in un asta di scure vollero che si trasportasse da lui, mentre l\u2019altro estremo si portava da un altro tra gli stessi di Sessano.<\/p>\n<ol>\n<li>Ove portaste quei capi recisi ?<\/li>\n<li>Ha risposto. Si portarono in Isernia, e per dire dei Comandanti la Gendarmeria che stava in Isernia furon gittati innanzi la Casa di D. Stefano Jadopi che ardeva, e proprio nell\u2019androne di essa. Dopo ci\u00f2 egli si ritir\u00f2 in Miranda.<\/li>\n<li>Potete dirci se altri di Miranda conoscono gli stessi fatti, e possono contestarli ?<\/li>\n<li>Ha risposto. Giuseppe de Benedictis, Michele \u2013 Angelo Tortola o Iortola di Fulgenzio, ed Angelantonio Cifelli fu Domenico alias Miserera, debbono sapere le istesse cose perch\u00e8 i primi li trovai allo Sterparo, e l\u2019Angelantonio Cifelli venne meco. Almeno ebbano sapere tutto l\u2019avvenuto allo Sterparo perch\u00e9 da l\u00e0 in Isernia fui io solo ed il detto Domenico Petrino \u2013<\/li>\n<li>Avete altro a dirci \u2013<\/li>\n<li>Ha risposto. Non Signore \u2013 Non altro ricordo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Di tutto ci\u00f2 se ne \u00e8 formato il presente, letto al dichiarante che lo ha confirmato, e non firmato per non saperne. Si \u00e8 sottoscritto da Noi dal Segretario, e dal conduttore Gentile \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Segretario\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Sotto Governatore<\/p>\n<p>Francesco Fortini\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0G. Venditti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 19<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Giudice istruttore<\/p>\n<p>dispone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>che la presente processura venghi compilata sopra luogo, ed all\u2019effetto vi accederemo domani 15 andante col nostro Cancelliere<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif.\u00a0 pag. 20<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Citazione a comparire per<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 \u00a0Giuseppe Gentile fu Costanzo<\/p>\n<p>2 \u00a0Giuseppe de Benedictis<\/p>\n<p>3 \u00a0Vincenzo Gentile fu Dionisio<\/p>\n<p>4 \u00a0Angelantonio Cifolelli<\/p>\n<p>5 \u00a0Vincenzo de Benedictis<\/p>\n<p>6 \u00a0Il figlio di Fulgenzio Tortola<\/p>\n<p>tutti di Miranda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>nella Casa Comunale di Miranda, domattina 14 andante mese, alle ore 15 in poi.<\/p>\n<p>Isernia 13 Gennaio 1861<\/p>\n<p>Il Giudice Istruttore<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif .pag. 21<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessanta, il giorno quattordici Gennaio in Miranda-(errore anno)<\/p>\n<p>Innanzi a Noi Erasmo Manfredi Giudice Istruttore del Distretto d\u2019Isernia, assistiti dal Commesso giurato Sig. Morelli ff. da Cancelliere, previa chiamata, \u00e8 comparso \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giuseppe Gentile fu Costanzo, d\u2019anni 60, proprietario qui domiciliato \u2013<\/p>\n<p>Ha giurato di dire tutta la verit\u00e0: null\u2019altro che la verit\u00e0: a\u2019 detto essere indifferente colle parti \u2013<\/p>\n<p>Interrogato analogamente<\/p>\n<p>Ha risposto \u2013<\/p>\n<p>Per incarico ricevuto dal Sig. Governatore de Luca, sendomi occupato a venire a conoscenza delle persone che aggredirono la carrozza che nel giorno 5 ottobre movea per gli Abbruzzi, allorch\u00e9 la Colonna comandata dallo stesso fu costretta fuggire da Isernia per l\u2019arrivo col\u00e0 delle Truppe Borboniche, dietro accurate indagini prese essendomi giunto a notizia che in quel fatto si trov\u00f2 presente il mio paesano Angelantonio Cifelli, fui sollecito informarmi da costui dell\u2019accaduto, e mi disse che la detta carrozza fu fermata da Michele Notarianni di Cosmo di Pesche scaricando contro la stessa un colpo di arma da fuoco, e quindi aggredita dagli altri rivoltosi di detto Comune, di Sessano, di Carpinone, e di qui saccheggiarono la carozza medesima . Dall\u2019altro mio paesano <u>Giuseppe de Benedictis<\/u> appresi, che cinque di que\u2019 infelici che andavano in essa\u00a0 vennero tutti sagrificati, e che fra gli altri un giovane con coppola rossa<\/p>\n<p>venne dal mio paesano Domenico Petrino ammazzato con un colpo di palo in testa. Dopo altro colpo di scure vibratogli\u00a0 <u>da un\u2019individuo di Sessano<\/u>, che non conobbe.<\/p>\n<p>A chiarificare chi fosse costui, avendo vieppi\u00f9 approfondito, seppi da Vincenzo Gentile di qui, che Luciano di Creddo di Sessano,<u> conosce l\u2019autore del\u00a0 primo colpo dato al giovane sudetto<\/u> \u2013<\/p>\n<p>Ad altra dimanda<\/p>\n<p>Ha risposto<\/p>\n<p>Lo stesso Giuseppe de Benedictis, mi rifer\u00ec che \u2018l ripetuto Angelantonio Cifolelli; conservava un involto di panni sorpreso nella carrozza aggredita, e perci\u00f2 dal fratello dello stesso nome Emilio Cifolelli; dietro mia richiesta, mi venne consegnato un soprabito, ed un gil\u00e8, che subito portai al Sig. Sotto Governatore d\u2019Isernia \u2013<\/p>\n<p>Precedente lettura e conferma si \u00e8 sottoscritto<\/p>\n<p>Giuseppe Gentile<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>Emanfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 22<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nello stesso giorno<\/p>\n<p>Citato \u00e8 comparso<\/p>\n<p>Giuseppe de Benedictis fu Pietro, di anni 40 , contadino qui domiciliato-<\/p>\n<p>Ha giurato di dire tutta la verit\u00e0: null\u2019altro che la verit\u00e0: a\u2019 detto conoscere, e non avere alcun rapporto colle parti.<\/p>\n<p>Interrogato analogamente \u2013<\/p>\n<p>Ha risposto \u2013<\/p>\n<p>Nel giorno 5 del caduto Ottobre ferveva qui la scoppiata reazione, ed io mi stava a travagliare in campagna, alla contrada detta Usciano, quando a circa le ore 20 molti naturali di Sessano, armati di schioppi, zappe, pali, e scuri in passando di col\u00e0 mi obbligarono con minacce seguirli- A scampare qualche sinistro ader\u00ec alle loro voglie, come furon costretti praticare anche i miei paesani Michelangelo Tortola di Fulgenzio, e Vincenzo de Benedictis \u2013 Giunti al Ponte detto dello Sterpari, trovammo col\u00e0, molti altri rivoltosi dello stesso Comune, e di Carpinone, i quali teneasi ligati in mezzo la consolare due individui- Eravi quivi anche una carrozza senza cavalli \u2013 In tal mentre esci (usc\u00ec) dalla Rava per la parte sottoposta al detto ponte un galantuomo con soprabito color caff\u00e8 e coppola rossa, Avea costui la barba, e capelli rossardi, il colorito del suo volto era bianco, e rosso \u2013 Appena che fu visto dai rivoltosi, uno di essi del Comune di Sessano, gli assestava un colpo colla testa della scure sui lombi, e quindi il mio paesano Domenico Petrino fu Felice, vibrandogli altro colpo di palo di legno in testa lo facea cadere a terra \u2013 Poscia tutti gli altri si fecero straziare l\u2019infelice, che a poco cess\u00f2 di vivere \u2013 Altri due compagni incontravano lo stesso destino, mentre usciti dalle circostante vigne per tentar forse la fuga, furon dagli stessi rivoltosi aggrediti, e stesi al suolo<\/p>\n<p>A sbrigarsi degli altri due, che i primi rivoltosi tenean ligati, fecero a costoro andare spietatamente incontro alla stessa morte-<\/p>\n<p>Ad altra dimanda<\/p>\n<p>Ha risposto \u2013<\/p>\n<p>Non sazi que\u2019 snaturati della commessa strage staccaron le teste da\u2019 busti degli esangui cadaveri, e conficcandole ai pali per la strada che mena ad Isernia si avviarono, menando vanto della loro crudelt\u00e0 \u2013<\/p>\n<p>Altro non conosco di si fatale evento \u2013<\/p>\n<p>Precedente lettura e conferma si \u00e8 asserito illetterato<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>\u00a0\u00a0\u00a0 Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 23<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nello stesso giorno<\/p>\n<p>Citato \u00e8 comparso<\/p>\n<p>Vincenzo Gentile fi Dionisio, di anni 35 proprietario qui domiciliato \u2013<\/p>\n<p>Ha giurato di dire tutta la verit\u00e0: null\u2019altro che la verit\u00e0 : aa\u2019 detto conoscere, ed essere indifferente colle parti \u2013<\/p>\n<p>Interrogato analogamente<\/p>\n<p>Ha risposto \u2013<\/p>\n<p>Essendomi recato in Carpinone alla fiera di S. Rocco che col\u00e0 si celebra nel di\u00a0 I 0? di ottobre, Luciano di Creddo di Sessano, parlando meco di fatti luttuosi d\u2019Isernia, di qui, e degli altri luoghi, mi disse, che conoscea il suo paesano, che avea dato il primo colpo, ad un giovane che fu ammazzato ne\u2019 tenimenti di Miranda con altri quattro compagni nel giorno 5 dello stesso mese di Ottobre.<\/p>\n<p>Altro non conosco \u2013<\/p>\n<p>Precedente lettura, e conferma si \u00e8 sottoscritto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vincenzo Gentile\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 24<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>nello stesso giorno &#8211;<\/p>\n<p>Citato, \u00e8 comparso \u2013<\/p>\n<p>Angelantonio Cifolelli fu Domenico d\u2019anni 18, contadino qui domiciliato \u2013<\/p>\n<p>Ha giurato di dire tutta la verit\u00e0: null\u2019altro che la verit\u00e0 : a\u2019 (\u2018 al verso contrario anche per i precedenti) detto conoscere, ed essere indifferente colle parti \u2013<\/p>\n<p>Interrogato analogamente<\/p>\n<p>Ha risposto \u2013<\/p>\n<p>Io non conosco gli autori della strage de\u2019 cinque individui commessa nel 5 Ottobre caduto anno, al Ponte della Rava agro di Miranda, mentre quando arrivai, rinvenni solo i cadaveri denudati a terra \u2013<\/p>\n<p>Ad altra dimanda<\/p>\n<p>Ha risposto<\/p>\n<p>Il soprabito, e gil\u00e8 consegnato da mio fratello Emilio Cifolelli al paesano Giuseppe Gentile, furon da me trovati in mezzo la strada nuova \u2013<\/p>\n<p>Dimandato a dire il vero, e di non occultare le circostanze a lui note intorno all\u2019avenimento<\/p>\n<p>Ha risposto = Il vero o\u2019(\u2018 contrario) detto, e null\u2019altro conosco \u2013<\/p>\n<p>Dietro lettura e conferma a\u2019 (\u2018 al contrario) detto essere illetterato &#8211;<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi Giudice<\/p>\n<p>Considerando che il testimone a\u2019 cercato d\u2019occultare la verit\u00e0 a favore gl\u2019imputati \u2013<\/p>\n<p>Disponiamo<\/p>\n<p>Che lo stesso sia sperimentato col carcere, com\u2019\u00e8 stato eseguito \u2013<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif.pag. 25<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nello stesso giorrno \u2013<\/p>\n<p>Citato,\u00e9 comparso<\/p>\n<p>Vincenzo de Benedictis di Egidio, di anni 19, contadino qui domiciliato \u2013<\/p>\n<p>Ha giurato di dire tutta la verit\u00e0: null\u2019altro che la verit\u00e0 : a\u2019 detto conoscere, ed essere indifferente colle parti \u2013<\/p>\n<p>Interrogato analogamente<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel d\u00ec 5 ottobre scorso stavo a travagliare in campagna alla Contrada Usciaro in questo tenimento, quando a circa le ore 20 vidi passare per la consolare <u>molt\u2019individui di Sessano, armati di fucile, zappe, scuri, e pali,<\/u> i quali mi obbligarono per forza seguirli; ma io, avendoli seguito per poco tratto, mi rimasi dietro, e ritornai al travaglio \u2013 Dopo pochi momenti intesi delle grida, e de\u2019 colpi, e quindi appresi che erano stati uccisi tre infelici che fuggivano \u2013<\/p>\n<p>Precedente lettura, e conferma si \u00e8 asserito? analfabeta<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 26<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Citazione a comparire per<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 Domenico Rampone<\/p>\n<p>2 Giuseppe Guglielmi<\/p>\n<p>3 Domenico di Benedetto<\/p>\n<p>4 Gaetano Gentile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda 15 Gennaio 1861<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 27<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giudicato d\u2019Istruzione<\/p>\n<p>del<\/p>\n<p>Distretto d\u2019Isernia<\/p>\n<p>Miranda 15 Gennaio 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signor Sindaco di Miranda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sar\u00e0 compiacente segnare al margine del presente, che mi restituir\u00e0, quattro persone probe che conoscono, senza averci relazione\u00a0 di parentela od amicizia i nomati D. Domenico Franceschelli, Domenico Petrino fu Felice, e Vincenzo Celli fu Francesco di questo Comune<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Giudice Istruttore<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Probi<\/p>\n<p>Domenico Rampone<\/p>\n<p>Giuseppe Guglielmi<\/p>\n<p>Domenico di Benedetto<\/p>\n<p>Gaetano Gentile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>Felice Cifolelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif.pag. 28<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno Milleottocentosessanta, il giorno quindici Gennaio in Miranda (errore)<\/p>\n<p>Noi Erasmo Manfredi Giudice Istruttore del Distretto d\u2019Isernia, assistiti dal commesso giurato Sig. Morelli ff. da Cancelliere;<\/p>\n<p>Volendo assodare le qualit\u00e0 morali degli imputati D. Domenico Franceschelli, Domenico Petrino fu Felice, e Vincenzo Celli fu Francesco di qui, previa chiamata, abbiamo fatto venire alla nostra presenza in questa Casa Comunale, quattro probi di questo Comune indicatici dal Sindaco locale, cio\u00e8:<\/p>\n<p>1 Domenico Rampone fu Emiddio, di anni 33;<\/p>\n<p>2 Giuseppe Guglielmi di Geremia, di anni 40;<\/p>\n<p>3 Domenico di Benedetto fu Bellisario, di anni 55; e<\/p>\n<p>4 Gaetano Gentile di Ludovico, di anni 34.<\/p>\n<p>Tutti proprietari qui domiciliati \u2013<\/p>\n<p>I quali dopo aver prestato il giuramento di dire tutta la verit\u00e0 :null\u2019atro che la verit\u00e0:<\/p>\n<p>Cian l\u2019uno separatamente dall\u2019altro, e quindi concordemente dichiarato \u2013<\/p>\n<p>Che il loro paesano D. Domenico Franceschelli a\u2019 serbato sempre lodevole condotta, e dal pubblico viene ritenuto come uomo da bene, ed incapace a commettere qualsiasi piccolo reato \u2013<\/p>\n<p>Che gli altri due paesani poi Domenico Petrino fu Felice, e Vincenzo Celli fu Francesco, sebbene avessero serbata sempre lodevole condotta sotto tutti i rapporti; pure dal pubblico, ora veggonsi notati, come rivoltosi, e dicesi pure che i medesimi siano stati a parte cogli altri tre fatti criminosi consumati in Isernia, e nella strage di cinque garibaldini alla contrada <u>La Rava<\/u><\/p>\n<p>Precedente lettura, e conferma si sono sottoscritti \u2013<\/p>\n<p>Domenico Rampone<\/p>\n<p>Giuseppe Guglielmi<\/p>\n<p>Domenico di Benedetto<\/p>\n<p>Gaetano Gentile<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 29<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Citazione a comparire per<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Giuseppe gentile di Miranda<\/li>\n<li>Angelantonio Cifolelli <u>detenuto<\/u> in q.a prigione<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia 25 Gennaio 1861<\/p>\n<p><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p>Rif. pag. 30<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno ventisei Gennaio in Isernia<\/p>\n<p>Noi Erasmo Manfredi Giudice Istruttore del Distretto d\u2019Isernia, assistiti dal Commesso Giurato Sig. Morelli ff. da Cancelliere \u2013<\/p>\n<p>Volendo sentire in contraddizione il testimone in esperimento Angelantonio Ciofolelli, e Giuseppe Gentile, abbiamo fatto estrarre il primo da queste Prigioni, e tradurre alla nostra presenza colla scorta della forza pubblica, e quindi libero, e sciolto da ogni ligame introdurre coll\u2019altro nella Camera degli esami \u2013<\/p>\n<p>Interrogati convenevolmente<\/p>\n<p>Il Cifolelli si \u00e8 tenuto fermo nella sua dichiarazione, dicendo non aver affatto parlato con esso Gentile degli autori dell\u2019omicidio di che tratta la presente procesuura \u2013<\/p>\n<p>Il Gentile si \u00e8 sostenuto, affermando che il Cifolelli non solo manifest\u00f2 con lui gli autori dell\u2019omicidio in parola, ma anche coll\u2019altro paesano D. Giovanni Nucci \u2013<\/p>\n<p>Precedente lettura, e conferma si \u00e8 sottoscritto il solo Gentile essendosi l\u2019altro asserto (o asserito) illetterato<\/p>\n<p>Giuseppe Gentile<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>EManfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 31<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signor Procuratore Generale del Re<\/p>\n<p>presso la G. C. Criminale di Molise<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Michele Ferrante fu Ferdinando<\/p>\n<p>Martino Corrado<\/p>\n<p>Emmanuele Gentile<\/p>\n<p>tutti di Miranda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luigi Suriani di Lupara parte civile nel giudizio penale a carico degli uccisori di suo figlio Giuseppe espone alla di Lui autorit\u00e0 che i testimoni segnati a margine conoscono molti fatti relativi all\u2019avvenimento, e particolarmente possono indicare il luogo dove fu aggredito il detto Giuseppe Suriani da D. Domenico Franceschelli, e dagli altri masnadieri da lui condotti \u2013<\/p>\n<p>Lupara 19 Gennaio 1861<\/p>\n<p>Luigi Suriani<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 32<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Citazione a comparire per<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Michele Ferrante fu Ferdinando<\/li>\n<li>Marino Corrado<\/li>\n<li>Emmanuele Gentile di Michele<\/li>\n<li>Giovanni Nucci<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutti di Miranda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia l\u00ec 1 Febbraio 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 33- 34<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno mille ottocento sessantuno, il giorno due Febbraio, in Isernia<\/p>\n<p>Innanzi a Noi Erasmo Manfredi Giudice del Circondario d\u2019Isernia delegato, assistiti dal canc. Sost. \u00e8 comparso previa? citazione D. Giovanni Nucci del fu Saverio d\u2019anni 54 Sacerdote di Miranda<\/p>\n<p>Ha giurato di dire tutta la verit\u00e0 null\u2019altro che la verit\u00e0: ha detto conoscere e non avere alcun\u00a0 rapporto colle parti \u2013<\/p>\n<p>Interrogato convenientemente<\/p>\n<p>Ha dichiarato nel giorno in cui fuggi da Isernia la colonna condottavi dal Sig. Governatore de Luca, fra gli altri omicidi che si consumarono, vi furono quelli di cinque nazionali sacrificati al luogo detto Sterparo, i quali fuggivano in una carrozza, come seppi per pubblica\u00a0 voce. In quella stessa sera seppi che il mio paesano e nipote Angelant.o Cifolelli era tornato in Miranda portando seco talune spoglie degli uccisi, ed incontratolo in uno dei giorni\u00a0 posteriori cercai di conoscere se avesse anch\u2019egli parte in quella strage; ma lo stesso mentre mi assicur\u00f2 per la negativa, dicendo di avere a terra raccolte quelle spoglie, mi confidava pure che uno dei cinque disgraziati uccisi, e precisamente un giovane di bianca carnagione, di capelli e barba tra il biondo ed il\u00a0 rosso era stato sacrificato con colpi di palo dall\u2019altro paesano Domenico Petrino fi Felice- Soggiunse che furono ai cinque uccisi recise le teste, e condotte in Isernia- Assicurava infine che era stato presenta a tale strage<\/p>\n<p>Dietro lettura e conferma si \u00e8 sottoscritto<\/p>\n<p>Giovanni Nucci\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Il Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Manfredi<\/li>\n<li>Cocucci<\/li>\n<\/ol>\n<p>Rif. pag. 35<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nello stesso giorno e luogo<\/p>\n<p>Noi suddetto Giudice<\/p>\n<p>Volendo sentire in contraddizione il testimone Sig. Nucci, coll\u2019altro testimone in esperimento Angelantonio Cifolelli, onde conciliare i loro detti, abbiamo fatto estrarre costui dalla prigioni e tradurre alla nostra presenza nella camera degli esami, libera e sciolto da\u2019 ligami, ove dopo le debite avvertenze di rito interrogato convenientemente<\/p>\n<p>Il Sig. Nucci ha ripetuto alla presenza del Cifolelli la precedente sua dichiarazione<\/p>\n<p>Cifolelli ripetendo la sua precedente dichiarazione, ha aggiunto di non avere mai tenuto alcun discorso sull\u2019oggetto col testimone suo zio Sig. Nucci<\/p>\n<p>Del che si \u00e8 redatto il presente verbale sottoscritto dal Sig. Nucci per essere il Cifolelli illetterato<\/p>\n<p>Giovanni Nucci<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manafredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C Cocucci<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi Sud.o Giudice non avendo potuto indurre il testimone Cifolelli a dichiarare la verit\u00e0 alla giustizia, abbiamo disposto che egli sia ricondotto in carcere in luogo di esperimento \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>E Manfredi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C Cocucci<\/p>\n<p>Rif. pag. 36<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno Due Febbraio in Isernia<\/p>\n<p>Innanzi a Noi Erasmo Manfredi Giudice Istruttore del Distretto d\u2019Isernia, assistiti dal Commesso Giurato Sig. Morelli, previa citazione \u00e8 comparso Emmanuele Gentile di Michele, di anni 27 contadino di Miranda<\/p>\n<p>Ha giurato di dire tutta la verit\u00e0 null\u2019altro che la verit\u00e0: a\u2019 detto conoscere ed essere indifferente colle parti \u2013<\/p>\n<p>Alle opportune dimande<\/p>\n<p>Ha risposto<\/p>\n<p>Nulla conosco direttamente sugli autori della strage de\u2019 cinque garibaldini avvenuta il d\u00ec 5 Ottobre scorso anno, in questo tenimento alla contrada Sterparo, se non ch\u00e9 dal mio paesano Michele Ferrante mi venne tal lugubre fatto narrato, soggiungendo che a\u2019 miseri erano state staccate le teste da\u2019 busti, e questi rimasti in mezzo la strada pasto delle belve, e quelle portate in Isernia \u2013 Mi disse benanche che il nomato D. Domenico Franceschelli trovavasi alla distanza di un tiro di fucile da quel luogo di orrore e di lutto, raccogliendo gente per spedirla col\u00e0 \u2013<\/p>\n<p>Altro non conosco \u2013<\/p>\n<p>Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto essere analfabeta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Gidice Istruttore<\/p>\n<ol>\n<li>Manfredi<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 37-38-39<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessantuno il giorno ventuno Marzo in Isernia<\/p>\n<p>Noi Michele Carbone Giudice del Circondario d\u2019 Isernia assistiti dal Canc. Sost.\u00a0 Sig. Cocucci<\/p>\n<p>Volendo risentire il testimone in esperimento Angelantonio Cifolelli,\u00a0 lo abbiamo fatto estrarre dalle prigioni e tradurre alla nostra presenza nella Camera degli esami, ove disposto? libero e sciolto da ligame alle opportune dimande, ha detto chiamarsi<\/p>\n<p>Angelantonio Cifolelli qualificato al folio<\/p>\n<p>Interrogato convenientemente<\/p>\n<p>Ha dichiarato = In un giorno che non rammento di preciso\u00a0 del mese di 8bre girai per varie campagne in contrada la Rava per procurarmi dei fichi quando da sopra il colle <u>Corio mallo<\/u> sentiva dire dai contadini Angelantonio ed Antonio alias la Badessa padre e figlio, nonch\u00e9 dal cos\u00ec detto figlio di <u>Sorgitto<\/u> che i Garibaldini andavano a Miranda per distruggerlo. Infatti si vedevano venire costoro a massa confusa battere la consolare e dirigersi al Macerone senza punto divergere per Miranda, la quale veniva inseguita da un\u2019altra massa di contadini di diversi Comuni forniti di ogni sorta di armi rustiche e militari. Per la curiosit\u00e0 discesi da quel colle nel basso e mi accostai verso la Consolare. In questo frattempo Domenico Petrini con una mazza niente indifferente, uscendo dalle campagne di sotto mi richiese, fattosi a me dappresso della persona del Sacerdote D.. Giovanni Nucci, forse col triste intendimento di fargli qualche aggravio: gli risposi che doveva stare in casa sua, e quegli riprese essergli stato detto di trovarsi ricoverato sotto una siepe. In dir ci\u00f2 si avvi\u00f2 per la consolare per inseguirvi i garibaldini, alla co da da\u2019 quali andava una carrozza che rest\u00f2 indietro perch\u00e8 i cavalli camminavano lentamente. Era passato circa un quarto d\u2019ora che vidi passare a tutto galoppo due uomini a cavallo dei quali conobbi\u00a0 il solo Michele Notarianni di \u00a0Pesche a motivo che era stato meco alla seccala. Questi due passarono quasi tutti i contadini che correvano appresso ai fuggitivi garibaldini e pervennero a quel punto della strada cos\u00ec detto Barraccone, dove fermarono quella carrozza e la obbligarono voltare indietro per Isernia facendole di scorta. La detta carrozza fu fermata sopra il Ponte dello Sterparo nel ritorno alla distanza di una cinquantina di passi, ove io mi trovava. Vidi che nella carrozza vi era un sol Garibaldino giovine tra i 24 anni senza barba vestito di soprabito, e senza che in testa portava alcun berretto o cappello, di giusta statura, e proporzione. Lo si fece scendere dalla carrozza un contadino disse: questo \u00e8 un impiegato di Campobasso: portiamolo in Isernia. Contemporaneamente vidi nella turba contadinesca un altro Garibaldino con barba, senza rammentare altri connotati, che veniva rovistato, mentre esso battendosi il gil\u00e8 mostrava di non aver altro che la immagine della Madonna del Carmine. Furono ambedue riuniti per menarli in Isernia &#8211;\u00a0 Quasi nel contempo fu sparato da un contadino a me ignoto una fucilata ad un terzo Garibaldino, che forse erasi ricoverato in un letto di un fiume a secco detto Rava. Immentinenti gli furono addosso un\u2019infinit\u00e0 di contadini ad alla rinfusa l\u2019uccisero e poi lo spogliarono- nello stesso tempo sentii la voce di uno che gridava di non aver fatto niente, e vidi essere un contadino che veniva ucciso allo stesso modo con ronche e accette- da ultimo intese alla distanza di un\u00a0 centinaio di passi giusti sulla consolare due fucilate l\u2019una dopo l\u2019altra ed intesi dire dai contadini = Mo hanno ucciso quelli che avevano a port\u00e0 ad Isernia \u2013 Ed infatti giudicai che effettivamente fossero stati uccisi \u2013 Mentre prendevano questi quattro amici di quei due che stavano a cavallo si vedevano andar sotto di sopra in mezzo dei reazionari. Non distinsi se ci stava Domenico Petrini che suppongo che vi doveva essere perch\u00e9 lo aveva veduto inseguire i Garibaldini. Indi tolsero i cavalli da sotto la carrozza, e vi si misero a cavallo, ed \u00e8 contadini vi si posero nell\u2019interno ed altri la tiravano a mano-In questo punto me ne andai perch\u00e9 vedeva che anche la turba si dirigeva verso Isernia. Strada facendo pel paese trovai un gil\u00e8 ed un soprabito buttato per terra, eguale vestimenta furono consegnate da mio fratello Emilio Cifolelli a questo Sotto Governatore. Giunto al paese, pubblicamente si\u00a0 diceva che agli uccisi Garibaldini avevano recise anche le teste. Ci\u00f2 mi fece meraviglia per non essere successo alla mia presenza, e giudicai che ci\u00f2 era dovuto avvenire che abbandonai il sito, da cui avevo osservato questi spettacoli \u2013<\/p>\n<p>Domandato, se avesse veduto altri Mirandesi od altri contadini di altri paesi a lui noti<\/p>\n<p>Ha risposto di non averli conosciuti<\/p>\n<p>Domandato a somministrare i connotati dell\u2019altro individuo che andava a cavallo<\/p>\n<p>Ha risposto di non ricordarli<\/p>\n<p>Dietro lettura e conferma ha detto essere illetterato, dopo di ch\u00e8 \u00e8 stato posto in libert\u00e0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<li>Cocucci<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 40<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si certifica da noi Sindaco del Comune di Miranda che Michele Ferrante, ed Antonio Corrado, contadini di questo Comune suddetto si trovano assenti dal \u00a0Comune suddetto, il primo ignorando il luogo ove rattrovasi, ed il secondo si trova detenuto nelle prigioni Centrali della Provincia.<\/p>\n<p>Si rilascia il presente da valere per uso di giustizia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda il primo Marzo 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>Felice Cifolelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ludovico Gentile\u00a0 &#8230;..Co.g<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 41<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno sedici Aprile in Isernia<\/p>\n<p>Estratto dell\u2019interrogatorio di<\/p>\n<p>Alessandro Cerri fu Daniele anni 64 contadino di Sessano<\/p>\n<p>Signore \u201c Vecchio come sono non poteva, e n\u00e9 presi alcuna parte nelle reazioni di questo Distrettoi, che anzi non n\u00e8 sono giammai discostato dal mio paese.<\/p>\n<ol>\n<li>Vi \u00e8 a notizia il fatto con cui i Garibaldini fuggendo per la via del Macerone in una Carrozza, furono raggiunti, ed uccisi da contadini, tra i quali vi erano quelli di Sessano<\/li>\n<li>Giuseppe Cardassiere della Fara S. Martino ammogliato in Sessano, che ora si dice essere arrestato in Carpinone, Raffaele Altieri furono quelli, che perseguitando la colonna del Governatore de Luca per la salita del Macerone, fermarono una carrozza entro di cui avevano rinvenuto de\u2019 Garibaldini, che erano stati ammazzati, e che la carrozza era stata condotta in Carpinone da me osservata nelle vicinanze del largo cos\u00ec detto la Croce nel giorno quattordici del mese di ottobre in occasione di fiera, e che generalmente veniva curiosata.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il cavallo che tirava la carrozza assalita al Macerone fu condotta pubblicamente in Sessano dal cennato Scardassiere della Fara, il quale molti giorni dopo fu obbligato restituirlo al padrone, che era un Tavernaio di Bojano.<\/p>\n<p>Detto cavallo era di manto bajo \u2013 oscuro, forse di misura, ma allentato fu da me veduto pascolare nel Feudo del Barone, e delle persone dicevasi, che quel cavallo era uno di quelli che tiravano la detta carrozza assalita: Tutto o Detto ci\u00f2 mi costa per averlo inteso pubblicamente raccontare in quel tempo dalla gente del mio paese \u2013<\/p>\n<ol>\n<li>Entro Sessano, o in quelle vicinanze sono stati ammazzati altri Garibaldini ?<\/li>\n<li>Pochi giorni dopo il fatto consumato al Macerone stando io a travagliare inteso dire pubblicamente in campagna, che la Guardia di Chiauci portava tre Garibaldini arrestati, e che molti di Sessano con uomini e femmine con violenza ce li tolsero, ed uccisero nel luogo detto le Fonti. Non sapendo indicare l\u2019uccisore di que\u2019 tre disgraziati \u2013<\/li>\n<\/ol>\n<p>Lettura datogli si \u00e8 sottoscritto=Firmato&lt;Alessandro Cerri=<\/p>\n<p>Il Giudice=Michele Carbone=Carlo Cocucci Cancelliere Sostituto\u00a0 Isernia 31 Luglio 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Estratto<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sostituto<\/p>\n<p>Luigi Zappone?<\/p>\n<p>Visto dal Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 42<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessantuno il giorno diciassette aprile in Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Estratto dello interrogatorio di<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nunzio d\u2019 Ippolito di Giovanni, di anni 28, contadino domiciliato in Sessano<\/p>\n<p>Signore \u201c Sono rimasto estraneo alle reazioni avvenute in Isernia e nei paesi del Distretto, e ne io ho fatto parte della Guardia nazionale, che in quell\u2019epoca fu istallata in Sessano. neppure nella scorsa settimana ho cercato tenere in agitazione il paese con voci sediziose\u00a0 fumendando speranze sul ritorno di Francesco II\u00b0 per mezzo de\u2019 Tedeschi \u2013<\/p>\n<ol>\n<li>Conoscete qualche circostanza relativa alla carrozza assalita nel Macerone quando fuggiva la Colonna del Governatore de Luca nel d\u00ec cinque ottobre ultimo ?<\/li>\n<li>Pubblicamente dicevasi per Sessano che Mastro Giuseppe Scardassiere della Fara S. Martino, a capo di altri Sessanesi armati avevano sopraggiunta per la salita del Macerone una carrozza a tre cavalli piena di Garibaldini, che dopo di averli uccisi , si presero la carrozza ed i cavalli. Che uno dei cavalli fu preso da\u2019 Gendarmi ed era il migliore, che un altro cavallo era stato preso da\u2019 Carpinonesi, i quali si erano impadroniti della suddetta carrozza, e il terzo cavallo fu condotto in Sessano dal detto Mastro Giuseppe, e che poscia fu restituito al Tavernaio di Bojano. Non conosco chi de\u2019 paesani tenne mano nell\u2019assalimento di detta carrozza \u2013<\/li>\n<li>Conoscete coloro, che misero i tre Garibaldini che conducevano i naturali di Chiauci nella contrada Fonte ?<\/li>\n<li>In un giorno, che non rammento il preciso, del mese di ottobre, trovandomi nella Montagna, sentiva a circa un miglio di lontananza gridare a <u>S. Venditto a S. Venditto mo sono arrivati<\/u>, ed indi vidi una quantit\u00e0 di popolo, ed intesi l\u2019esplusione di tre colpi di fucile a circa le ore 22 \u2013 La mattina seguente mi fu raccontato, che i tre colpi erano stati tirati a tre Garibaldini, che venivano condotti ligati da\u2019 naturali di Chiauci. Si diceva che uno degli uccisi era di Portocannoni, un altro di Campobasso, e dell\u2019atro non si parl\u00f2 del luogo nativo. Non si diceva chi furono i barbari uccisori. Dal sito in cui io mi trovava nell\u2019atto dell\u2019espulsione vidi che la folla del popolo accorse dopo i colpi, e quando questi furono tirati si osservavano una trentina di persone<\/li>\n<\/ol>\n<p>Dategli lettura ha detto contenere il vero e di essere analfabeta =Firmati=Il Giudice=Michele Carbone=Carlo Cocucci Cancelliere Sostituto=Isernia 31 Luglio 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Estratto<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sost.<\/p>\n<p>Luigi Zappone?<\/p>\n<p>Visto dal Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>Rif. pag. 43<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Estratto della dichiarazione di<\/p>\n<p>D,, Pasquale Tella fu Palmerino di anni 52 Sacerdote di Sessano<\/p>\n<p>Nella sera quella massa di armati ritir\u00f2 in paese, e Giuseppe Battistone port\u00f2 un cavallo in compagnia di Raffaele Altieri di Pasquale, Michele Petrollini di Domenico Giovinotto di circa anni 16, raccontava che egli trovandosi al Macerone aveva veduto che un Garibaldino spar\u00f2 da sopra un traino, o carrozza una fucilata a Domenico Gafrancesco di Biase, il quale per lo ripar\u00f2 chinandosi a terra, e che poi costui aggred\u00ec quel Garibaldino, e con lo spiedo che tolse al Petrollini fer\u00ec nel petto il detto Garibaldino, ed indi coll\u2019accetta termin\u00f2 di ucciderlo, e che indi il detto Gafrancesco aver troncata allo stesso la testa, e l\u2019aveva portata al Maggiore Sardi, prendendosi il fucile dello stesso \u2013 Che Giuseppe Battistone essendosi avvicinato ad un Garibaldino che stava ferito a terra chiese chi viva, quegli rispose. Viva <u>Garibaldi<\/u>. gl Battistone prosegu\u00ec a dire <u>chi viva altrimenti ti ammazzo.<\/u> \u00a0Quegli rispose = <u>Viva Garibaldi.<\/u> . Allora il Battistone gli schiacci\u00f2 la testa con una zappata. Diceva pure che Raffaele Battistone con altri di Carpinone avevano fermato la carozza, si avevano preso un cavallo, e che la carrozza era stata portata in Carpinone<\/p>\n<p>datagli lettura e conferma si \u00e8 sottoscritto =<\/p>\n<p>Firmati=Pasquale Tella=Il Giudice Michele Carbone= Carlo Cocucci Cancelliere Sostituto \u2013<\/p>\n<p>Isernia 31 Luglio 1861<\/p>\n<p>Per Estratto<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sost.<\/p>\n<p>Luigi Zappone<\/p>\n<p>Visto dal Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 44<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Estratto dalla testimonianza di<\/p>\n<ol>\n<li>Benedetto Ripetuo fu Giuseppe di anni 50, arciprete Curato di Sessano.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Solamente ha inteso dai testimoni Nicola Augelli fu Domenico, e Gaetano Mancini fu Giuseppe, che Giuseppe Battistone, e Raffaele Altieri avevano aggrediti una carozza di Garibaldini alla salita del Macerone, e si avevano tolto un cavallo, che portarono in Sessano, cavallo che posteriormente fu preso dai Garibaldini \u2013<\/p>\n<p>Firmati=Benedetto Ripetuo=Michele Carbone Giudice=Carlo Cucucci Cancelliere Sostituto<\/p>\n<p>Isernia 31 Luglio 1861<\/p>\n<p>Per Estratto<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sostituto<\/p>\n<p>Luigi Zappone<\/p>\n<p>Visto<\/p>\n<p>Dal Giudice<\/p>\n<p>M: Carbone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 45<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno ventiquattro Aprile in Sessano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dichiarazione di<\/p>\n<p>Michele Petrollini di Domenico di anni 17, Sarto di Sessano<\/p>\n<p>A dimanda ha risposto<\/p>\n<p>Nei principii dell\u2019ultimo decorso ottobre in un mattino veduto, che circa un centinaio di compaesani si avvicinavano alla volta d\u2019Isernia mi presi una scure\u00a0 e mossi anche io a quella volta, e no sono al caso o capo d\u2019indicare alcuno de\u2019 sopradetti paesani non ricordandoli. Via facendo vidi trascinare una carrozza, tirata da cavalli di manto scuro, da molti individui a me sconosciuti ad eccezione di un solo che ritenni di Carpinone dal suo modo di vestire, alla volta d\u2019Isernia, e mi si disse non rammento da chi essere stato tale legno tolto a taluni Garibaldini. Approssimandomi al ponte sotto del quale passa l\u2019acqua che s\u2019immette nella fontana d\u2019Isernia vidi molta gente che dal Macerone si conduceva in quest\u2019ultima Citt\u00e0, dicendosi essere ivi arrivati le truppe borboniche, n\u00e8 riconobbi alcuno fra quelli individui \u2013<\/p>\n<p>Via facendo per\u00f2 sent\u00ec da persone, che non ricordo che Domenico di Blasio, il quale era venuto a provvedersi di uno spiedo in una casa in quel mattino prima di partire, con lo spiedo medesimo aveva ammazzato un Garibaldino. Giunto in Isernia nel vedere molti cadaveri di persone trucidate giacersi per terra, ne misi sulla porta della Chiesa di S. Pietro senza muovermi di l\u00e0 \u2013<\/p>\n<p>Ad altra dimanda \u00e8 stato negativo=Dietro lettura e conferma si \u00e8 sottoscritto=Firmato=Michele Petrollini=Il Giudice=Michele Carbone=Carlo Cucucci Cancelliere Sostituto<\/p>\n<p>Isernia 31.. Luglio 1861<\/p>\n<p>Per Estratto<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sost..<\/p>\n<p>Luigi Zappone?<\/p>\n<p>Visto<\/p>\n<p>Dal Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 46<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Estratto dalla dichiarazione di D. Carmine Tella fu Raffaele di anni 36 Sindaco di Sessano<\/p>\n<p>Mi ricordo pure che nella sera\u00a0 del 5 a 6 ottobre suddetto Antonio Petrecca di Donato, e Giuseppe Battistone ebbero parte nella persecuzione della colonna del Governatore de Luca, ed i medesimi portando un cavallo dicevano pubblicamente di averlo preso sotto una carrozza de\u2019 Garibaldini che fuggivano \u2013<\/p>\n<p>Firmati=Carmine Tella=Il Giudice=Michele Carbone=Carlo Cucucci cancelliere Sostituto<\/p>\n<p>Isernia 31. Luglio 1861<\/p>\n<p>Per Estratto<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sost.<\/p>\n<p>Luigi Zappone ?<\/p>\n<p>Visto<\/p>\n<p>Dal Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 47<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Estratto dalla dichiarazione di<\/p>\n<p>Gaetano Mancini fu Giuseppe di anni 39. contadino di Sessano<\/p>\n<p>In questo mentre veniva una carrozza non tirata da cavalli, ma da contadini di Carpinone a me ignoti, e da due paesani di qui cio\u00e8 Giuseppe Battistone, ed Angelo Petrollini di Domenico; e questi due ultimi mi dissero che in unione di quelli di Carpinone\u00a0 avevano guadagnato quel legno alla salita del Macerone \u2013 Poscia condussero la detta Carrozza in Carpinone dove fecero tutta come intesi dire, giacch\u00e9 i due miei paesani la pretendevano, ed i Carpinonesi perch\u00e9 di maggior numero vinsero, e Battistone, e Petrollini ebbero un cavallo.<\/p>\n<p>Firmati=Michele Carbone Giudice=Carlo Cucucci Sostituto Cancelliere= Isernia 31. Luglio 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Estratto<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sost.<\/p>\n<p>Luigi Zappone ?<\/p>\n<p>Visto<\/p>\n<p>dal Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 48<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riesaminato il testimone in esperimento<\/p>\n<p>Michele Petrollini Ha dichiarato \u2013<\/p>\n<p>Presente agli omicidi dei Garibaldini non mi trovai, commessi alle pendici del Macerone, e solo per detti sentito dire che Domenico Iafrancesco di Biase aveva ucciso un Garibaldino, cosa vera perch\u00e9 lo stesso lo confess\u00f2 a mia\u00a0 madre Pasquala\u00a0 di avere ucciso un Garibaldino al Macerone conficcandogli uno spiedo nelle viscere perch\u00e9 avendogli intimato di fermarsi quello aveva continuato a fuggire. Nel punto ove io non passai, ossia pel ponte dell\u2019acqua vidi venire sopra di un cavallo Antonio Petrecca di Donato, e Raffaele Altieri di Pasquale, sopra di un altro cavallo Giuseppe Battistone, e sopra di un terzo cavallo Domenico Iafrancesco, e si diressero in Isernia, mentre una carrozza veniva tirata dai contadini di Carpinone quasi in trionfo. Arrivata la massa in Isernia gridava. Viva Francesco II\u00b0 e indi i Soldati si presero due dei tre cavalli, ed il terzo fu portato in questo Comune venendo governato una settimana dal Battistone, ed altra settimana dall\u2019Altieri.\u00a0 Si faceva il saccheggio in quella Citt\u00e0, e si fucilavano i Garibaldini, che si prendevano innanzi al Palazzo di Jadopi, che andava in fiamme. Circa duegento persone Sessanese ebbero parte nel saccheggio portando ciascuno il suo fardello, ed io comprai dai soldati due quadri per grana quindici ed otto carte di bottoni per due carlini.. Tra i miei paesani conobbi Antonio Ceglia o Caglia, ed Antonio Evangelista <u>Calandriello <\/u>\u00a0ed altri che non rammento=Firmati=Michele Petrollini=Michele Carbone Giudice=Carlo Cucucci Cancelliere Sostituto \u2013<\/p>\n<p>Noi predetto Giudice Istruttore \u2013<\/p>\n<p>Ritenendo che il testimone non abbia detto tutta la verit\u00e0, abbiamo disposto che sia ulteriormente in isperimento in carcere=Isernia 31 luglio 1861.<\/p>\n<p>Per Estratto<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sost.<\/p>\n<p>Luigi Zappone?<\/p>\n<p>Visto<\/p>\n<p>Dal Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 49<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Estratto dall\u2019atto di contraddizione tra<\/p>\n<ol>\n<li>Pasquale Tella, e<\/li>\n<\/ol>\n<p>Michele Petrollini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letto ad essi le parti delle rispettive dichiarazioni, dalle quali sorge la contraddizione, e fatto osservare al Petrollini, che mentre il Tella dice di aver esso comunicatogli di aver veduto Domenico Iafrancesco uccidere un Garibaldini a colpo di spiedo e troncandogli la testa con la scure, come pure avere presenziato alla uccisione di altro Garibaldino fatta da Giuseppe Battistone, ed alla sorpresa di una carrozza eseguita da Raffaele Battistone e da altri, esso poi nella sua dichiarazione tace tale circostanza \u2013<\/p>\n<p>Ha risposto= Non avere altro comunicato al Tella se non quanto ha deposto sono prima in giustizia=<\/p>\n<p>Interrogato all\u2019oggetto alla sua volta il Tella, ha sostenuto a viso aperto in faccia al Petrollino ci\u00f2 che trovasi da lui precedentemente detto, senz\u2019altro aggiungere o variare \u2013<\/p>\n<p>Del che se n\u00e8 \u00e8 formato il presente sottoscritto da essi Tella, e Petrollini, e da noi e dal Cancelliere Sostituto-Firmati=Pasquale Tella=Michele Petrollini=Il Giudice=Michele Carbone=Carlo Cucucci Cancelliere Sostituto \u2013<\/p>\n<p>Fu disposto che il Petrollini fosse stato ristretto in carcere per esperimento=Isernia 31, luglio 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Estratto<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sost.<\/p>\n<p>Luigi Zappone<\/p>\n<p>Visto<\/p>\n<p>Dal Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 50<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno ventidue Maggio, in Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Interrogatorio di<\/p>\n<p>Giuseppe Battistone di Martino di anni 33, candelaro di Fara S. Martino dimorante in Sessano \u2013<\/p>\n<p>Interrogato pel motivo arresto \u2013 Ha risposto \u2013<\/p>\n<p>Venne arrestato in Carpinone da circa sei mesi per reato forestale \u2013<\/p>\n<p>Interrogato sulla imputazione che gravita a suo peso \u2013<\/p>\n<p>Ha risposto \u2013 Nel giorno 5\u201d bassi ottobre ultimo sonava a stormo la campana nel nostro paese, onde tutto il popolo si fosse armato giacch\u00e9 era venuto da Carpinone il cos\u00ec detto figlio di Palmetta, bandista per nome Giovanni Giuliano portando una lettera al Sindaco, senza conoscere chi la mandava, e diceva armatevi, e correte tutti, i Garibaldini vogliono incendiare il paese e menar via le vostre donne \u2013 Lo stesso Sindaco D. Carmine Tella secondava questo movimento, e quindi a stuolo tutto il popolo corse alla volta d\u2019Isernia \u2013 Stavamo impostati chi armato di fucile, chi di scure, e chi di mazze, sulla traversa di Campobasso presso le masserie di Chiovitti attendendo che i Garibaldini fuggissero per la volta di Campobasso, ma costoro vedendo i colli pieni di popolo nemico, presero la via del Macerone per gli abbruzzi. Circa dugento tra contadini di Pesche, Carpinone, e Sessano li inseguirono. Tra i persecutori vi era anch\u2019io, ed in mia compagnia venivano i miei paesani di Sessano, cio\u00e8 il Guardiaboschi Nicola -spazio bianco- Raffaele Altiero. Antonio Petrino di Domenico, Antonio&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;figlio del notaro, e Michele Giacchetto alias zichele tutti armati di fucile meno quest\u2019ultimo che era armato di scure. Passato il Casino del Signor Cimorelli stava morto a terra un Sacerdote e pi\u00f9 innanzi un\u2019altro vecchiotto, ed in poca d\u2019istanza altri due Garibaldini ligati nelle braccia, e tutti morti. Giunti co\u2019 compagni sul ponte ove comincia la salita del Macerone scendeva alla nostra volta una carrozza accerchiata da contadini tra quali vi era Carmine di Sessano di cognome altiero. Fermatasi la carrozza al piano furono tagliate le coregge, e de\u2019 tre cavalli uno se ne impossess\u00f2 , un altro and\u00f2 in Carpinone, ed il terzo venne in Sessano per averlo io tolto ad un Pescaruolo, e per i strada venne cavalcato dal Guardaboschi Raffaele Gualtieri. Il detto cavallo veniva governato, per essere preda comune, dal detto guardiaboschi, da me, e dall\u2019indicato Raffaele Altieri, nonch\u00e9 da Raffaele Petrecca &#8211;<\/p>\n<p>D\u201d apici bassi- Chi furono gli uccisori de\u2019 quattro Garibaldini trovati uccisi nelle adiacenze del ponte ove fu fermata la carrozza<\/p>\n<ol>\n<li>In presenza mia non fu ucciso nessuno, ed ignoro se fossero stati uccisi de\u2019 Garibaldini \u2013<\/li>\n<\/ol>\n<p>D\u201d E\u2019 vero che in Isernia vennero portate sei o sette teste di Garibaldini uccisi.<\/p>\n<ol>\n<li>Non le vidi \u2013<\/li>\n<\/ol>\n<p>D\u201d Siete stato agli attacchi di Pettorano, e del Macerone ?<\/p>\n<p>R\u201d Non Signore<\/p>\n<p>D\u201d Nel saccheggio d\u2019Isernia, vi prenteste parte, oppure vedesti chi vi prese parte ?<\/p>\n<p>R\u201d Quasi tutti i paesani ritornavono in patria\u00a0 co\u2019 loro fasciotti meno che io \u2013<\/p>\n<p>D\u201d Tenesti mano negli omicidii dei Garibaldini che venivano spediti da Chiauci<\/p>\n<p>R\u201d Essendosi sparsa la voce che venivano i Garibaldini si sparse la forza che in un punto , chi in un altro, e poscia si verific\u00f2 che erano tre Garibaldini condotti dalle Guardie di Chiauci, i quali vennero uccisi da Antonio Petrecca di Donato, dal figlio della salaiola Donato D\u2019Ippolito fu Giovanni, Donato di Francesco, nonch\u00e9 Angelo delli Cappellitti casato in Torremaggiore =<\/p>\n<p>Firmati= Il Giudice=Michele Carbone=Raffaele Cucucci Cancelliere Sostituto<\/p>\n<p>Isernia 31 Luglio 1861 oppure Isernia Il. luglio 1861<\/p>\n<p>Per Estratto<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sost.<\/p>\n<p>Luigi Zappone<\/p>\n<p>Visto<\/p>\n<p>Dal Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 52<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia li 26 Agosto 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Sig. Giudice Regio di S. Elia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>Nel giorno cinque ottobre scorso anno la colonna comandata dal Governatore de Luca, non potendo sostenersi contro forze militari Borboniche in gran numero venivano da Venafro, fu obbligato battere in ritirata alla volta degli abbruzzi \u2013 Disgraziatamente una tale ritirata fu disordinata, e molti militi Garibaldini vennero trucidati dai contadini armati, che perseguitavano quella colonna. Tra i sacrificati, giusto al prinicipio del Macerone figura D\u201d Giuseppe Suriano di Lupara, il quale con altri fuggiva in una carozza, la quale veniva sovraggiunta da villani, che sacrificarono tutti coloro che vi andavano dentro. Vennero accagionati di un tal sacrificio Domenico Petrini fu Felice, Vincenzo Celli Fu Francesco di Miranda, nonch\u00e9 D. Domenico Franceschelli che comandava le schieri riazionarii \u2013<\/p>\n<p>Si assume che D\u201d Michele Franchi di Campodipietra possa somministrare delle pruove per tal fatto<\/p>\n<p>La prego Signor Giudice udire il precennato testimone sopra il dinotato fatto per raccogliere tutti gl\u2019indizi, per raggiungere i colpevoli e confido che vorr\u00e0 discaricare questa mia nota a preferenza<\/p>\n<p>Il Giudice Istruttore<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>Rif. pag. 53<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia 28 Agosto 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Citazione per<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 Il figlio di Fulgenzio Tortola<\/p>\n<p>2 Michele Ferrante\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di Miranda<\/p>\n<p>3 Marino Corrado<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 54<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certificazione di morte per Marino Corrado, figlio di Giovanni e Maddalena Franceschelli morto il giorno diciannove del mese di Agosto 1861<\/p>\n<p>Miranda 28 Agosto 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag.\u00a0\u00a0 55<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno ventinove Agosto in Isernia<\/p>\n<p>Innanzi a Noi Michele Carbone Regio Giudice del Circondario di Isernia, assistiti dal Cancelliere ssi \u00e8 presentato per effetto della cedola che prende<\/p>\n<p>Michelangiolo Tortola, di Fulgenzio, di anni 16 di Miranda \u2013 Indifferente \u2013<\/p>\n<p>Dietro gli avvertimenti di rito che ha ritenuto,\u00a0 e le opportune domande<\/p>\n<p>Ha dichiarato che in un giorno che non ricorda di preciso ma del mese di ottobre ultimo egli si trovava sul Macerone a travagliare quando una turba di contadini armati di fucili e strumenti rurali di vari paesi aggrediva una carrozza entro cui eranvi dei Garibaldini, ed altri Garibaldini a cavallo e li metteva barbaramente a morte, ed in siffatto rimantro conobbi il suo paesano Domenico Petrino di Felice tirava una bajonettata ad uno di quelli, che poi si disse essere stato il figlio di un Sotto Intendente<\/p>\n<p>Ad ogni altra domanda \u00e8 stato negativo \u2013<\/p>\n<p>Previa lettura, e conferma si \u00e8 detto illetterato<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>Luigi Zappone Sost.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag.56<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si nota<\/p>\n<p>che questo Signor Supplente in pari data ha spedito foglio Istruttorio al Giudice di Carpinone per la udizione del testimone Luciano di Credda di Sessano su fatti che riguardano la presente processura<\/p>\n<p>Isernia 2. Settembre 1861<\/p>\n<p>Luigi zappone Sost.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visto<\/p>\n<p>Il Giudice Suppelnte<\/p>\n<p>illegibile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 57<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno sei Settembre-In Isernia<\/p>\n<p>Innanzi a Noi\u00a0 Eduardo Scarselli Supplente nel Giud zio predetto, assistiti da S.\u00b0 Cancelliere, per effetto della cedola contenuta ne\u2019 precedenti atti \u00e8 comparso<\/p>\n<p>Michele Ferrante<\/p>\n<p>fu Ferdinando, di anni 21 di Miranda, contadino \u2013 Indifferente<\/p>\n<p>Dietro gli avvertimenti di rito che ha ritenuto, e le opportune domande<\/p>\n<p>Ha dichiarato che egli ignora ogni circostanza attenente all\u2019omicidio in persona di D. Giuseppe Suriani, e non conosce affatto il luogo ove costui fu messo a morte dagli insorti reazionari nel di 4 ottobre ultimo, per non esservisi affatto trovato presente \u2013<\/p>\n<p>Previa lettura e conferma si \u00e8 detto illetterato<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Supplente<\/p>\n<p>Scarselli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luigi Zappone Sost.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 58<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giudicato del mandamento\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Jelsi 9 Sett. 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signor Giudice<\/p>\n<p>Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>Le ritorno il foglio di posizione datato a 26 Agosto ultimo di unita alla dichiarazione di D. Michele Franchi di Campodipietra<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>Gaetano Cascella<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 59<\/p>\n<p>Stessa lettera di pag. 52<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 60<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>cedola per<\/p>\n<p>Michele Franchi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 61<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno 1861 il giono 6 Sett. in Campodipietra<\/p>\n<p>Noi Gaetano Cascella Giudice del Mandamento di Jelsi, assistiti da Cancelliere Sostituto \u2013<\/p>\n<p>Seduto d\u2019ufficio del Signor Giudice Istruttore d\u2019Isernia che precede volendo quindi raccogliere la deposizione del Signor Franchi, previa citazione abbiamo fatto venir costui alla nostra presenza, il quale ha detto chiamarsi<\/p>\n<ol>\n<li>Michele Franchi fu D. Gennaro di anni 21 proprietario domiciliato in Campodipietra<\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019indifferente<\/p>\n<p>Richiesto analogamente ha risposto:<\/p>\n<p>Che nel mese d\u2019ottobre dello stesso\u00a0 anno 1860 sventura volle che la\u00a0 schiera dei volontari Garibaldini dovettero ritirarsi da Isernia, \u00a0perch\u00e9 sopraffatti dalla truppa borbonica. Che esso dichiarante faceva parte delle prime, pieg\u00f2 con il suoi compagni verso il Macerone, precisamente sulla montagna che domina un tal fiume. Giunto alla sommit\u00e0 del stessa\u00a0 vidi che una carrozza con entro alcuni individui\u00a0 diriggevasi verso il ponte sottoposto alla ridetta Montagna; ma prima di arrivare al ponte medesimo cinque individui due dei quali gli sembravano appartenenti alla classe civile,\u00a0 e tre o i tre contadini, aggredirono la ridetta Carrozza trassero fuori da essa tre galantuomini, ed a furia di pugnalate li freddarono. Che accorsero propria in quel medesimo luogo vari altri contadini armati di ronche, e scuri si riunirono agli aggressori sud.i spogliarono le di loro vittime \u2013<\/p>\n<p>Che dei primi aggressori i due che gli sembravano civili erano armati di schioppi. e tra i secondi arrivati ve\u00a0 n\u2019era anche uno armato di fucile, che tutti gli altri contadini che presero parte ad un tale assassinio affrontavano i\u2019 tormenti rurali, cio\u00e8, zappe, scuri<\/p>\n<p>Ad altra domanda ha risposto che trovandosi esso dichiarante, come ha gi\u00e0 detto alla sommit\u00e0 della Montagna, a circa due tiri di schioppo lontano dal punto menzionato, potetti appena distinguere dagli abiti il contadino dall\u2019uomo civile, ne conobbi mai chi fossero tanto le vittime che gli aggressori<\/p>\n<p>Che quelle campagne adiacenti eran piene di \u00a0cotesti reazionari.<\/p>\n<p>Che appena si sofferm\u00f2 per osservare la trista scena, ed indi and\u00f2 via prendendo altra vicina montagna, e dirigendosi alla volta degli Abruzzi,\u00a0 onde congiungersi alla Truppa italiana col\u00e0 stanziata \u2013<\/p>\n<p>Ad ogni altra domanda \u00e8 stato negativo \u2013<\/p>\n<p>Dietro lettura e conferma si \u00e8 sottoscritto<\/p>\n<p>Michele Franchi<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<p>Gaetano Cascella<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 64 \u2013 64 bis<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perquisizioni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riscontrati i registri penali sistenti nel Giudicato del Mandamento di Isernia, in essi si sono trovate le seguenti notate sul conto di D. Domenico Franceschelli, Domenico Petrino e Vincenzo Celli di Miranda \u2013<\/p>\n<p>A carico del Franceschelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>46 del registro dei misfatti 1860<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arresto arbitrario eseguito in Miranda in persona del Giudice di Bojano D. Giosu\u00e8 Ciafardini, e di costui figlio D. Francesco il di 5, ottobre 1860. Il processo fu spedito al suo destino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"1848\">\n<li>66 del registro dei delitti 1848.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ferita grave per gli accidenti commessa a 17 marzo 1848, in persona di Pietro Ferrante. Con sentenza del d\u00ec 27 maggio detto anno fu condannato a due mesi di prigionia, e spese<\/p>\n<p>Vi fu prodotto appello, e se ne ignora l\u2019esito<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"1850\">\n<li>237 del registro dei delitti 1850.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Percosse lievi commesse in persona di Michelangelo Franceschelli il d\u00ec 22 Settembre 1850. Con sentenza del d\u00ec 11 ottobre detto anno fu dichiarato il non costa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>278 del detto registro<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Recisione di due cerri del costo di ducati 9, il d\u00ec 26 dicembre 1850, in danno di Raffaele Francischelli. Vi fu la rinuncia all\u2019istanza<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A carico del Petrino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>47 del registro de\u2019 misfatti 1849<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tentato omicidio a colpo d\u2019arma da fuoco, con asportazione di dett \u2018arma il di 14 agosto 1849, in persona di Emmanuele Franceschelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>15 del registro dei misfatti 1852<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Furto di tomoli due di grano del costo di ducati 3.60, e di D.ti 2.62, contanti qualificato per lo tempo, e mezzo la notte del 6 a 7 maggio 1852, in danno di Giovanni Petrino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>46 del registro dei misfatti 1860<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arresto arbitrario eseguito a Miranda in persona del Giudice di Bojano D. Giosu\u00e8 Ciafardini, e di costui figlio D. Francesco il d\u00ec 5. ottobre 1860. Detti processi furono spediti al loro destino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"277\">\n<li>277. del registro dei delitti 1849<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Asportazione d\u2019arma vietata \u201cschioppo\u201d senza permesso della polizia a d\u00ec 14 agosto 1849. Con sentenza del d\u00ec 10. dic.e 1849, fu condannato a sette mesi di prigionia e ducati 4 di ammenda correzionale a pro del Tesoro, e spese. Vi fu prodotto appello se ne ignora l\u2019esito<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carico del Celli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>104 del registro dei delitti 1846<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ferita lieve commessa il d\u00ec otto maggio 1846, in persona di Lucia Fasano o Farano. Con sentenza del 17. agosto 1846, fu condannato a sei mesi di esilio correzionale. Vi fu prodotto appello, e se n\u00e9 sconosce l\u2019esito<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>22 del registro dei delitti 1847<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>per cosa grave per gli accidenti a 29. dicembre 1846, in persona di Domenico de Benedictis . Con sentenza del 10\u00a0 marzo 1847 fu dichiarato il non costa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>32 del registro dei delitti 1853<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Contusione lieve il d\u00ec 18 (errore) gennaio 1853, in persona di Mariantonia Spugnardi. Con sentenza del 16. gennaio detto anno fu condannato ad un mese di esilio correzionale. Vi fu prodotto appello e si ignora l\u2019esito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>289 del registro dei delitti 1859<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Recisione di quindici faggi del costo di ducati 9.60, commessa il d\u00ec 20 marzo 1859, in danno del Comune di Miranda Con sentenza del d\u00ec 15 dicembre 1859, fu dichiarato nullo il verbale redatto dal guardaboschi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia 20 Settembre 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luigi Zaappano Sost. Canc. ?<\/p>\n<p>Visto<\/p>\n<p>Dal Supplente<\/p>\n<p>Scarselli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 65<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certifico io qui sotto scritto Cancelliere Comunale di Miranda, che avendo perquisiti i registri di nascita, ho rinvenuto Domenico Petrino di Felice, e Maddalena Apollonio esser nato ai\u00a0 24 Aprile 1840<\/p>\n<p>Miranda l\u00ec 28 Settembre 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Visto del Sindaco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Cancelliere<\/p>\n<p>Ludovico Gentile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco di Miranda, certifica che Domenico Petrino di do Comune, non ha industria visibile, ne semoventi. Non ha rendite provvenienti da contratto mutuo, ne censi enfiteutui, n\u00e8 bollari, n\u00e8 possiede capitali. Non \u00e8 mercante trafficante, n\u00e8 capo d\u2019orti: non esercita mestiere lucroso. Non possiede beni sotto altro nome, ne partato nei pubblici registri. Si certifica che all\u2019epoca del reato il nominato aveva oltrepassato gli anni diciotto, ne possedeva i beni enunciati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda 28 Settembre 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ludovico Gentile Canc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 66<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certifico io qui sotto scritto Cancelliere Comunale di Miranda, che avendo perquisiti i registri di nascita, ho rinvenuto D. Domenicantonio Franceschelli figlio di Vincenzo e D. Angela Sabella esser nato ai\u00a0 23 Gennaio 1827<\/p>\n<p>Miranda l\u00ec 28 Settembre 1861<\/p>\n<p>Il Visto del Sindaco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Cancelliere<\/p>\n<p>Ludovico Gentile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco di Miranda, certifica che Mariano del Decca, contadino domiciliato in do Comune, non ha industria visibile, ne mobili, n\u00e8 semoventi.. Non ha rendite provvenienti da censi enfiteutui, n\u00e8 bollari, n\u00e8 possiede capitali nascenti da contratto di mutuo.. Non \u00e8 mercante, trafficante, n\u00e9 capo d\u2019orti: non esercita mestiere lucroso. Non possiede beni sotto altro nome, ne \u00e8 portato nei pubblici registri. Si certifica che all\u2019epoca del reato il nominato aveva oltrepassato gli anni diciotto, ne possedeva i beni enunciati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda 28 Settembre 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ludovico Gentile Canc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 67<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certifico io qui sotto scritto Cancelliere Comunale di Miranda, che avendo perquisiti i registri di nascita, ho rinvenuto\u00a0 Vincenzo Antonio Celli di Francesco esser nato ai\u00a0 16 Aprile 1814<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda l\u00ec 28 Settembre 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Visto del Sindaco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Cancelliere<\/p>\n<p>Ludovico Gentile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco di Miranda, certifica che Vincenzo Antonio Celli di detto Comune, non ha industria visibile, ne mobili, semoventi. Non ha rendite provvenienti da\u00a0 censi enfiteutui, n\u00e9 bollari, n\u00e9 possiede capitali nascenti da contratto di mutuo. Non \u00e8 mercante trafficante, n\u00e8 capo d\u2019orti: non esercita mestiere lucroso. Non possiede beni sotto altro nome, ne portato ai pubblici registri. Si certifica che all\u2019epoca del reato il nominato aveva oltrepassato gli anni diciotto, ne possedeva i beni enunciati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda 28 Settembre 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ludovico Gentile Canc.<\/p>\n<p>Rif. pag. 70<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giudicato Regio d\u2019Isernia\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Isernia 21 Gennaio 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signore<\/p>\n<p>Sig. Proc. del Re presso la Gran Corte C. di Molise in Campobasso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Settimale de\u2019 misfatti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eccitamento alla guerra Civile tra gli abitanti di una stessa popolazione, e parte attiva nell\u2019omicidio di D. Giuseppe Suriano di Lupara, avvenuta ai 5 8bre 1860<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>+ D. Domenico Franceschelli<\/p>\n<p>+ Domenico Petrino fu Felice<\/p>\n<p>+ Vincenzo Celli fu Francesco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<ol>\n<li>Luigi Sariani di Lupara per mezzo del suo procuratore D. Gennaro Albino, ha denunziato che nel d\u00ec cinque 8bre del passato anno il di lui figlio Giuseppe essendosi qui recato colla Colonna del Sig. Governatore de Luca nel fuggire da q. (abbr) Capo Luogo all\u2019arrivo delle truppe Borboniche era stato barbaramente ucciso in tenimento di Miranda dai rivoltosi indicando autori di tale misfatto D. Domenico Franceschelli, Domenico Petrino fu Felice e Vincenzo Celli fu Francesco del detto Comune di Miranda Il reat \u00e8 stato piazzato sul registro corrispondente colla rubrica al margine, e se n\u00e8 sta istruendo il corrispondente processo \u2013<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>Manfredi<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 71<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giudicato Regio d\u2019Isernia\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Isernia 30 Settembre 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>al Signor<\/p>\n<p>Sig. Procuratore Generale del Re<\/p>\n<p>presso la G.C. Criminale<\/p>\n<p>Campobasso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>Le rimetto istruito il processo portante il n. 2 dei Crimini del passato esercizio a peso di D. Domenico Franceschelli, ed altri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il supplente<\/p>\n<ol>\n<li>Scarselli<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pervenuto a\u2019 25 Ottobre 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A\u2019 14 novembre 1861<\/p>\n<p>Il P.M.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visti i precedenti atti\u00a0 a carico di D. Domenico Franceschelli, Domenico Petrino e Vincenzo Celli di Miranda imputati come dagli atti<\/p>\n<p>Chiede<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>che contro Petrino si spedisca mandato d\u2019arresto, e che per Franceschelli e Celli si conservino gli atti in Archivio fino a nuovi lumi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>?\u00a0 Cadagnone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Viglione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 72<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>VITTORIO EMMANUELE II\u00b0<\/p>\n<p>PER GRAZIA DI DIO, E PER VOLONTA\u2019 DELLA NAZIONE<\/p>\n<p>RE D\u2019ITALIA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>l\u2019anno mille ottocento sessantuno il giorno 23 del mese di Novembre \u00a0in Campobasso.<\/p>\n<p>La Gran Corte Criminale, composta da\u2019 Signori Viglione Presidente di G. C. Criminale, Leone e Cirillo Giudici<\/p>\n<p>Con l\u2019intervento del Pubblico Ministero rappresentato dal Giudice V. Cadagnone<\/p>\n<p>Ed assistita dal Cancelliere V. Giaccari<\/p>\n<p>Veduti gli atti a carico di D. Domenico Franceschelli, Domenico Petrino e Vincenzo Celli di Miranda imputati di eccitamento alla guerra civile tra gli abitanti di una stessa popolazione, e parte attiva presa nell\u2019omicidio di D. Giuseppe Suriano di Lupara.<\/p>\n<p>Veduta la requisitoria del P.M. del d\u00ec 14 corrent. mese, richiesta spedizione di mandato d\u2019arresto contro Petrino-\u00a0 Conserva?\u00a0 d\u2019atti in archivio per gli altri due.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul rapporto del V. Viglione<\/p>\n<p>Udito il P.M. nelle sue orali conclusioni uniformi alla presente deliberazione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA GRAN CORTE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poich\u00e8 la istruzione offre indizi di verit\u00e0 sufficienti a peso di Domenico Petrino<\/p>\n<p>Poich\u00e8 lo stesso non pu\u00f2 dirsi per D. Domenico Franceschelli e Vincenzo Celli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A VOTI UN.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ordina spedirsi mandato di arresto contro Domenico Petrino \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E che gli atti a carico di D. Domenico Franceschelli, e Vincenzo Celli si conservino in archivio fino allo acquisto di nuovi lumi.<\/p>\n<ol>\n<li>Viglione<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Viglione<\/li>\n<\/ol>\n<p>Leone<\/p>\n<p>Cirillo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giaccari<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In nome di Sua Maest\u00e0<\/p>\n<p>Vittorio II\u00b0 Per Grazia di Dio e per volont\u00e0 della Nazione Re d\u2019Italia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Corte di Assise Circolo di Campobasso composta da\u2019 Signori Sannia Cav. Errico \u2013 Belli Gaetano.&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Altimari Pietro\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Giudici<\/p>\n<p>Con l\u2019intervento del Pubblico Ministero, rappresentato dal Procuratore del Re Sig. Capaldo Cav. Roberto<\/p>\n<p>Ed assistita dal Vice Cancelliere Sig. Nobile Federico<\/p>\n<p>Nella causa del Pubblico Ministero<\/p>\n<p>Contro<\/p>\n<p>Petrino Domenico fu Felice di anni 26, contadino del Comune di Miranda<\/p>\n<p>Accusato<\/p>\n<p>Di omicidio volontario, accompagnato da sevizie, in persona di Giuseppe Soriani, commesso a colpo di palo nel 5 ottobre 1860, sulla via che mena al Macerone_<\/p>\n<p>Vista la sua sentenza della data di oggi segnata nel verbale di udienza, mec\u00e8 cui \u00e8 stata dichiarata la contumacia legalmente incorsa da Petrino Domenico<\/p>\n<p>La Corte<\/p>\n<p>Si \u00e8 ritirata nella camera del Consiglio, ove il Vice Cancelliere ha data lettura della deposizioni scritte dei testimoni, riguardante il processo di che trattasi_____<\/p>\n<p>Udito indi il Pubblico Ministero nelle sue orali requisitorie, con le quali ha chiesto volersi dalla Corte dichiarare l\u2019accusato Petrino Domenico convinto che o de reato in accusa e condannarsi esso Domenico Petrini alla pena de\u2019 lavori forzati a vita ed alle conseguenze di legge______________<\/p>\n<p>Dietro ci\u00f2 ritiratisi il Pubblico Ministero e Vice Cancelliere, si sono dal Presidente proposte sul merito le seguenti quistioni_________<\/p>\n<ol>\n<li>Pu\u00f2 dichiararsi colpevole Petrino Domenico del reato ascrittogli ?<\/li>\n<li>Nell\u2019affermativa quale sar\u00e0 la pena da commisurarsi contro il colpevole ?<\/li>\n<li>Spese ?<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulla 1=a<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attesoch\u00e9 \u00a0sta in fatto che una colonna di Garibaldini comandata dal Governatore della Provincia di Molise\u00a0 Sig. de Luca nei primi giorni di ottobre 1860 accorse in Isernia per sedare la reazione, e di la dovette piegare, perch\u00e9 investita da una colonna di truppa Borbonica nel d\u00ec 5 ottobre dello stesso anno, la detta colonna batteva in ritirata verso gli Abruzzi pel la via del Macerone, ed una carrozza con quattro Garibaldini la seguiva. Giunta questa Carrozza nel luogo detto Sterparo, tenimento di Miranda, ad un miglio distante dal Macerone, fu sorpresa da contadini, i quali dopo di avere depredati ed uccisi que\u2019 quattro Garibaldini tagliarono loro le teste ed infilzatele ad un palo le andarono a deporre in Isernia innanzi al Palazzo Jadopi, che per opera d\u2019 reazionari andava in fiamma. Tra questi quattro sacrificati vi fu il Sig. Giuseppe Soriani ucciso e seviziato dal prevenuto__________<\/p>\n<p>Attesoch\u00e8 questo maleficio addebitato al Petrino e luminosamente provato tanto dalla generica, quanto dalla specifica. Ed in vero con la pruova generica si \u00e8 assodato che realmente il Soriani venne ucciso , ed indi gli fu tagliata la testa che poi fu legalmente riconosciuta, come furono riconosciuti gli abiti che egli indossava. (fol. 4 e 15 V. 3\u00b0)<\/p>\n<p>Attesoch\u00e8 dalla specifica chiaramente viene comprovato che tale reato fu consumato dal Petrino. E per fermo i testimoni Celli e de Benedictis ( fol. 17 e 22 Vol. 3\u00b0) dichiarano positivamente\u00a0 aver veduto il prevenuto percuotere con un palo l\u2019infelice Soriani, per effetto delle quali percosse rimase cadavere_____<\/p>\n<p>Per tali motivi la Corte dichiara convinto Domenico Petrino di omicidio volontario accompagnato da sevizie in danno del Sig. Giuseppe Soriani, reato commesso add\u00ec 5 ottobre 1860_____<\/p>\n<p>Sulla 2\u00b0 = e 3 a=<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attesoch\u00e9 il reato in esame previsto dall\u2019articolo 534 N.3.\u00b0 Cod. Pen. va punito coi lavori forzati a vita________<\/p>\n<p>Attesoch\u00e9 tal pena tra seco la perdita dei dritti politici, e la interdizione patrimoniale_______<\/p>\n<p>Attesoch\u00e9 il ristoro del danno, e le spese del giudizio vanno sempre a carico de\u2019 condannati______<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per tali motivi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Letti ed applicati gli articoli 534, N.\u00b03. 13, 21, 22, 23, 72 Cod. Penale, e 568, 569 Cod. P.P._____<\/p>\n<p>La Corte condanna esso Domenico Petrino in sua contumacia, alla pena dei lavori forzati a vita__<\/p>\n<p>Lo dichiara incorso alla perdita dei dritti politici, e nella interdizione patrimoniale___<\/p>\n<p>Lo condanna infine al ristoro del danno, ed alle spese del giudizio_____<\/p>\n<p>Ordina che la presente sentenza sia stampata, affissa, e pubblicata ne\u2019 modi di Legge_____<\/p>\n<p>Giudicata e pubblicata a Campobasso oggi l\u00ec ventisette Dicembre milleottocentosessantanove=Firmati Errico Sannia = Belli Gaetano = Altimari Pietro = Nobile Federico<\/p>\n<p>Per copia conforme<\/p>\n<p>Il Vice Cancelliere<\/p>\n<p>Federico Nobile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>81 del repertorio<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno 1870, il giorno tredici Marzo in Miranda ed Isernia<\/p>\n<p>Sulla istanza del Pubblico Ministero \u2013<\/p>\n<p>Io sottoscritto usciere presso il Tribunale civile, e correzionale d\u2019Isernia ove domicilio, certifico di avere affisso copia dopo collazionata e firmata da me usciere dell\u2019intestata sentenza della Corte d\u2019Assise di Campobasso nel l\u00f2 Dicembre ultimo l\u2019una alla porta d\u2019ingresso della Casa del condannato, contumace Domenico Petrino fu Felice contadino domiciliato in Miranda, e la seconda nella porta d\u2019ingresso del Palazzo Municipale della Citt\u00e0 d\u2019Isernia, a mente (o verte) articoli 527 e 539 del Codice di procedura penale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Specifica<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Due intime, e repertorio\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 0,,90<\/p>\n<p>Scritturazione\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a01,,50<\/p>\n<p>Dritto di trasferta\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 0,,90<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Totale Lire\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3,,30<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Malecesippo\u00a0 Paolucci<\/p>\n<p>usciere<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>fascicolo d<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>vol. 6\u00b0 b. 116<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tribunale del Circondario di Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Domenico Franceschelli di Vincenzo di Miranda non detenuto<\/li>\n<li>Nicola Franceschelli fu Nicandro \u00a0idem<\/li>\n<li>Gaetano sabella di D. Giacinto \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0idem<\/li>\n<li>Erennio Sabella \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0idem<\/li>\n<li>Giuseppe Patriarca fu Filippo \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0idem<\/li>\n<li>Beniamino Franceschelli fu Giambattista \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0idem<\/li>\n<li>Clemente Pizzi di Miranda fu Vincenzo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0non detenuto<\/li>\n<li>Antonio Pizzi di Clemente di detto Comune\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0idem<\/li>\n<li>Raffaele Pizzi di Clemente \u201c\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201c<\/li>\n<li>Domenico Sabella fu Liborio \u201c\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201c<\/li>\n<li>Donato Pizzi fu Giovanni \u201c\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0detenuto<\/li>\n<li>Domenico petrino fu Felice \u201c \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0latitante<\/li>\n<li>Vincenzo Celli fu Francesco\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u201c \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0detenuto<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Titolo del reato<\/p>\n<p>1\u00b0 Cospirazione ed attentato per cambiare la forma del governo ed eccitamento alla guerra civile tra gli abitanti di una stessa popolazione nel 1\u00b0 ottobre 1860<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 per quelli a\u2019 n: 1, 12 e 13<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2\u00b0 Parrte attiva nell\u2019omicidio di Sig. Giuseppe Soriani di Lupara nel 3 ottobre 1860<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 pel n. 7, 8, 9 ed 11<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3\u00b0 Arresto arbitrario e grassazione di denaro contante ed altri oggetti del valore in tutto di D. 51,,20 in danno di Luigi Brunetto di Bojano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Contiene foglio istruttorio a carico di Domenico Petrini ed altri di Miranda con indicazione dei fatti dell\u2019omicidio di Suriani\u00a0\u00a0 e successive testimonianze rese al Giudice del Mandamento di Carpinone Giuseppe di Giuseppe. Inoltre il Giudice G. di Giuseppe chiese di sentire amici e confidenti di Giuseppe Giacchetta di Niccola, i di costui vicini di abitazione e quattro persone probe tutti di Sessano. La stessa richiesta di indicazione fatta al sindaco di Sessano fu fatta per Giovanni Antonelli fu Luigi al sindaco di Carpinone ( nome del detentore del cavallo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giudicato Regio del<\/p>\n<p>Mandamento di Carpinone<\/p>\n<p>Carpinone 30 Settembre 1861<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>Interessa alla giustizia liquidare il nome e cognome di quel naturale di questo Comune Capo luogo, il quale nel giorno 5 Ottobre scorso anno venne in paese dal Macerone, cavalcando un cavallo, non mai da lui tenuto, epper\u00f2 la prego indicarmi al margine della presente le persone intese de\u2019 fatti pubblici, le quali specialmente potessero deporre sull\u2019enunciato avvenimento \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Giudice<\/p>\n<ol>\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>nome del detentore del cavallo<\/p>\n<p>Giovanni Antonelli fu Luigi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Persone intese de\u2019 fatti pubblici<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Andrea Maitino<\/p>\n<p>Domenico di Maggio di Giovanni<\/p>\n<p>Tommasino Iamurri\u00a0 di Luigi<\/p>\n<p>Raffaele di Giovanni<\/p>\n<p>Domenico Venditti di Nicola<\/p>\n<p>Berardino di Silvio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 30<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno milleottocentosessantuno, il giorno dieci ottobre in Carpinone<\/p>\n<p>Innanzi a Noi Giuseppe di Giuseppe Giudice Regio del Mandamento di Carpinone, assistiti dal Cancelliere Sostituto Sig. Morelli, si \u00e8 presentato \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Andrea Maitino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>fu Francesco, di anni 60, proprietario qui domiciliato \u2013 L\u2019indifferente \u2013<\/p>\n<p>Dietro avvertimenti di rito<\/p>\n<p>Interrogato analogamente \u2013<\/p>\n<p>Ha risposto<\/p>\n<p>Nel giorno 5 Ottobre 1860 a circa le ore 22 Giovanni Antonelli venne in paese con un cavallo a tutta corsa, dal Macerone \u2013 Osservai che l\u2019Antonelli tenea il petto della camicia intrisa di sangue, e lo stesso menavasi il vanto aver ucciso un prete Porta Bandiere, ed avergli tolto il cavallo \u2013<\/p>\n<p>Ad altra dimanda \u00e8 stato negativo<\/p>\n<p>Precedente lettura, e conferma a\u2019 detto sapere scrivere ed\u00a0 a\u2019 firmato<\/p>\n<p>Andrea Maitino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>di Giuseppe<\/li>\n<li>Morelli<\/li>\n<\/ol>\n<p>Salvatore Morelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giovanni Antonelli\u00a0 detto Cioccaro<\/p>\n<p>Giovannangelo Antonelli fu Luigi, e Semenza o Sementa Fabrizio nato 5 \/11\/1819 in Carpinone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 56<\/p>\n<p>Il Pro.re del Re<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visto gli atti del procedimento instruttosi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Contro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D,, Domenico Franceschelli<\/p>\n<p>Domenico Petrino fu Felice<\/p>\n<p>Vincenzo Celli fu Francesco tutti domiti\u00a0 Miranda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Imputati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di grassazione con omicidio in persona di diversi individui aggregati alla Legione del Generale Garibaldi fra i quali un S. Giuseppe Soriani da Lupara per avere nel giorno cinque 8bre 1860 mentre uniti in banda armata con molti altri stavano in agguato sul macerone aggredito una carrozza che col predetto Soriani trasportava negli abbruzzi altri quattro o cinque individui, e dopo di averla spogliata assieme a tutti quei passeggieri di quanto suo loro cose\u00a0 avevano, ucciso barbaramente i medesimi a colpi di strumenti contundenti recidendo a tutti il capo che condussero in trionfo fino ad Isernia ove gittarono tutte quelle teste d\u2019avanti al palazzo Jadopi che ardeva.<\/p>\n<p>Ritenuto che il reato in genere vedasi legalmente accertato in processo colla ricognizione e visita della testa del Soriani, e colle dichiarazioni di tutti quelli che videro il trasporto di esse teste.<\/p>\n<p>Che sull\u2019 cui specie luminose prove si ottennero che altri di geni\u00a0\u00a0 grassator\u00ec ed assassini siano i tre\u00a0 sopra espressi \u00a0imputati.<\/p>\n<p>Che un tal reato sarebbe possibile di pena criminale a termini dell\u2019art. 596 del Codice Penale<\/p>\n<p>Visti i 184 e 187 della\u00a0 P a P le<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dichiara e piaccia al Sig. Giud. Istruttore\u00a0 spiccare contro i\u00a0 tre\u00a0 su espressi imputati mandato di cattura passando indicatamente al loro interrogatorio, quelle risultanze agli atti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia add\u00ec 1\u00b0 Luglio 1862<\/p>\n<p>Il proc. del Re<\/p>\n<p>Silvio Carbone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>segue mandato di cattura<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif..\u00a0 pag. 58<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carabinieri Reali<\/p>\n<p>Luogo tenenza di Isernia<\/p>\n<ol>\n<li>1619 Div. 3<\/li>\n<\/ol>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>risposta alla lettera N. 431<\/p>\n<p>del 4 Luglio 1862<\/p>\n<p>Carte annesse N. 1<\/p>\n<p>===============<\/p>\n<p>Oggetto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricerche infruttuose e<\/p>\n<p>carcerazione del Celli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019Ill.mo Sig. Procuratore<\/p>\n<p>del Re presso la Gran Corte<\/p>\n<p>di Isernia<\/p>\n<p>Isernia l\u00ec 20 Luglio 1862<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Furono praticate le ricerche nel Comune di Miranda la mattina del 17 and i all\u2019oggetto di ridurli in potere alla Giustizia i sotto descritti; cio\u00e8<\/p>\n<p>Domenico Franceschelli<\/p>\n<p>Domenico Petrino fu Felice<\/p>\n<p>Vincenzo Celli fu Francesco,<\/p>\n<p>tutti di Miranda, imputati di grassazioni con omicidio, che i primi due sono latitanti, ed il Celli trovasi nelle Carceri di Campobasso fino da Dicembre 1861.<\/p>\n<p>E per conseguenza si rimette il verbale di ricerche infruttuose e di quello che trovasi in Carcere, l\u2019arma non mancher\u00e0 di seguitare le indagini per il fermo dei medesimi e per conseguenza si rimette il verbale alla detta Ill.ma per l\u2019uso di giustizia<\/p>\n<p>Per il Comand. la L. Tenenza<\/p>\n<ol>\n<li>\u00a0\u00a0 Tafani Maresc.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>seguono i connotati degli imputati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Comando<\/p>\n<p>della Guardia nazionale<\/p>\n<p>di<\/p>\n<p>Miranda<\/p>\n<p>N:8<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signore<\/p>\n<p>Il. Sig: Procuratore del Re<\/p>\n<p>presso il Tribunale Circondariale<\/p>\n<p>D\u2019Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda l\u00ec 18 Gennaio 1863<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore,<\/p>\n<p>Avendo messo in attenzione il sottoscritto il detto di Macchiavelli; che i nemici bisogna, o accarezzarli, oppure distruggerli; ed avendo veduto che accarezzati ricalcitrano, ho creduto conveniente e giusto distruggerli. Per il che le invia l\u2019accluso contenente molti lumi sul processo della Reaz. e: di Miranda di Ottobre 1860 con annotazione di fatti posteriori.<\/p>\n<p>E\u2019 mestieri di finirla una volta per sempre con questi nemici della patria; per il che la prega di far subito istruire processo sui fatti esposti, e di far tener sempre celato il nome di colui che li significava affine di evitare conflitti fra le famiglie e sono con tutta stima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Capitano<\/p>\n<p>Croce\u00a0 Pollice<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nuovi lumi sul processo della reazione di Miranda di Ottobre 1860. Fatti posteriori che sono legittima conseguenza della reazione istessa, e che hanno le loro relazioni col brigantaggio che prendeva il nome da Cazzitti , Raffaele d\u2019Agostino, e bande che infestavano il macerone ed assalivano diversi paesi del Circondario d\u2019Isernia ed altri luoghi.<\/p>\n<p>===================================================================<\/p>\n<p>Finita la reazione di ottobre 1860 in questo infelice Circondario per opera del valoroso Cialdini e del magnanimo R\u00e8 Vittorio Emmanuele, tutti i buoni cittadini ch\u2019erano scampati alle straggi dei cannibali ritornavano nelle loro patrie; e poich\u00e9 l\u2019animo di costoro fu sempre generoso e grande, pensarono a perdonare, per quanto era in loro potere, tutti coloro che v\u2019avevan preso parte non come agentiprovocatori, ma come istrumenti o strumenti passivi, e che non sapevano quello che farsi.<\/p>\n<p>Intando la Giustizia verso i primi giorni di marzo 1861 si recava in Miranda per istruire processo sui nefandi fatti ivi succeduti in ottobre dell\u2019anno passato. In quel tempo i borbonici reazionarii non potendo combattere il Governo del Glorioso Re Galantuomo a fronte scoverta, avevano ordinate bande armate col nome di ladri che avevano corrispondenze con tutti i borbonici dei paesi, e facevano in questo modo attentare alle sostanze ed alle vite dei buoni patrioti e pacifici Cittadini;; e talvolta penetrare nei paesi e mettere a sacco ed a fuoco le case dei liberali.. Il Capitano di Miranda allora, onde tener lontano dal proprio paese tanta sciagura raccolse a parlam:o i suoi pi\u00f9 cari; cio\u00e8 gl\u2019affezionati al Governo del Re Vittorio, e loro fece comprendere in quanto pericolo si versava se presso il Giudice Istruttore si deponevano i veri fatti, e quindi si avesse simulato per allora per poi a suo tempo dire tutta la verit\u00e0. Ci\u00f2 fatto i nemici comuni restavano per qualche tempo, fino a che il ridetto Capitano non ismembr\u00f2 le interne falanci coll\u2019arresto di undici di essi in una sol notte, e quindi i borbonici briganti sgominati da un tal fatto non ebbero pi\u00f9 agio ad organizzarsi all\u2019interno del paese, e gl\u2019esterni briganti non ebbero pi\u00f9 coraggio di assalirlo atteso il contegno e l\u2019energia della Guardia Nazionale che non solo li teneva lungi, ma li batteva e sparpagliava, ed anzi annullava sulla propria montagna dopo averli seguitati per aspre e lunghe vie ( Banda Cozzitti 9 Luglio 1861)<\/p>\n<p>-Vincenzo di Pinto alias Cozzitto-<\/p>\n<p>Oggi poi questi stessi borbonici per le relaz: che hanno da Napoli e da Roma han rialzata la cresta, e minacciano ributtarci in quei luttuosi giorni di Ottobre 1860; per il che \u00e8 mestieri richiamare a novella istruzione il processo di quella reazione affinch\u00e9 quei che si tacquero dican il vero, ed aggiungervi i seguenti fatti d\u2019allora e posteriori.<\/p>\n<p>X 1\u00b0 Angelo Petrino fu Felice asserisce che D. Dom o: Franceschelli di Vincenzo, Beniamino e Domenico Franceschelli fu Giovanbattista avevan relazione colla banda Cozzitti, la quale in un certo ceato o ceoto, o notte doveva penetrare in Miranda ed assassinare tutti i liberali rubandoli e bruciando le loro case, e che venendo D. Domenico Franceschelli regalava loro 50:00 ducati e fingeva di farsi rubare anch\u2019esso per aversi la cassa Comunale di circa un migliaio e mezzo di D., trovandosi egli allora Cassiere, e che quei briganti sarebbero stati\u00a0 sostenuti all\u2019interno da Beniamino Franceschelli e Dom:o da altri che essi armavano con nove fucili che avevano in serbo, dai qui sotto reaz:i che segneremo e da quei undici che furono dal Capitano arrestati e che ora trovansi nelle carceri, menno <strong>Mariano del Duca<\/strong> che evase dalle carceri in marzo del p.p.? anno. Che poi, essendosi rotte le relaz:i per l\u2019arresto siccome \u00e8 detto di sopra i fucili in N\u00b0: di 20 furono mandati dai tre Franceschelli alla banda Cozzitti in Colle Melucci di notte. Lo stesso contesta che D. Gaetano Sabella, e Dom\u00b0::Sabella fu Liborio facevan parte della banda reazionaria in Ottobre 1860 \u2013<\/p>\n<p>2\u00b0 Carmine Pizzi Cistariello confirma la deposiz e: del Petrino.<\/p>\n<p>X 3\u00b0 Rachela Franceschelli fu Giovanbattista confirma la deposizione di Angelo Petrino, ed aggiunge che Domenico Sabella fu Liborio attuale Sindaco ha conversato col brigante Palmerino Cifolelli di Miranda, ed ha partecipato dei furti del medesimo, ed asserisce che i segnati 17 furono i pi\u00f9 accaniti reazionari di Ottobre 1860 \u2013<\/p>\n<p>4\u00b0 Costanzo Cifolelli fu Dom\u00b0: confirma la deposizione di Angelo Petrino, ed aggiunge che D. Gaetano Sabella, Erennio Sabella di Giacinto, D. Nicola Franceschelli, Dom\u00b0: Sabella fu Liborio, Clemente e Raffaele Pizzi; Beniamino e Dom\u00b0: Franceschelli di Giovanbattista; Nicolantonio Fasani fu Giuseppe; D. Dom\u00b0: Franceschelli di Vincenzo; Giuseppe Guglielmi; Francesco Valerio; Domenico Rampone di Emiddio; Giovanni Cafardo; Giuseppe Patriarca fu Filippo, Ant\u00b0: Pizzi di Clemente, e Ludovico Gentile fecero parte della reaz: di Ottobre 1860; che i capi n\u2019erano D. Nicola Franceschelli, D. Dom\u00b0: Franceschelli di Vincenzo, D. Gaetano Sacerd e: Sabella e Ludovico Gentile; che D. Dom\u00b0: Franceschelli di Vincenzo; Beniamino Franceschelli, Nicola Fasano, Erennio Sabella con altri venti individui tutti armati, dopo d\u2019aver assistito o fatto parte dei massacri del 5 Ottobre di detto anno sullo Sterparo con bandiera Borbonica ci portarono in fornelli e fomentarono ivi la reaz:e che D. Nicola Franceschelli mandava in Carovilli 15 reazionari armati ad arrestare quel giudice che poi mediante danaro fu salvo; che D. Dom\u00b0: Franceschelli, D. Nicola Franceschelli, D. Gaetano Sabella e Ludovico Gentile pagavano 20\u00a0 reazionari al giorno, e gli mandavano in Isernia, in Pettorano ed ovunque quell\u2019orda infame doveva apportare strage, rapine ed incendi.<\/p>\n<p>5\u00b0 Antonio Cifolelli confirma i fatti della reaz: che dice Costanzo Cifolelli<\/p>\n<p>6\u00b0 Gaetano Gentile confirma la Deposiz e di Angelo Petrino, ed aggiunge che il Sindaco Domenico Sabella fu Liborio ha fatto gran Camorra sulle rendite Comunali, sui poveri Cittadini, trascinadoli nelle carceri con calunnie, e poi mediante danaro gli fa uscire.<\/p>\n<p>7\u00b0 Giuseppe de Benedictis Caiola asserisce che il Sindaco Dom\u00b0: Sabella senza niun motivo lo arrestava e poi mediante danaro lo faceva uscire.<\/p>\n<p>8\u00b0 D na Erminia della Croce dice che avendo i Reali Carabinieri nei primi giorni del corrente mese perquisite le casi di D. Gaetano Sabella, e Beniamino Franceschelli per corrispondenze borboniche venne visitata da Ludovico Gentile il quale le disse\u00a0 in presenza di Antonio Casciano di Dom\u00b0:e d\u2019suo marito che la corrispondenza v\u2019era stata ed era forte ma che fu bruciata; che essi aspettavano miglior tempo per farne la vendetta<\/p>\n<p>X 9\u00b0 Antonio Casciano di Dom\u00b0: dice pure che il Sindaco Sabella con gl\u2019assessori Beniamino Franceschelli e Giuseppe Patriarca e Segretario Ludovico Gentile si han divisi centocinquanta ducati dei luoghi pii \u2013<\/p>\n<p>X 10\u00b0 : Pasquale Ferrante conferma che i 17 segnati fecero tutti parte della reazione di Ottobre 1860.<\/p>\n<p>X 11\u00b0: D. Nicola Guglielmi di D. Geremia dice che Clemente Pizzi e suo figlio Raffaele furono i pi\u00f9 accaniti nella reaz. 1860; che il Sindaco Dom\u00b0:Sabella nel 28 Dicembre 1862 fece intrighi nella votaz: per la scelta dei Consiglieri Comunali, e cos\u00ec fece succedere per Consiglieri i suoi compagni di Camorra dopo un concerto tenuto con D. Gaetano Sabella, Ludovico Gentile e Beniamino Franceschelli che il ridetto Beniamino fece parte della banda che si port\u00f2 in fornelli<\/p>\n<p>X 12\u00b0: Domenico di Benedetto conferma la deposiz. di Nicola Guglielmi ed aggiunge che i 17 segnati fecero parte della reaz. di Ottobre 60, con accanimento; e che ora persistono con quei principi, e che Dom\u00b0: Sabella Sindaco insinu\u00f2 a molti la scelta dei Consiglieri, e che in Ottobre 1860 and\u00e0 a combattere l\u2019esercito italiano sul macerone.<\/p>\n<p>13\u00b0: Costanzo Apollonio confirma la deposiz:e di Nicola Guglielmi e di Dom\u00b0: di Benedetto.<\/p>\n<p>14\u00b0: Antonio Nucci deporr\u00e0 che per ordine di D. Domenico Franceschelli \u00a0and\u00f2 a disarmare nella reaz e: di Ottobre 60 Francesco Milano, e che un certo Angelo Bucci fece sempre testimonianza falsa<\/p>\n<p>X 15\u00b0: Giuseppe Nucci afferma che il Sindaco Dom\u00b0: Sabella rilasci\u00f2 la carta di passaggio al latitante e ladrungolo Celli Angelo per carlini 14. Lo stesso attesta gentile gaetano, e Milano Francesco: dice pure che Clemente Pizzi e Raffaele, D. Dom\u00b0: Franceschelli, Beniamino Franceschelli e Nicolant\u00b0: Fasano fu Giuseppe furono i pi\u00f9 pronunziati nella reaz:<\/p>\n<p>0(spaccato)16\u00b0: Dom\u00b0: Pizzi di Amodio confirma la deposiz:e di Giuseppe Nuccio<\/p>\n<p>17\u00b0: Dom\u00b0: Pizzi di Egidio dice che i 17 reazionari nel 1860 furono quegli che abbiam segnati; e che il Sind\u00b0: Dom\u00b0: Sabella ha rifugiato il brigante Palmerino Cifolelli ed altri, ed \u00e8 Camorrista.<\/p>\n<p>X 18\u00b0: Dom\u00b0: Franceschelli di Aureliano asserisce che D. Dom\u00b0: Franceschelli e Clemente Pizzi rubarono 40 piastre a Luigi Brunetti di Boiano dopo che questi fu arrestato dal Sin\u00b0: attuale Dom\u00b0: Sabella sul luogo della fontana e da Francesco Valerio. Lo stesso conferma Pasquale filoteo e Dom\u00b0: Mancini nonch\u00e8 D. Croce Pollice dice pure che il Sindaco fece intrighi per le elez: dei Consiglieri Comunali.<\/p>\n<p>19\u00b0:Vincenzo Milano di Roccasicura dichiara che il brigante Raffaele d\u2019Agostino in quello che faceva parte della banda Cozzitti ebbe una vettura carica di fucili dai borbonici Mirandesi.<\/p>\n<p>20\u00b0: Aug\u00b0: Milano di Roccasicura confirma la deposiz: di Vincenzo.<\/p>\n<p>X 21\u00b0: Pasquale Mancini contesta la setta borbonica nel n\u00b0: dei 17 segnati, e dice che D. Dom\u00b0: Franceschelli avevagli detto\u00a0 quando vigea la banda Cozzitti che doveva irreparabilm e: piombare in Miranda; dice pure che\u00a0 la reaz: di Miranda fu concertata nelle vigne del teniment. denominato piane, o propriamente: nel Casino di D. Nicola Franceschelli, ove v\u2019assistevano D. Dom\u00b0: Franceschelli; D. Gioacchino Laliccia d\u2019Isernia D. Angelo del Fulgaro segretario di de Lellis d\u2019Isernia, D. Gaetano Sabella, ed Erennio Sabella: dice pure che Beniamino Franceschelli si porto con la banda reaz a: in Fornelli \u2013<\/p>\n<p>X 22\u00b0: D. Filoteo Mancini confirma la deposiz e: di Pasquale Mancini, ed aggiunge che le sostanze Comunali vengono sciupate dalla sudetta setta Camorrista, onde accrescere il malcontento del popolo verso il Governo giusto del Re Galantuomo \u2013<\/p>\n<p>X 23\u00b0: D. Damaso Milano confirma la deposiz e: di Mancini, quella dei Milano di Roccasicura, quella di Antonio Casciano di Dom\u00b0:, ed aggiunge che il Sind\u00b0: Dom\u00b0: Sabella nella votaz e: del giorno 28 Dicembre 1862 cambiava le schede con gl\u2019altri due scrutatori Beniamino Franceschelli e Giuseppe Patriarca per sotto della tavola per far scegliere questi\u00a0 due Camorristi suoi compagni, e cos\u00ec fu fatto: che Giuseppe Patriarca e, Francesco Valerio erano i pi\u00f9 accaniti reaz i: nel 1860; e che D. Gaetano Sabella, D. Nicola Franceschelli, Ludovico Gentile e D. Dom\u00b0: Franceschelli pagavano i reazionari nel 1860 per quindi animarli alle sevizie ed alla rapina che poi dividevan con essi \u2013<\/p>\n<p>X 24\u00b0: D. Dom\u00b0: Mancini confirma la riunione dei 17, e che in Ottobre 1860 venne arrestato per mezzo di Dom\u00b0: Rampone che lo indic\u00f2 agl\u2019altri reazionari.<\/p>\n<p>X 25\u00b0: Pasquale Pizzi dice che la setta dei 17 v\u2019\u00e8 stata sempre fin dal 1860 e che questi cercano sempre di spogliare chi primo loro capita cominciando dalle rendite Comunali ed accrescendo le loro sostanze ed opprime i liberali: confirma pure gl\u2019inbrogli del Sind\u00b0: nella cselta dei Consiglieri Comunali:<\/p>\n<p>X 26\u00b0: Aureliano Fasano dichiara che i reazionari venivano pagati da D. Nicola Franceschelli, D. Domenico Franceschelli e Ludovico Gentile; e che Beniamino Franceschelli fece parte della banda che si port\u00f2 in Fornelli \u2013<\/p>\n<p>27\u00b0: Macrina Nucci confirma in parte la deposiz e: del Fasano \u2013<\/p>\n<p>X 28\u00b0: Maddalena Patriarca confirma in parte la deposiz e: del Fasano ed aggiunge che quandotornarono i reazionari Mirandesi da Fornelli tutti armati portavano bandiera borbonica, ed il pi\u00f9 che si distingueva era Beniamino Franceschelli \u2013<\/p>\n<p>X 29\u00b0: Francesco Milano confirma la deposiz e: di Pasquale Mancini, di Nicola Guglielmi, di Aureliano Fasani, e di Dom\u00b0: Franceschelli di Aureliano \u2013<\/p>\n<p>X 30\u00b0 Gioacchino Mancini non ignora la setta e gl\u2019approvecci del Sid\u00b0: Sabella<\/p>\n<p>X 31\u00b0: Fortunato Pizzi dice che D. Gaetano Sabella in Ottobre 1860 alla testa dei reazionari si port\u00f2 in sua casa e vi fece perquisiz e: se v\u2019erano carte contro del borbone \u2013<\/p>\n<p>X 32\u00b0: Raffaele Apollonio fu Angelant\u00b0: dichiara che il giorno dell\u2019 infame concerto dovette amministrare e portare nel casino di D. Nicola Franceschelli a premura di D. Gaetano Sabella e D. Dom\u00b0: Franceschelli vino e carne, e che\u00a0 Clemente Pizzi ed altri nella reaz e: lo fecero uscire a forza armato: che D. Gaetano Sabella accompagn\u00f2 gl\u2019arrestati liberali fino all\u2019uscita di Miranda il giorno 4 Ottobre 1860. Dice altro ancora \u2013<\/p>\n<p>33\u00b0: Giovanni Petrino Tiuffolo dice che D. Dom\u00b0: Franceschelli col Sindaco Dom\u00b0: Sabella fu Liborio tenevano nascosta una cassa di fucili pronta per armare i briganti, e cospiratori borbonici \u2013<\/p>\n<p>X 34\u00b0: Mariantonia de Benedittis confirma la deposiz e: di Antonio Cifolelli<\/p>\n<p>X 35\u00b0: Carolina Franceschelli confirma la deposiz e: del Cifolelli \u2013<\/p>\n<p>X 36\u00b0: Felice Cifolelli fu Angelant\u00b0: dichiara che fra quei che andarono ad arrestare le carrozze della Colonna dell\u2019ottimo Governatore de Luca vi fu per pi\u00f9 pronunciato Giuseppe Patriarca : dice pure che fra i pi\u00f9 pronunziati reazionari vi fu Clemente e Raffaele Pizzi \u2013<\/p>\n<p>X 37\u00b0: Illuminato Milano confirma in parte la deposiz e: di D. Damaso Milano, e soggiunge che il Sindaco Dom\u00b0: Sabella fu Liborio armava il brigante Palmerino Cifolelli, e che spesso rifigiava in sua casa , e specialmente quando veniva inseguito dalla G a: Nap : &#8211;<\/p>\n<p>X 38\u00b0: Antonio Pizzi fu Pietro dichiara che il Sindaco Dom\u00b0: Sabella\u00a0 in Agosto ultimo gli mand\u00f2 come guardia Nap : ad impedire un sequestro legale, e ci\u00f2 per prendersi egli stesso quel grano che doveva sequestrarsi, siccome fece; abusando cos\u00ec di potere \u2013<\/p>\n<p>X 39\u00b0: Egidio Fasano fi Francesco e Giuseppe Cifolelli di Felice confermano la deposiz e: di Antonio Pizzi \u2013<\/p>\n<p>40\u00b0: Giovanni Corrado asserisce che la reaz e: del 1860 veniva comandata e pagata da D. Nicola Franceschelli, Ludovico Gentile, D. Dom\u00b0: Franceschelli e D. Gaetano Sabella: che Erennio Sabella era il pi\u00f9 pronunziato, e che non ci mancava mai Dom\u00b0: Sabella fu Liborio<\/p>\n<p>41\u00b0: Felice Fasano fu Giulio confirma la deposiz e: del Corrado \u2013<\/p>\n<p>X 42\u00b0: Michelangelo Gentile fu Giuseppe contesta la setta reazionaria, e dichiara che Beniamino Franceschelli fece giurar falso ad un certo Angelo Bucci.<\/p>\n<p>X 43\u00b0: Maria di Felice asserisce che il Sindaco Dom\u00b0: Sabella fe rubava cinque piastre, e che aveva relaz i: col brigante Cifolelli Palmerino<\/p>\n<p>X 44\u00b0: Angelo Franceschelli di Aureliano confirma la deposiz e: di Dom\u00b0:Franceschelli di Aureliano, e che Erennio Sabella fece giurar falso ad Angelo Bucci \u2013<\/p>\n<p>X 45\u00b0: Salvatore Bonanni dichiara che tanto Erennio Sabella, quanto Beniamino Franceschelli fecero giurar falso ad Angelo Bucci \u2013<\/p>\n<p>X 46\u00b0: Andrea Tortola confirma la deposiz e: di Buonanno, ed aggiunge che dov\u00e8 dare g 50:00 a D. Gaetano Sabella e Beniamino Franceschelli per evitare il figlio da una calunnia; e che tal danaro gli fu mutuato da D. Vincenzo Cimorelli \u2013<\/p>\n<p>47\u00b0: Dom\u00b0: di Girolamo di Roccasicura dichiara che in una notte del passato Agosto s\u2019imbatt\u00e8 in 15 briganti che calavano dalla nostra montagna ed entrato in discorso con essi dissegli che per diversi giorni gli era stato loro somministrato da vivere da D.Dom\u00b0: Sabella fu Liborio \u2013<\/p>\n<p>48\u00b0: D na Emilia Falconi d\u2019Isernia moglie del Notaio Milanese dice aver veduto il giorno 5 8bre 1860 Erennio Sabella, e D. Nicola Franceschelli a capo di una masnada di cafoni armati fare delle sevizie a diversi cadaveri \u2013<\/p>\n<p>X 49\u00b0: Domenico\u00a0 Nardantuono?, Dom\u00b0: di benedetto e Nicola Guglielmi dichiarano che l\u2019attuale Sind\u00b0: si prendeva sei ducati da un povero di Miranda di cui non ricordo il nome a cui era morto un figlio nella milizia \u2013<\/p>\n<p>50\u00b0: Oltre dalle su esposte delucidazioni e querele il sottoscritto querela tanto Beniamino Franceschelli che Ludovico Gentile per aver presentati falsi documenti per farsi dichiarare elettori Comunali e nell\u2019istesso tempo querela anche l\u2019Esattore Clemente Pizzi per aver certificato falso per costoro \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda l\u00ec 18 Gennaio 1863<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Croce Pollice<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si raccomanda al Sig: Procuratore Regio di far tener celato quanto s\u2019\u00e8 esposto, affine d\u2019evitare conflitti ed altre pi\u00f9 triste conseguenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All Ill.mo Signor Procuratore Generale presso la Corte di Appello<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>( rimessa anche al Procuratore del Re d\u2019Isernia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domenico Franceschelli di Miranda in Molise , espone a V. S. Ill.ma che dopo calunniose denunzie fu prima incarcerato e poi riconosciuto innocente dal Generale Villarey, posto in libert\u00e0, ora trovasi latitante, e lontano dai suoi affari per altra denunzia.<\/p>\n<p>Si ordin\u00f2 un prosieguo d\u2019istruzione ma sono decorsi lunghi mesi\u00a0 senza frutto \u2013 Sollecita la giustizia di V.S. Ill.ma perch\u00e9 voglia affrettare l\u2019istruzione , onde si conosca se il ricorrente sia colpevole, o innocente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Napoli 24 Sett.e 1863<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>La Cecilia Av.to<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signor<\/p>\n<p>Sig. Regio Procuratore presso il Tble Circondariale d\u2019Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>Domenico Franceschelli gentiluomo del comune di Miranda, con umili suppliche rassegna alla Signoria Sua \u2013<\/p>\n<p>Non \u00e8, a rivocarsi in dubbio, che nei sconvolgimenti politici la forza delle private vendette mette in opera ogni mezzo per far cadere la colpa di un fatto criminoso sull\u2019innocente, perch\u00e9 il vero reo sia sottratto alla giustizia \u2013 E d\u2019ordinario \u00e8 a deplorarsi in danno dell\u2019uomo onesto, la calunnia e la persecuzione \u2013<\/p>\n<p>Tale si \u00e8 avverato per lo esponente: dopo lo eccidio dell\u2019Ottobre 1860, di dolorosa rimembranza, indagando la giustizia su i colpevoli dei fatti criminosi, surse immantinente la voce dei denunzianti Giuseppe Gentile, Giovanni Nucci e Damaso Milano, a far supporre lo esponente causa delle uccisioni di un tal Soriani \u2013 Un processo veniva compilato sul riguardo, e dopo lunghe sofferenze da lui patite, venne la gi\u00e0 Corte Criminale a decidere su di esso , ed in Camera di Consiglio deliberando, dispose la conservazione degli atti in Archivio per la insufficienza delle pruove, e lo esponente libero ritornava alla famiglia e societ\u00e0\u00a0 &#8211;<\/p>\n<p>Non soddisfatta la denunzia e la calunnia, si fan presentire all\u2019oratore delle novelle indagini sul suo conto per il medesimo reato, ed opera tutta degl\u2019individui cennati \u2013<\/p>\n<p>Non giova qui cennare le estorsioni dai medesimi commesse, e le richieste fatte al rimostrante di pagar loro delle somme non lievi se vivere volea in pace, perch\u00e9 basta sol considerare come il secondo di essi, cio\u00e8 il Nucci, quantunque Sacerdote, venne per estorsione ristretto in carcere ed ivi ne moriva \u2013 Del pari \u00e8 noto il famoso denunziante Gentile come il Milano, per ritenerli di ogni calunnia capaci \u2013<\/p>\n<p>Intanto lo esponente \u00e8 obbligato vivere ramingo, senza conoscere il perch\u00e9, e senza aver commesso reato alcuno, potendo sul suo conto andar esaminata la popolazione intera non solo, ma anche gente dei limitrofi paesi, e si vedr\u00e0 rilucere la sua innocenza, come la lodevole e pietosa condotta verso quelli, che asilo chiedevano nel suo paese nella terribile epoca dell\u2019Ottobre 1860 \u2013<\/p>\n<p>Si \u00e8 perci\u00f2 che si prega la nota bont\u00e0 e giustizia della Signoria Sua, richiamare gli atti a di lui carico forse fatti compilare, ed emettere quelle provvidenze di giustizia che saranno opportune, onde ogni incertezza sul suo conto venghi a cessare, ed una vita libera venghi a respirare sotto l\u2019ombra della legge e garentia delle Autorit\u00e0 costituite \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019avr\u00e0 \u2013<\/p>\n<p>Isernia 7 ott-e 1862 \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(intagando)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>note:<\/p>\n<p>Si comunica al Sig. Giud.e istruttore presso il quale ritrovasi il relativo processo in attesa della cattura.<\/p>\n<p>Il Proc. del Re<\/p>\n<ol>\n<li>Carbone<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>N.B.<\/p>\n<p>Manca altro processo sui cui si fonda la req a del P.re del Re, poich\u00e9 fu questi due val. pronunzi\u00f2 la abolita G. Corte \u2013 Si riurch\u00e9 per provvedere \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>pag. 77 \u2013 Napoli 12 Ottobre 1863 \u2013 Sollecito Istruzione a carico di Domenico Franceschelli della Procura Generale del Re presso la Corte di Appello al procuratore del Re in Isernia<\/p>\n<p>Note : Verificare lo stato del processo per affrettarne l\u2019istruzione-Quindi si riscontri al Proc: Generale<\/p>\n<p>N: 202 Il processo \u00e8 in corso d\u2019Istruz.e<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 78<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia 12<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Procuratore del Re perch\u00e9 solleciti la istruzione e le pendenze<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signor<\/p>\n<p>Commendatore Procuratore Generale<\/p>\n<p>presso la Corte di Appello di<\/p>\n<p>Napoli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domenico Franceschelli del Comune di Miranda rassegna alla sua giustizia quanto segue&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte fui fatto segno ad una calunniosa denuncia promessagli dai nominati Giuseppe Gentile, e Giovanni Nucci per insussistenti accuse di reazione; e pi\u00f9 volte la falsit\u00e0 della denuncia fu proclamata con decisione dell\u2019autorit\u00e0 Giudiziaria della Provincia di Molise. Gli stessi denunzianti furon catturati pel loro malfatto, e subirono la lor pena dalla Giustizia eterna, essendo trapassati, e l\u2019un di essi in prigione. Intanto l\u2019ultima delle loro denunzie,\u00a0 riproduzione delle precedenti, operava l\u2019effetto della spedizione di un mandato di arresto contro l\u2019esponente, senza ponderarsi che illegalmente si procedeva per fatti giudicati altra volta, e dichiarati falsi. F\u00f9 necessit\u00e0 per questo che il Franceschelli si ponesse in latitanza, aspettando dal corso regolare della procedura una pronta rivocazione di quell\u2019atto spedito fuori i casi della legge, ma per contrario sono pi\u00f9 mesi che la istruzione anzich\u00e9 continuarsi, e compiersi, rimase affatto sopita, forse principalmente per i medesimi ostacoli, che le vengono dall\u2019indole della denuncia, e della insussistenza delle pruove, ed accuse.<\/p>\n<p>Si prega quindi la sua autorit\u00e0, e giustizia di voler disporre che il Giudice Istruttore in Isernia affretti senz\u2019altro indugio il compimento degli atti, e rivochi gli ordini di cattura emessi con tanta legerezza contro un\u2019onesto cittadino__________<\/p>\n<p>Per la parte<\/p>\n<p>L\u2019Avvocato Francesco ?Ba<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>pag. 80<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Procrua Generale<\/p>\n<p>del Re<\/p>\n<p>Presso la Corte di Appello<\/p>\n<p>4\u00b0 Divisione 1\u00b0 Sezione<\/p>\n<ol>\n<li>11717<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sig. Procuratore del Re<\/p>\n<p>presso il Tribunale Circondariale di<\/p>\n<p>Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Napoli 27 Ottobre 186 3?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non posso astenermi dall\u2019esprimere il mio rincrescimento pel lungo indugio messo da cotesto Istruttore nella compilazione del processo a carico di Domenico Franceschelli di Miranda, per lo quale cominciaron le premure di questo generale ufficio sin da Aprile dell\u2019anno in corso \u2013 Ci\u00f2 prova la poca diligenza del detto Inquisitore, ed il niun conto che fa dalle Superiori esigenze, e quindi nel fargli da mia parte i debiti richiami, praticher\u00e0 col medesimo novelle insistenze, perch\u00e9 senz\u2019altra esitanza porti a termine la istruzione in parola, attendendomi per ora\u00a0 di saperne lo stato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pel Procuratore Generale del Re<\/p>\n<p>Il Sost. Procuratore Generale<\/p>\n<p>Firma non leggibile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>note:<\/p>\n<p>Si verifichi lo stato del processo e si proponga subito<\/p>\n<p>Si comunichi subito colle debite osservazioni all\u2019istruttore<\/p>\n<p>Il processo \u00e8 nell\u2019Istruz.e fin dal d\u00ec 10 Febbraio 1863 \u2013 A\u2019 5 nov. 63 \u2013 Si risponda come dal barro (baro)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 81<\/p>\n<p>Isernia 30 Dicembre 1863<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi Errico Nol\u00e8 giudice Istruttore del Tribunale d\u2019Isernia \u2013<\/p>\n<p>Vist\u2019i presenti atti a carico di Domenico Franceschelli di Vincenzo ed altri del Comune di Miranda<\/p>\n<p>Vista la requisitoria del Pubblico Ministero de\u2019 10 Febbraio dello spirante anno 1863 \u2013<\/p>\n<p>Poich\u00e9 necessario si rende nell\u2019interesse della giustizia e della finanza di compiersi la istruzione di che trattasi sopraluogo \u2013<\/p>\n<p>Ordiniamo<\/p>\n<p>Che sabato due dell\u2019entrante mese di gennaio 1864 si acceda nel comune di Miranda per procedersi a tutti gli atti necessari a rendersi completo il procedimento a carico del suddetto Sig. Franceschelli ed altri, ed all\u2019uopo comunicarsi la presente al Pubblico Ministero<\/p>\n<p>Errico Nol\u00e8<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 82<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si attesta da noi sottoscritti che partiti quest\u2019oggi dal capoluogo d\u2019Isernia siamo giunti in questo comune di Miranda, avendo percorsi oltre i cinque chilometri di strada a cavallo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda 2 Gennaio 1864<\/p>\n<p>Il Giudice Istruttore<\/p>\n<p>Errico Nol\u00e9<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sostituto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 83<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si certifica da noi qui sottoscritti Sindaco es assessori componenti la giunta municipale del Comune di Miranda che\u00a0 D. Domenico Franceschelli di Vincenzo, D. Nicola Franceschelli fu Nicandro, D. Gaetano Sabella di D. Giacinto, Erenio Sabella, e Giuseppe Patriarca\u00a0 fu Filippo del medesimo Comune sono tutti uomini probbi rivestiti di tutte le qualit\u00e0 politiche, e morali anzi lo specchio del paese attaccati tutti perfettamente all\u2019allora Governo<\/p>\n<p>In fede della verit\u00e0 si rilascia il presente a richiesta della Giustizia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda 6 Gennaio 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>Domenico Sabella<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Giunta Municipale<\/p>\n<p>Beniamino Franceschelli<\/p>\n<p>Clemente Pizzi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 84<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si certifica da noi sottoscritti Sindaco e componenti la Giunta Municipale del Comune di Miranda, che Beniamino Franceschelli fu Giovanbattista di questo Comune di Miranda, e rivestito della carica di 1\u00b0 Assessore Municipale, gode buona condotta, cio\u00e8 politica, e morale, ed attaccato ancora all\u2019attuale Real Governo \u2013<\/p>\n<p>In fede del vero ne rilasciamo il presente, da valersi per uso di giustizia penale \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda l\u00ec 6 Gennaio 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>Domenico Sabella<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Giunta Municipale<\/p>\n<p>Clemente Pizzi<\/p>\n<p>Rif. pag. 85<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si certifica da me qui sottoscritto Sindaco e componenti la Giunta Municipale del Comune di Miranda, che Clemente Pizzi, e suoi figli Antonio, e Raffaele godono buona condotta rivestiti di tutte le qualit\u00e0 politiche, e morali attaccato attual Governo perfettamente<\/p>\n<p>In fede della verit\u00e0 si rilascia il presente<\/p>\n<p>Miranda 6 Gennaio 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>Domenico Sabella<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Giunta<\/p>\n<p>Beniamino Franceschelli<\/p>\n<p>Felice Cifolelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 86<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si certifica da me qui sottoscritto Assessore funzionante da Sindaco, e componenti la Giunta Municipale che \u00a0Domenico Sabella fu Liborio attuale Sindaco e stato sempre un\u2019uomo probo di buona morale, rivestito di tutte le qualit\u00e0 politiche e morali senza che avesse dato nessuno motivo di lagnanza a questa popolazione, attaccato perfettamente all\u2019attuale Governo, e che nella sua carica di Sindaco attualmente a\u2019 renduto contento questa popolazione col suo ben operare della sua carica \u2013<\/p>\n<p>In fede della verit\u00e0 si rilascia il presente<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda l\u00ec 6 Gennaio 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco f.f.<\/p>\n<p>Beniamino Franceschelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Giunta Municipale<\/p>\n<p>Clemente Pizzi<\/p>\n<p>Fortunato Pizzi ?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 87<\/p>\n<p>Duplicato<\/p>\n<p>Ufficio d\u2019Istruzione<\/p>\n<p>presso<\/p>\n<p>Il Tribunale del Circondario<\/p>\n<p>d\u2019Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signor Sindaco del<\/p>\n<p>Comune di\u00a0 Miranda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda 6 del 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>la prego farmi tenere un attestato di questa giunta municipale sulle relazioni tra l\u2019arciprete di questo comune Sig. Damaso Milano e sua famiglia con D. Domenico Franceschelli di Vincenzo di Miranda \u2013<\/p>\n<p>Gradisca i miei ringraziamenti \u2013<\/p>\n<p>Il Giudice Istruttore<\/p>\n<p>Errico Nol\u00e8<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 88<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda 6 Gennaio 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi Errico Nol\u00e8 giudice istruttore del Tribunale d\u2019Isernia \u2013<\/p>\n<p>Visti gli atti a carico de\u2019 Signor Domenico Franceschelli di Vincenzo ed altri del comune di Miranda<\/p>\n<p>Lette le deposizioni de\u2019 testimoni sinora uditi \u2013<\/p>\n<p>Poich\u00e9 sufficienti sono le pruove raccolte per potersi provvedere sullo interesse della giustizia, ed in atto non ricorebbe altro a praticare in questo comune, onde ben pu\u00f2 farsi ritorno in residenza\u2014<\/p>\n<p>Ordiniamo<\/p>\n<p>Che domani sette del volgente mese si faccia ritorno nel capoluogo d\u2019Isernia \u2013<\/p>\n<p>Rif. pag. 89<\/p>\n<p>Si attesta da noi sottoscritti che partiti questa mattina da Miranda siamo giunti in Isernia avendo percorso oltre cinque chilometri di strada a cavallo __ In Fede<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia 7 Gennaio 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IL Giudice Istruttore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Cancelliere Sost.<\/p>\n<p>Illegibile ?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 90<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signor<\/p>\n<p>Signor Giudice Istruttore presso il Tribunale del Circondario d\u2019Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>Domenico Franceschelli imputato di aver preso parte attiva nell\u2019omicidio di un tal Suriani vien perseguitato dalla forza pubblica per mandato di cattura che contro di lui \u00e8 spedito \u2013<\/p>\n<p>Il tempo ed una scrupolosa istruzione riveler\u00e0 la sua innocenza- Ora il Franceschelli non desidera che togliersi ad una vessazione continua, ed evitare una cattura da lui non meritata \u2013<\/p>\n<p>La imputazione che a lui si addebita anche vera non costituirebbe che una complicit\u00e0 sull\u2019omicidio di Suriani: questa idea almeno risulta dal titolo del reato \u2013 questa complicit\u00e0\u00a0 a misura della sua intensit\u00e0 non potrebbe essere punita che con uno due e forse anche con tre gradi di meno dalla pena dovuta all\u2019autore principale del reato, e quindi la pena sarebbe sempre tra i limiti segnati dall\u2019art:\u00b0 4 Num. ? del decreto del 17 Febbraio 1861 \u2013 E perci\u00f2 che il Franceschelli per mezzo del Sottoscritto suo difensore vi fa a dimandare dalla Signoria Sua la libert\u00e0 provvisoria con dispensa dalla cauzione, a quale oggetto si alligano alla presente dimanda i documenti di moralit\u00e0 e di indigenza<\/p>\n<p>Isernia li 8 Gennaio 1863<\/p>\n<p>Alessandro Delfini Pat \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 91<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco del Comune di Miranda, certifica che avendo perquisito il Catasto provvisorio del Comune suddetto non ha rinvenuto ascritto il nome di D. Domenico Franceschelli di Vincenzo<\/p>\n<p>Per la verit\u00e0 si rilascia il presente<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miranda l\u00ec 29 Dicembre 1863<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>Domenico Sabella<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ludovico Gentile Segret.\u00b0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 92<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si certifica da me qui sottoscritto Sindaco e Componenti la Giunta municipale del Comune di Miranda, che Domenico Franceschelli di Vincenzo di detto comune ha goduto sempre di una buona condotta politiche, e morale attaccato all\u2019attuale Governo; bench\u00e9 trovasi latitante per una nera calunnia addossatagli da taluni malviventi<\/p>\n<p>In fede della verit\u00e0 si rilascia il presente a richiesta del ? illegibile<\/p>\n<p>Miranda 29 Dicembre 1863<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>Domenico Sabella<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Giunta Municipale<\/p>\n<p>Clemente Pizzi<\/p>\n<p>Beniamino Franceschelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>AMMINISTRAZIONE COMUNALE<\/p>\n<p>N\u00b0 7<\/p>\n<p>Miranda 8 Gennaio 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signor Giudice Istruttore<\/p>\n<p>del Tribunale del Circondario<\/p>\n<p>d\u2019Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visto<\/p>\n<p>si unisca al processo<\/p>\n<p>Isernia 9 Gennaio 1864<\/p>\n<p>L\u2019Istr.<\/p>\n<ol>\n<li>Nol\u00e8<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>volendo soddisfare la richiesta che ella mi faceva con uffizio del 6 andante mese fui sollecito riunire\u00a0 sotto la mia presenza la Giunta municipale, alla quale reso assuntivo il lodato suo uffizio, rendeva sul suo tenore analoga deliberazione in data del 7 di questo mese istesso, che mi pregio farla pervenire a lei qui infogliato<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>Domenico Sabella<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 94<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno 1864 7 Gennaio \u2013 Riunitasi la Giunta Municipale del Comune di Miranda composta dagli assessori Sig.ri Beniamino Franceschelli e Clemente Pizzi sotto la Presidenza del Sindaco Sig. Domenico Sabella, ad oggetto di deliberare su affari concernenti la giustizia penale \u2013<\/p>\n<p>Di fatti il Sig. Sindaco ha ostensivo o offensivo un \u2018ufficio del Sig. Giud. Istruttore presso il Tribunale di questo Circondario d\u2019Isernia della data del 6\u00a0 andante mese, concepito ne\u2019 seguenti termini.<\/p>\n<p>,, La prego farmi tenere un attestato di questa Giunta municipale, sulle relazioni tra l\u2019Arciprete di ,,questo Comune Sig. Damaso Milano e sua Famiglia con D. Domenico Franceschelli di Vincenzo ,,di Miranda \u2013 Il Giudice Istruttore Errico Nol\u00e8,,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La detta Giunta interpellata in affare di tanta importanza e non potendo prevedere lo scopo cui mira, ha con tutta scrupolosit\u00e0 minato le relazioni che ripassano tra questo Arciprete Sig. Damaso Milano e sua famiglia con D. Domenico Franceschelli, prendendosi a giuda i fatti pi\u00f9 annosi che meglio possano portare ad un giudizio certo \u2013 Ci\u00f2 posto ha rilevato in fatto<\/p>\n<p>Che nell\u2019occasione del 1848, in materia di opinione il Sig. Franceschelli venne <u>come liberale<\/u> bastantemente perseguitato dal passato Governo, e gli elementi di perseguizioni venivano fornite dall\u2019Arciprete Sig. Milano e Giuseppe gentile, i quali collegati hanno rimasto di loro un nome troppo odioso al paese per le calunnie saggiate tanto in danno del Sig. Franceschelli che di altri ancora \u2013<\/p>\n<p>Che per siffatte denunzie di liberalismo la Polizia del tempo delegava una istruzione a carico del Franceschelli eseguita dal Sig. Federico del Monaco, nella quale molta mano l\u2019Arciprete ed il Gentile si ebbero in guisa che il Franceschelli non limitate persecuzioni si ebbe ?re, e solo trov\u00f2 ancora di salvezza nel defunto Vescovo Saladino, che per salvare i due Sacerdoti Sig. Lucci, complicati n\u00e9 medesimi fatti, dovette necessariamente liberare da ulteriori punizioni il Sig. Franceschelli \u2013 Dal pari non \u00e8 ad omettersi che per rifatto istinti di denunziare nel ripetuto Arciprete, i defunto vescovo l\u2019obblig\u00f2 rimanersi in castigo per pi\u00f9 tempo nel Monistero di Venafro \u2013<\/p>\n<p>Che una tale Luisa Monti, cugina del ripetuto Sig. Franceschelli, storpia\u00a0 ed in condizioni fisiche da non poterle permettere il matrimonio, l\u2019Arciprete fecele prendere in marito un suo Nipote, in guisa che la roba della stessa, non maritandosi sarebbe ricaduta al Sig. Franceschelli, ed oggi certamente no, perlocch\u00e9 questo fatto fu ragione di novelle inimicizie \u2013<\/p>\n<p>Che per gli avvenimenti del 1860 contra il Sig. Franceschelli fu elevato il grido di<u>\u00a0 reazionario<\/u>, quando nel 1848 lo era per liberalismo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 pubblicamente noto come il denunziante\u00a0 Croce Pollice abbia il tutto ordito nella casa dell\u2019 Arciprete Sig. Milano, tanto contra il Sig. Franceschelli che di altri ancora, di tal che la prima processura\u00a0 venne dall\u2019abolita G.C. Criminale di Molise\u00a0 messa in non cale, e rinnovatesi le denunzie dal Pollice, queste, per sostenerle in quasi tutte vengoni indicati come testimoni il Sig. Arciprete e suoi nipoti \u2013<\/p>\n<p>Per siffatte ragioni, e per altre ancora<\/p>\n<p>a voti unanimi<\/p>\n<p>La Giunta, rispondendo alle inchieste del Sig. Giudice Istruttore, sul suo onore e coscienza dichiara ripassare tra il Sig. Arciprete D. Damaso Milano e sua famiglia con D. Domenico Franceschelli la pi\u00f9 implacabile inimicizia, di tal che gli uni contro dell\u2019altro, e l\u2019altro contra gli uni non possono che operare nel fine di dare sfogo ad una vendetta personale, perlocch\u00e9 niuna fede i detti e scritti dell\u2019Arciprete e sua famiglia contro Franceschelli, e di questi contra quelli possono meritare \u2013<\/p>\n<p>Di tutto ci\u00f2 si \u00e8 redatto la presente deliberazione da rimanere allegata nel corrispondente registro, rimanendo a carico del Sindaco\u00a0 lo invio di una copia al Sig. Giudice Istruttore \u2013 Il Sindaco Domenico Sabella \u2013 Beniamini Franceschelli e Clemente Pizzi componenti la Giunta Municipale \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visto del Sindaco<\/p>\n<p>Domenico Sabella<\/p>\n<p>Miranda 7 Gennaio 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per copia conforme<\/p>\n<p>Ludovico Gentile Segretario<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 96<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>AMMINISTRAZIONE<\/p>\n<p>COMUNALE<\/p>\n<p>N\u00b0 20<\/p>\n<p>Miranda l\u00ec 17 Gennaio 1864<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>Le rimetto l\u2019apoca dette nosicte\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 giusta il notamento ricevuto dagl\u2019individui di questo Comune, meno in esso Clemente Pizzi che si fa tenere l\u2019estratto; come pure i Certificati di fortuna dei medesimi per l\u2019uso convenevole<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p>Domenico Sabella<\/p>\n<p>Al Signor<\/p>\n<p>Sig. Giudice Istruttore<\/p>\n<p>del Tribunale del Circondario<\/p>\n<p>d\u2019Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>segue estratto di nascita in latino di Clemente Pizzi 17 Novembre 1796<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 98<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si certifica da me qui sottoscritto Segretario Comunale di Miranda, che avendo perquisito i registri di nascita dagli atti dello Stato Civile di questo Comune ho rinvenuto D. Domenico Franceschelli figlio di Vincenzo, ed Angela Sabella, esser nato il giorno 23 Gennaio 1827<\/p>\n<p>2 D. Nicola Franceschelli figlio di Nicandro, e Maria Gentile esser nato il giorno 10 Aprile 1815<\/p>\n<p>3 D. Gaetano Sabella figlio di Giacinto e Domenica Mucci, esser nato il giorno 11 Febbraio 1832<\/p>\n<p>4 Erennio Sabella figlio di Giacinto e Domenica Mucci esser nato il giorno 12 Aprile 1838<\/p>\n<p>5 Giuseppe Patriarca figlio di Filippo, e Teodora Franceschelli, esser nato il giorno 17 Gennaio 1813<\/p>\n<p>6 Beniamino Franceschelli figlio di Giambattista e Concetta gentile, esser nato il\u00a0 giorno due Novembre 1825<\/p>\n<p>7 Antonio Pizzi figlio di Clemente, e Felicia Tortola esser nato il giorno 11 Maggio 1835<\/p>\n<p>8 Raffaele Pizzi figlio di Clemente, e Felicia Tortola, esser nato il giorno 20 Gennaio 1827<\/p>\n<p>9 Domenico Sabella figlio di Liborio e Teresa Cassiano o Cofriano, esser nato il giorno 29 Gennaio 1820<\/p>\n<p>10 Donato Pizzi, figlio di Giovanni e Pia Fasano, esser nato il giorno 24 Novembre 1818<\/p>\n<p>11 Domenico Petrino figlio di Felice e Maddalena Apollonio, esser nato il giorno 24 Aprile 1840<\/p>\n<p>12 Vincenzo Celli, figlio di Francesco e Maria Tortola, esser nato il giorno 16 Aprile 1814<\/p>\n<p>In fede del vero ne rilasciamo il presente, da valere per uso di giustizia penale<\/p>\n<p>Miranda 17 Gennaio 1864<\/p>\n<p>Per copia conforme<\/p>\n<p>Visto del Sindaco<\/p>\n<p>Domenico Sabella\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Il Segretario comunale<\/p>\n<p>Ludovico Gentile<\/p>\n<p>seguono i certificati di fortuna ( catasto provvisorio di<\/p>\n<p>Giuseppe Patriarca fu Filippo<\/p>\n<ol>\n<li>Domenico Franceschelli di Vincenzo<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 101<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si comunichi al Pubblico Ministero<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia li 2 Feb. 1864<\/p>\n<p>Errico Nol\u00e8<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visti gli atti<\/p>\n<p>Ritenuto che dal processo risultano gravi indizi di reit\u00e0 contro Clemente e Raffaele Pizzi, e per conseguenza \u00e8 indispensabile interrogarli<\/p>\n<p>Il Procuratore del Re<\/p>\n<p>Richiede spedirsi contro i medesimi mandato di cattura<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia 14 Febbraio 1864<\/p>\n<p>firma illegibile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 102<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mandato di Cattura<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi Errico Nol\u00e8 Giudice del Tribunale Circondariale d\u2019Isernia, Applicato all\u2019Ufficio d\u2019Istruzione<\/p>\n<p>Visti gli atti del procedimento, e le conclusioni del Pubblico Ministero date de\u2019 14 Febbraio 1864 \u2013<\/p>\n<p>A tenore dell\u2019art. 184 del Codice di Procedura Penale \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ordiniamo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La cattura di Clemente Pizzi fu Vincenzo, di anni 67, contadino nato e domiciliato in Miranda, e del di lui figlio Raffaele, di anni trentasette contadino nato e domicilia in Miranda, come imputati di cospirazione ed attentato per cambiare la forma di Governo, eccitamento alla Guerra Civile tra gli abitanti della stessa popolazione, arresto arbitrario e grassazione in danno di Luigi Brunetti di Bojano, reato avvenuto in Miranda in Ott.e 1860, e contemplato dagli art. 156, 157, 596, 597, e 598 Codice Penale \u2013<\/p>\n<p>A tale effetto richiediamo l\u2019arma de\u2019 Reali Carabinieri di condurli avanti di Noi, uniformandosi alla Legge per essere i medesimi interrogati su i fatti loro addebitati<\/p>\n<p>Richiediamo pure tutti i depositari e gli agenti della Forza pubblica di prestare man forte per l\u2019esecuzione del presente mandato \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia l\u00ec 17 Febbraio 1864<\/p>\n<p>Il Giud. Ap.to all\u2019Istr.e<\/p>\n<p>Errico Nol\u00e8<\/p>\n<p>Nota: Rimesso in doppio il mandato di cattura ai Carabinieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 103<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signore<\/p>\n<p>Sig. Giudice Istruttore del Tble Circondariale d\u2019Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>Clemente Pizzi, ed i suoi figli Raffaele, ed Antonio;<\/p>\n<p>Giuseppe Patriarca, e Beniamino Franceschelli proprietarii domiciliati in Miranda sentendosi imputati per non so qual crimine, domandano di presentarsi alla Giustizia \u2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia 21 Febbraio 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giacomo Marrucino\u00a0\u00a0\u00a0 Patrocina<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visti gli atti e la domanda<\/p>\n<p>Visto il Decreto del 17 Feb.\u00b0 186 N\u00b0 4 \u00b0<\/p>\n<p>Ritenuto che pel titolo del reato pu\u00f2 essere applicata una pena superiore al primo grado dei lavori forzati, e per conseguenza la domanda di libert\u00e0 provvisoria \u00e8 inammissibile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Procuratore del Re<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiede dichiararsi non esser luogo a deliberare sulla domanda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia 29 Febbraio 1864<\/p>\n<ol>\n<li>Del Allocato ?<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 104<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carabinieri Reali<\/p>\n<p>7 Legione<\/p>\n<p>Luogotenenza d\u2019Isernia<\/p>\n<p>N\u00b0 934 Div\u00a0 3<\/p>\n<p>Risposta alla lettera N\u00b0 521<\/p>\n<p>del 17 Febbraio (abbr p\u00b0 p\u00b0)<\/p>\n<p>Carte ammesse<\/p>\n<p>N\u00b0 1<\/p>\n<p>OGGETTO<\/p>\n<p>Invio processo verbale di<\/p>\n<p>vane ricerche di Clemente e<\/p>\n<p>Raffaele Pizzi da Miranda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019Illmo Signor Procuratore<\/p>\n<p>del Re presso il Tribunale<\/p>\n<p>Circondariale d\u2019Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia, 21 Marzo 1864<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui soccartato pregiami trasmettere alla S.V. Ill.ma il processo verbale di vane ricerche dei nominati Clemente e Raffaele padre e figlio Pizzi da Miranda, colpiti da mandato di cattura da Codesto Sig. Giudice Istruttore come imputati di cospirazione ed attentato per cambiare la forma del Governo ed eccitamento alla guerra civile tra gli abitanti dello stesso comune ed altre, rimessami coll\u2019emarginata riverita di lei nota, i quali risultano latitanti nei d\u2019intorni di quel comune dove furono mai sempre stati ricercati infruttuosamente siccome protetti dai loro compaesani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Luog,,te Comand,,te la Luog za<\/p>\n<p>firma illegibile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 105<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Divisione di Benevento<\/p>\n<p>Compagnia di Campobasso<\/p>\n<p>Luogotenenza d\u2019Isernia<\/p>\n<p>Stazione d\u2019Isernia<\/p>\n<p>N\u00b0 124<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Processo Verbale di vane<\/p>\n<p>ricerche delli nominati<\/p>\n<p>Clemente e Raffaele Pizzi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carabinieri Reali<\/p>\n<p>7 Legione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno mille ottocento sessantaquattro alli venti del mese di Marzo verso le ore 10 ante nel comune di Miranda \/ Isernia<\/p>\n<p>Noi Isolato 1\u00b0 Antonio Vice Brigadiere, e Riva 4\u00b0 Bartolomeo guardiano entrambi dell\u2019arma assudi oapudi addetti alla qui contro ??tro stazione dichiariamo che vestiti della nostra divisa nell\u2019ora e luogo su indicato si riunivano infruttuosamente al proprio domicilio ?? nominati <u>Pizzi Clemente<\/u> fu Vincenzo d\u2019anni 70 , ed il di lui figlio Raffaele d\u2019anni 26 entrambi di professione sarti nati e domiciliati in detto Comune, assieme colpiti da mandato di cattura spiccato da questo Sig. Giudice Istruttore in data 17 Febbraio 1864, trasmesso dal Sig. Comandante la Luogotenenza al Comandante la Stazione con ufficio del 18 p,,\u00b0 p,,\u00b0 Febbraio N. 515 siccome i suddetti individui trovasi imputati di cospirazione ed attentato per cambiare la forma di governo ed eccitamento alla guerra civile tra gli abitanti dello stesso comune ed altro, dalle indicate ricerche risulta che i medesimi sono latitanti nel tenimento comune proprio. Di quanto sopra abbiamo compilato il presente processo verbale di vane ricerche in duplice copia una da trasmettersi all\u2019autorit\u00e0 richiedente ed alla ai nostri Sig. Superiori<\/p>\n<p>Fatto e chiuso in Isernia data come sopra e siamo sottoscritto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isoloato 1\u00b0 Antonio V. Brigadiere<\/p>\n<p>Riva 4\u00b0 Bartolomeo ?????????<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Connotati di Clemente<\/p>\n<p>Statura alta, capelli misti<\/p>\n<p>Ciglia ed occhi\u00a0 castagni<\/p>\n<p>Naso grosso, bocca media<\/p>\n<p>Mento Tondo, viso ovale<\/p>\n<p>Colorito naturale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di Raffaele<\/p>\n<p>statura alta, capelli ciglia neri<\/p>\n<p>barba crescente, occhi castagni<\/p>\n<p>Naso Bocca regolare, mento<\/p>\n<p>oblungo, viso ovale, colorito<\/p>\n<p>naturale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 106<\/p>\n<p>Nota: Si comunichi al Pubblico Ministero per favorire le sue conclusioni in merito<\/p>\n<p>Isernia l\u00ec 25 Marzo 1864<\/p>\n<p>Il Giud. Ap.<\/p>\n<p>Errico Nol\u00e8<\/p>\n<p>Rif. pag. 107 in bollo da C.50<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Sig. Giudice Istruttore<\/p>\n<p>presso il Tribunale Circondariale d\u2019Isernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore<\/p>\n<p>Clemente, e Raffaele Pizzi di Miranda inputati di crimine chieggono essere abilitati alla presentazione previa cauzione<\/p>\n<p>Lo Sperino<\/p>\n<p>Isernia 24 Aprile 1864<\/p>\n<p>Gaetano Fazio difensore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nota: Si comunichi insieme al processo al Pubblico Ministero<\/p>\n<p>Il Giud.<\/p>\n<ol>\n<li>Nol\u00e8<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vista la sottoscritta domanda e gli atti<\/p>\n<p>Ritenuto che la grassazione di cui sono imputati i petenti \u00e8 quella deffinita dall\u2019art.\u00b0 li (dall\u2019art. 4) dell\u2019art. 596 Codice Penale, e per il a.li (N. 4\u00b0)del\u2019art.597 vien punita coi lavori forzati a tempo ostensibile ad anni 15<\/p>\n<p>Ritenuto in forza del Decreto dei 17 Febbraio 1861 tt li il beneficio della libert\u00e0 provvisoria pu\u00f2 essere accordato a tutti gl\u2019imputati di crimine che ponno essere puniti con il 1\u00b0 grado dei lavori forzati a tempo, quando il mandato di cattura non si trovasse eseguito: or nella specie concorrono tutti gli estremi indicati dallo accennato Real Decreto.<\/p>\n<p>Ritenuto che la cauzione deve essere proporzionata alla fortuna dell\u2019imputato, alla qualit\u00e0 del reato, ed ai danni che ha prodotto.<\/p>\n<p>Visti gli articoli 197 e seguenti Codice di procedura penale<\/p>\n<p>Il Procuratore del Re<\/p>\n<p>Chiede farsi diritto alla domanda previa cauzione di L. 400 da prestare nei modi legali compresa la cifra di L. 100 per multa, ove non si presentassero all\u2019esecuzione della sentenza, e fatto obbligo di eligere domicilio nella residenza di questo Tribunale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia 26 Aprile 1864<\/p>\n<p>firma illegibile<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 108<\/p>\n<p>L\u2019Istruttore<\/p>\n<p>Visti gli atti contro<\/p>\n<p>Clemente e Raffaele Pizzi di Miranda<\/p>\n<p>Imputati di<\/p>\n<p>Grassazione ne\u2019 sensi del n\u00b0 4\u00b0 dell\u2019art\u00b0 596 cod. pen.<\/p>\n<p>Letta la requisitoria del P.\u00b0 M\u00b0 di questo giorno<\/p>\n<p>Vista la domanda di essi Pizzi, i quali hanno chiesto di spontaneamente presentarsi e rimanere in libert\u00e0 provvisoria dietro cauzione \u2013<\/p>\n<p>Poich\u00e8 il reato \u00e8 punibile ne\u2019 termini del citato articolo da meno del 2\u00b0 grado dei lavori forzati dei lavori forzati \u2013<\/p>\n<p>Poich\u00e8 la cauzione di quattrocento lire chiesta dal P\u00b0 M\u00b0 pu\u00f2 equamente ricevere una minauzione<\/p>\n<p>Ordina<\/p>\n<p>Uniformemente alla requisitoria del P\u00b0M\u00b0 che Clemente e Raffaele Pizzi sieno ammessi a spontanea presentazione con la cauzione di lire trecento, dietro obbligo di presentarsi ad ogni richiesta del Magistrato, ed eleggendo domicilio nella residenza di questo Tribunale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isernia l\u00ec 26 Aprile 1864<\/p>\n<p>? de Sanctis<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>note: Scritto ai Carabinieri pel richiamo del mandato di cattura<\/p>\n<p>X<\/p>\n<p>richiamandoli i mandati di cattura<\/p>\n<p>? de Sanctis<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rif. pag. 109<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in bollo C. 50<\/p>\n<p>N: 590 del Reg. Mod\u00b0. vol:1\u00b0 &#8211; fol:60<\/p>\n<p>Clemente e Raffaele Pizzi di Miranda hanno depositato la somma di lire trecento per ottenere la libert\u00e0 provvisoria, giusta l\u2019ordinanza del Sig. Giudice Istruttore d\u2019Isernia de\u2019 ventisei andante num\u00b0. 244<\/p>\n<p>Isernia l\u00ec 27 Aprile 1864<\/p>\n<p>Il Ricevitore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>V\u00b0 per la validit\u00e0 del deposito e per la esecuz- della citata ordinanza<\/p>\n<p>L\u2019Istr.<\/p>\n<p>? de Sanctis<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>fascicolo e<\/strong><\/p>\n<p>Tribunale del Circondario di Isernia \u2013 Corte d\u2019Assise di Campobasso<\/p>\n<p>Vol 7\u00b0<\/p>\n<p>Volume delle deposizioni dei testimoni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Generalit\u00e0 degli imputati<\/p>\n<p>Clemente Pizzi ed altri imputati nello annesso elenco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Titolo e data del reato<\/p>\n<p>Cospirazione ed attentato contro il Governo e grassazione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Data dell\u2019arresto<\/p>\n<p>Fuori carcere<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Indicazione della parte lesa<\/p>\n<p>Luigi Brunetti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>fino a pag. 179 non trascritte<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Giuseppe Suriani Processi Politici ASCB Busta 131\/1-5 fasc. b &nbsp; &nbsp; La busta e composta dai fascicoli denominati a-b-c-d-e &nbsp; Fasc. b Tribunale del Circondario di Isernia Circolo d\u2019Assise di Campobasso &nbsp; Volume delle deposizioni dei testimoni &nbsp; 3 \u2013 n. 117 del Reg. del 1869 &nbsp; Generalit\u00e0 dell\u2019imputato o degli imputati \u00a0 Domenico &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/?p=1335\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">GIUSEPPE SURIANI &#8211; Processo<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[90,91,88],"class_list":["post-1335","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria","tag-giuseppe-suriani","tag-lupara","tag-processo"],"views":134,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1335","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1335"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1335\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1359,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1335\/revisions\/1359"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gennarotrivisonno.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}